
“The Full English” - terzo giorno (9 marzo 2005)
Stiamo stringendo i tempi: altri quattro brani, oggi - uno dei quali piuttosto complesso. I titoli: But Is It Art?, che probabilmente sarà il brano di chiusura dell’album, We’ll Always Have Paris, una ballad
di grande tristezza con alcuni spunti ironicamente divertentissimi, Like a Rock, e Take It Away, un brano decisamente teatrale in cui Judge Smith interpreta un musicista infelice e seriamente traumatizzato dallo studio della musica stessa.
Si va sempre più delineando il carattere dell’album, che non è certamente il seguito di Curly’s Airships: un album di canzoni, non collegate l’una all’altra se non in maniera sottile ed abbastanza casuale, e per certi versi reminiscenti di una certa tradizione cantautorale francese (con un netto spirito
ironico anglosassone, comunque). Accenni a diverse culture musicali (una su tutte - il tango argentino), in un album che - dicevamo oggi - non sarebbe dispiaciuto ad un marpione come Frank Zappa.
Restano due brani per domani - abbastanza impegnativi. Procediamo con il vento in poppa e prevediamo che il lavoro si concluderà nei tempi previsti.
A presto!
(diario di Marco Olivotto)


Paolo Carnelli








