La poesia di Hammill al Festival Internazionale di Genova

C’era grande attesa per questa serata di poesia genovese, un evento inconsueto dove parole tanto amate nella forma musicale avrebbero raggiunto gli ascoltatori nella veste inedita di poesia letta dallo stesso Hammill e trasposta in italiano dall'attore Massimo Onesti (o più semplicemente “Max” come lo presenterà Peter)...

Nel contesto magnifico di una Genova tutta da scoprire, il Palazzo Ducale accoglie nel suo cortile diverse centinaia di persone per la soddisfazione di Claudio Pozzani, vero inventore e anima di una manifestazione che da oltre dieci anni incorona la città della lanterna capitale internazionale della poesia. Still life è l’attacco brutale e raffinato, a mostrare da subito che il fascino di questi versi vive di luce propria, ed è capace di toccare il cuore anche senza lo straordinario accompagnamento musicale. Grande l’effetto in italiano grazie ad una maiuscola interpretazione di Max, perfettamente a suo agio nella magia spettrale dei versi obliqui e disincantati, in bilico tra Natura morta e vita che continua. Segue – un poco meno convincente - Sleepwalkers, prima in italiano dalla voce di Max, poi in inglese con Hammill che prosegue con un trittico di città: Parigi, Berlino e Londra. E scorrono veloci gli umori della solitudine in una capitale dell’internazionalità (Stranger Still), il senso del cambiamento continuo di Berlino (In Babelsberg), fino a farci respirare l’umidità densa della nebbia londinese (Fogwalking). Di nuovo la doppia lettura per Siren song e Wondering, due gemme degli ultimi periodi della prima era del Generatore in un alternarsi di sensazioni che i due artisti, il poeta e l’attore, incasellano in poche decine di minuti magici.

Applausi a scena aperta per questa nuova dimensione delle parole della musica, che laurea Massimo Onesti come interprete ideale italiano dei versi di Hammill, e soddisfazione piena dello stesso Hammill, che inaugura così una nuova forma espressiva dedicata in particolare a un pubblico ugualmente colto ma magari non incline alle ruvidezze del sound VdGG. Per chi vuole avvicinarsi a vivere queste emozioni il consiglio è quello di procurarsi il primo libro di traduzioni italiane dei testi dei VDGG, curato dal Gruppo di Studio per le opere di Hammill e del Generatore, che ha visto la luce proprio in questi giorni. (Marina Fiorasi - Foto Emilio Maestri)

Hammill e Onesti sul palco del Festival di Genova

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