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Judge a Guastalla: un tuffo nelle radici del Generatore

Il 12 e 13 marzo a Guastalla si è svolta l'assemblea annuale del Gruppo di Studio per le opere di Peter Hammill e dei VDGG. Anche quest'anno la riunione ha visto la presenza di un ospite d'eccezione: (Chris) Judge Smith, membro fondatore del gruppo insieme a Hammill e Nick Pearne nel lontano 1968, da anni collaboratore di Hammill e artista di assoluto interesse.

Non è facile descrivere l’atmosfera che si respira all’Ostello del Po di Guastalla ad ogni riunione del Gruppo di Studio per le opere dei VDGG e Peter Hammill. Innanzitutto c’è il momento dell’arrivo, dell’accoglienza: rivedere dopo tanti mesi le facce degli altri “studenti”, degli altri “pilgrims”, degli altri amici, fa sempre un certo effetto. Si ha sempre la sensazione di essere finalmente tornati a casa. Il Po fa da spettatore a pochi metri di distanza, lo si intravede tra i filari di betulle. Poi c’è il momento dell’incontro, quello con la storia del Generatore. Un pezzetto alla volta la Storia si manifesta e si consegna alle amorevoli cure degli students. Era stato così con David Jackson, è stato così anche con Judge Smith il 12 e il 13 marzo scorsi.

Rispetto ai precedenti incontri, quello con Judge è stato probabilmente più strutturato, grazie anche ai minori impegni presenti in agenda. Dopo le presentazioni e i convenevoli di rito, tutto il Gruppo si è immerso in una lunga Questions & Answers, condotta con molta professionalità da Marco Olivotto, che ha affrontato con dovizia di particolari sia la carriera solista di Judge, che le prime scintille di vita del Generatore. “Ho lasciato i VDGG perché mi sentivo inutile. Con Peter che scriveva sempre di più e sempre meglio e con Guy dietro i tamburi, non mi era rimasto altro che occuparmi delle seconde voci”. L’ironia della sorte ha voluto che proprio dal nuovo progetto di Smith, gli Heebalob, provenisse l’ultimo tassello che ancora mancava ai VDGG per completare il loro personalissimo mosaico sonoro: “Non è vero che i VDGG rubarono David Jackson agli Heebalob. Fui io dopo lo scioglimento del gruppo a mettere in contatto Peter con David”.

Judge con gli Students all'Ostello di Guastalla

La saga di Judge Smith prosegue con una militanza di un paio d’anni tra le file di Scientology e qualche altro progetto musicale, principalmente sceneggiature e libretti per musical. Sullo sfondo però ci sono sempre i VDGG, c’è sempre Hammill: “Pochi sanno che fu Martin Pottinger la causa della rottura tra Peter e Alice, e che Alice era una delle due segretarie del management della Virgin, insieme a Gail Colson“. E c’è anche Usher, con i suoi tempi lunghissimi, le riscritture e i cambi di line up, che vedono Judge rinunciare a malincuore al ruolo dell’erbalista, che sembrava fatto apposta per lui, per lasciare spazio a un nome “pesante” come quello di Herbert Groenemeyer. Anche l’ex Marillion Fish, a cui era destinato il ruolo di Montresor, esce di scena perché Hammill giudica inaspettatamente la sua interpretazione “troppo rock”. Ma il filo artistico tra Hammill e Judge non si interrompe mai, come testimoniano perle come Four Pails, originariamente inserita in un bizzarro musical sull’alpinismo, in cui i protagonisti muoiono a uno a uno a cause delle insidie della montagna: “Four Pails era la canzone che il protagonista canta di fronte al cumulo di sassi che ricoprono la figlia uccisa dallo Yeti. Liricamente non potrei immaginare niente di così lontano dalla mia filosofia e dalle mie convinzioni sulla vita e sulla morte“.

Ma non è stato solo il passato il protagonista della giornata Guastallese. Se il nuovo VDGG guarda al “presente”, anche Judge ha in serbo per la fine di aprile un lavoro nuovo di zecca: si tratta di The Full English, un album dal taglio acustico e raffinato, che vede la partecipazione dell’ex K Group John Ellis e che sarà pubblicato dall’etichetta italiana Labour of Love di Marco Olivotto, la stessa che ha già dato alle stampe l’ottimo DVD di Jackson a Guastalla. Ed è qui che si realizza un’altra piccola magia, con gli students che per gentile concessione dell’artista hanno la possibilità di ascoltare in anteprima assoluta ben tre brani del nuovo album.

Judge firma lo striscione del Gruppo di Studio

La cena, abbondante come al solito, e soprattutto il vino rosso che scorre senza freni aprono il campo alla notte musicale sul Po: The Final Taboo inaugura le danze con Judge accompagnato dagli students Francis Tamarit alla chitarra e Pietro Poggetto Poggi al flauto. La gioia di stare insieme si proietta da Carpet Tiles fino alle versioni accappella di Time for a change e Four Pails. I cd di Judge in vendita vanno sold out. La mattina successiva ci sarà tempo per un altro veloce saluto e per la consegna della tessera di studente onorario a Judge, che firma con piacere lo striscione del Gruppo di Studio, ormai divenuto un vessillo universale del culto Vandergraffiano. (Articolo di Paolo Carnelli)

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