Questo sito contribuisce alla audience di

Hammill a MojoRadio: all'inizio del 2006 un nuovo album solista

Pubblichiamo la seconda parte dell'intervista a Peter Hammill condotta da Phil Alexander e trasmessa da MojoRadio pochi giorni dopo il concerto di Londra. In questo secondo segmento i riflettori sono puntati sulla realizzazione di Present e sugli sviluppi futuri.

Mojo Radio 13/05/2005 Peter Hammill interview - parte 1
Traduzione e adattamento: Paolo Carnelli
Thanks to Mikayel Abazyan

MOJORADIO: Finora abbiamo parlato del passato, ma mentre parliamo un nuovo capitolo nella storia dei VDGG è appena iniziato. Perché proprio ora?

PH: Probabilmente solo perché il tempo ha fatto il suo corso. Dopo esserci separati nel 1976 siamo rimasti comunque amici e una sera di due anni fa ci siamo ritrovati tutti insieme sul palco della Queen Elizabeth Hall, durante il bis di un mio concerto solista: io alla voce, Hugh al piano, David al sassofono e Guy al tamburello. Dopo quel concerto abbiamo iniziato a scambiarci delle email sull’argomento, sulle nostre paure, sul significato che avrebbe avuto una reunion, soprattutto per il fatto che i VDGG sono un gruppo che ha lasciato un’eredità pesante anche in termini di onestà e rispetto nei confronti della propria storia e della propria musica.

MR: Perciò avete deciso di incontravi, di suonare insieme per una settimana e quando avete visto che le cose andavano bene vi siete dati appuntamento per registrare il disco?

PH: No, abbiamo registrato il nuovo disco proprio durante la settimana in cui siamo stati insieme. Eravamo d’accordo sul fatto che ognuno di noi avrebbe preparato dei nuovi brani o degli spunti che riteneva potessero rientrare in un contesto Vandergraffiano, per entrare nella giusta mentalità, e li avrebbe sottoposti agli altri. In questo modo avevamo del materiale su cui lavorare, e parallelamente abbiamo iniziato a improvvisare insieme non appena abbiamo messo piede nella sala; il risultato di questo lavoro ha trovato spazio nel secondo cd. La cosa interessante, che secondo me chiarisce bene quanto proiettata al “presente” sia stata fin dall’inizio questa reunion, è che in quella settimana non abbiamo provato neanche un vecchio pezzo. La gente potrebbe pensare che la cosa più logica e più semplice sarebbe stata riprendere a suonare prima le vecchie cose, ma abbiamo iniziato a farlo solo dopo che eravamo sicuri di avere in mano del nuovo materiale valido. Anche in prospettiva degli eventuali concerti dal vivo in cui non potevamo suonare solo cose nuove…

MR: …anche se in passato avevate fatto così…

PH: …sì, ma dopo tanti anni siamo diventati più concilianti con il nostro pubblico…

MR: Prima hai parlato di eredità dei Van der Graaf… È innegabile che per tanti anni i tuoi album solisti hanno rappresentato la manifestazione più visibile di questa eredità. Che differenza c’è tra il modo in cui lavori sui tuoi pezzi quando sei da solo rispetto a quando sei in un contesto di gruppo?

PH: Ci sono diverse considerazioni da fare. Innanzitutto se intendo proporre un mio pezzo al gruppo devo prima essere convinto che ogni componente possa aggiungere qualcosa di suo e contribuire alla crescita del brano. Inoltre deve esserci qualcosa in quel brano, sia a livello musicale che a livello testuale, che possa accomunarci. Se poi iniziamo a suonare quel brano insieme ed emerge il tipico sound dei Van der Graaf, allora può diventare un brano dei Van der Graaf a tutti gli effetti. In questo siamo molto democratici e responsabili. Poi su quale direzione deve prendere il pezzo inizia tutto un altro confronto tra noi, in cui ovviamente ognuno di noi è convinto di avere ragione al 100%… (ride)

MR: Passando alla tua carriera solista, l’album Nadir’s Big Chance è stato considerato da molti come un ottimo esempio di come tu sia spesso stato nettamente in anticipo sui tempi… Nadir è un disco tipicamente punk che esce tre anni prima dei lavori di gruppi come i Sex Pistols… in questo senso è un lavoro innovativo e molto interessante anche dal punto di vista commerciale…

PH: Sì, però… non dimentichiamoci che quando sei così in anticipo rispetto alle mode, tu sei lì ma il pubblico per quello che proponi ancora non c’è! Ricordo che quando Nadir fu pubblicato le recensioni furono quasi tutte negative, perché i Van der Graaf si erano appena riuniti e dato che su quel disco suonavamo di nuovo tutti e quattro insieme molti si attendevano qualcosa di completamente diverso: “I Van der Graaf sono impazziti, questo disco è un vero disastro”.

MR: Ora che i Van der Graaf sono tornati cosa ne sarà della tua carriera solista? Immagino che tu ora sia molto impegnato tra concerti e promozione del nuovo disco…

PH: Per quanto riguarda la mia carriera solista sono stato in una sorta di stand by per gran parte dello scorso anno, perché effettivamente il lavoro con i Van der Graaf è molto impegnativo e porta via molto tempo. Ma ho intenzione di tornare a scrivere e registrare da solo al più presto possibile, probabilmente già dopo l’estate.

MR: Alla luce di quanto è successo in questi ultimi mesi, quale direzione pensi prenderà il tuo prossimo album?

PH: È presto per dirlo… sicuramente non sarà un altro brano da quaranta minuti come Incoherence. In realtà sono ancora in uno stato di “melting pot”, non ho ancora iniziato a scrivere niente. Però ho delle idee che mi frullano nella testa e che spero di riuscire a concretizzare tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Sento il bisogno di essere di nuovo completamente e autonomamente responsabile di un progetto e di me stesso.

MR: Che effetto ti ha fatto riascoltare tutto il catalogo dei Van der Graaf durante il processo di rimasterizzazione? Ormai sono passati più di trent’anni da quando avete registrato certi dischi…

PH: Beh, è vero che molti brani li ho scritti quando avevo diciotto o diciannove anni, ma questo non è assolutamente un problema. È ovvio che per me non possono suonare “attuali”, ma comunque mi appartengono. Anzi, mentre stavo seguendo le rimasterizzazioni in studio mi sono ritrovato a urlare “Sì, vai così!” ogni volta che il sax entrava per un assolo…

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti