
“Per la prima volta in Sicilia”: è la frase con cui un Hammill elegantissimo, pantaloni bianchi e camicia nera, saluta il pubblico accorso ancora una volta numeroso al Teatro Antico di Taormina per la terza edizione in terra siciliana del Womad Festival. Prima dei VDGG si sono esibiti i siciliani Asteriskos; dopo sarà la volta della taranta dell’ex Police Stuart Copeland.
L’avvio è occupato dalla consueta improvvisazione che introduce in maniera misteriosa l’arrivo dei Lemmings, questa volta ancora più dilatata del solito. Hammill un po’giù di voce sembra faticare a scavare fuori le parole dai polmoni, ma il gruppo infuria compatto alle sue spalle: Jackson, pur debilitato dall’influenza, risplende in una camicia di raso amaranto abbinata al classico gilet di pelle nero. Impossibile non rimanere conquistati dal gioco di luci che accompagna la performance, mentre sullo sfondo, oltre ai templi greci, è possibile scorgere la sagoma dell’Etna illuminato dalla luna piena. Solo un’ora, dicevamo: scorrono in fretta Darkness, un’intensa Still Life, Sleepwalkers ed Every Bloody Emperor, fino alla chiusura maestosa con Man Erg.
Ma la serata non finisce qui. Come accadeva durante i festival degli anni ‘70, al termine del concerto Hammill, Evans, Banton e Jackson si mescolano al pubblico per assistere all’esibizione di Stuart Copeland: scattano foto, si muovono sui ritmi della taranta, raggiungono lo stand del Gruppo di Studio per gli autografi, corrono sulle gradinate con i bicchieri in mano. Anche per loro è stata una serata da ricordare: non capita spesso di esibirsi in un teatro greco in una notte di luna piena (foto Dario Tortora)


Paolo Carnelli








