Ritorno al futuro

Il Prog Fest di Verona ha visto di nuovo insieme sullo stesso palco dopo quasi quindici anni due componenti del Generatore: Nic Potter e David Jackson. La serata del 25 maggio a Lugagnano è stata un grande successo e un brivido per tutti gli appassionati, rapiti dalle emozionanti riproposizioni di brani storici come Darkness, Killer e Theme One.

David Jackson e Nic Potter sono due amici di vecchia data, anche se a ben guardare poi non è che abbiano suonato così tanto insieme. Sono saltati nel Generatore nello stesso momento, quello sì, nel 1969. Insieme hanno registrato un album e mezzo: The Least We Can Do e una parte di H to He. Nel 1970 Nic ha lasciato il gruppo per ritornare solo sette anni dopo, proprio in concomitanza con l’uscita di David. Negli anni 80 e 90 entrambi hanno continuato a collaborare con il leader dei VDGG, Peter Hammill, ma sul palco si sono incontrati solo una volta, in un concerto organizzato da Potter per promuovere il suo nuovo album, The Blue Zone. Ecco perché, già solo pensando a questa cronologia atipica, l’appuntamento del Verona Prog Fest rappresentava un evento storico: Jackson e Potter insieme, dopo quasi quindici anni dall’ultima volta.

In realtà la cosa non è uscita fuori dal nulla, ma ci sono state delle tappe di avvicinamento. C’è stata la visita di Nic ai riuniti VDGG a Gardone, la scorsa estate, e soprattutto c’è stato un viaggio insieme dall’Inghilterra all’Italia, da Londra a Lecco, in autunno, quando David si è occupato dei workshop e dei concerti della splendida rassegna Cantieri Sonori. C’è stato tempo per parlare, per condividere, per raccontare. Il caso ha voluto che proprio Nic fosse stato scelto dal PH & VDGG Study Group per l’appuntamento annuale 2006 a Guastalla, e che David a Guastalla avesse già suonato tante volte. Un suo coinvolgimento nel concerto del prossimo 10 giugno era la scelta più logica. Dopo la venuta di Nic a Roma in gennaio, per definire i dettagli dell’evento di Guastalla, abbiamo saputo di nottate trascorse insieme a bere e provare: Nic e David, insieme, con i loro strumenti, per ritrovare le loro radici comuni nel Generatore. E scoprire che quelle radici non solo ci sono, ma sono ben salde e profonde.

Tolo Marton, Nic Potter e David Jackson a Verona

Tony Pagliuca, oltre ad essere l’ex tastierista delle Orme, è anche una persona piena di entusiasmo, aperta alle novità e sempre pronta a rimettersi in discussione. Per l’appuntamento del Prog Fest di Verona aveva pensato a un quartetto delle meraviglie con il chitarrista Tolo Marton, il percussionista Leo Di Angilla e David Jackson. Ma a Tony Pagliuca aveva pensato anche Nic, quando aveva dovuto mettere insieme la line up per il suo concerto di Guastalla. Con l’esibizione di Verona e Guastalla separate da una manciata di giorni, l’idea di portare qualcosa di Guastalla a Verona ha preso rapidamente corpo, e così Verona si è trasformata in una mini anticipazione di Guastalla: due, tre pezzi, con Potter ospite di un gruppo che nel frattempo di era arricchito della presenza di un batterista, Andrea De Marchi, e di un cantante, l’amico Marco Olivotto.

L’idea che mi ero fatto già assistendo alle prove al Teatro Kolbe di Mestre, il giorno prima del concerto veronese, era che tra David e Nic ci fosse un legame particolare, e che la gioia di risuonare insieme dopo tanti anni fosse tangibile. La serata del 25 maggio a Verona ha fatto capire a tutto il pubblico presente che quel legame e quella gioiosa intesa possono essere il presupposto per qualcosa di nuovo. Quando e in che forma non è dato saperlo, ma resta il fatto che i pedali di un organo non potranno mai ricreare la magia delle quattro corde di un basso Fender del 1966, specialmente se a suonare quel basso c’è uno dei membri storici del Generatore. Darkness, che ha aperto la parentesi vandergraffiana del concerto, si è sviluppata tutta su quel riff iniziale di basso finalmente pulsante e intelligibile, come sul disco, ma anche sulla freschezza e sulla libertà sonora di cui hanno goduto tutti i musicisti presenti sul palco. Un clima molto diverso da quello che si respirava durante il reunion tour dello scorso anno, sicuramente più leggero e rilassato, probabilmente più stimolante e per questo foriero di interessanti variazioni. Lo stesso clima ha influenzato positivamente anche le successive Theme One e Killer, la prima magnificata dalla presenza inedita di basso e percussioni, la seconda compatta e incombente, ma non stancamente furiosa, anch’essa vicina agli umori della versione originale. Il caso ancora ha voluto che l’appuntamento di Verona consentisse all’amico Marco Olivotto di dimostrare anche ai più scettici la sua capacità di interpretare i brani del Generatore in maniera convincente e coinvolgente, guadagnandosi un coro di consensi.

Tolo Marton, Marco Olivotto e Nic Potter a Verona

E allora adesso c’è ancora più voglia di essere a Guastalla il 10 giugno, in piazza, per un concerto gratuito che sicuramente ci regalerà ancora altre emozioni. Con Nic, con David, con Tony, con Gigi Cavalli Cocchi alla batteria. Perché l’impressione è che la saga del Long Hello sia d’improvviso diventata nuovamente attuale.

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