Questo sito contribuisce alla audience di

Scaravilli e i VdGG

Abbiamo incontrato Giuseppe Scaravilli, leader e cantante dei Malibran, per approfondire le suggestioni lasciate dal suo The Home Studio Sessions, dove si confrontava coraggiosamente anche con brani di Hammill e dei VdGG...

Qualche mese fa avevamo parlato di The Home Studio Sessions di Giuseppe Scaravilli: un doppio cd tributo agli artisti degli anni ‘70, comprendente anche diverse cover di Hammill e dei VdGG. Incuriositi, abbiamo pensato di scambiare due chiacchiere con Giuseppe e farci spiegare meglio il motivo di queste scelte. Con il 2006 che volge al termine, l’incontro è stata anche una buona occasione per tirare le somme dopo un anno indubbiamente travagliato nella storia del Generatore, e interrogarci su cosa ci riserverà il futuro.

Partiamo da The Home Studio Sessions: immagino che tu abbia un legame particolare con tutti gli artisti di cui hai riproposto dei brani. Qual’è in particolare il tuo rapporto con la musica di Peter Hammill e dei Van der Graaf Generator?
I VdGG sono uno dei miei gruppi preferiti e la reunion del 2005 è stata per me una bellissima sorpresa. Ero troppo piccolo per vederli negli anni ’70 (e li ho comunque scoperti alla fine degli anni ’80) ma sono riuscito ad assistere ai concerti di Roma e Taormina. Sono stati magnifici. Dopo 30 anni sembrava impossibile, ma erano ancora loro. Il sound era quello. E la scaletta era uno spettacolo. I VdGG che preferisco sono quelli del 1976 e di World Record (sarò uno dei pochi…) e loro sembravano ripartire proprio da li’, da quel tour del ‘76…

Come hai effettuato la scelta dei brani di Hammill da reinterpretare? Uno in particolare, Rock and Role, mi ha colpito molto in quanto si tratta di una scelta abbastanza insolita…
Alcuni pezzi li suonavo gia’ da anni per divertimento, altri, come Rock and Role, li ho preparati appositamente per il cd. Ho scelto i brani piu’ adatti alle ” mie corde” e agli strumenti che suono. E’ un brano che mi è sempre piaciuto, ma, come gli altri, l’ho rifatto un po’ a modo mio. In Chameleon ci sono molti pezzi che vedono Hammill da solo e questo è uno dei pochi con tutto il gruppo in azione. Da una bella scossa! Non ho usato batteria, ma ho cercato ugualmente di ricreare quell’impatto. Poi ho lasciato che tutto si placasse nella coda finale, sulla quale ho improvvisato con il flauto…

Quali sono state le principali difficoltà (immagino soprattutto a livello vocale) nella reinterpretazione dei brani di Hammill e dei VDGG?
In molti dicevano che in alcuni pezzi dei Malibran (On The Lightwaves, In The Time) la mia voce ricordava un po’ quella di Hammill. Così l’ho fatta solo venire fuori, senza cercare di copiare troppo Peter, perché quella è la mia voce quando canto più “arrabbiato”… Molti pezzi della suite Vandergraphy gia’ li suonavo, ma non li avevo mai cantati. Ho registrato le voci cosi’ come venivano, buona la prima. Molte cose potevo rifarle meglio ma ho preferito la spontaneità iniziale. Bisognava piuttosto legare bene fra loro i vari frammenti della suite, perché ciascuno scivolasse bene nel successivo, dal punto di vista armonico…

Quali sono gli album di Hammill e dei VDGG a cui sei più legato e perché?
Mi piacciono i primissimi album di Hammill, Fool’s Mate, Chameleon…, poi Nadir…, ma anche molte cose successive. Brani qua e là, attraverso la sua sterminata discografia. Ho scoperto prima i VdGG. Poi mi prestarono un disco-raccolta di Hammill (ancora in tempi di vinile) con cose “toste” tipo Sitting Targets e Brakthrough. Ero a letto con la febbre: sono saltato per aria e la febbre mi è passata.

Nel 2005 i VDGG si sono riuniti dopo quasi trent’anni, hanno pubblicato un nuovo album e sono venuti a suonare in Italia. Quali sono state le tue sensazioni nel vederli suonare live?
Non avrei mai pensato di poter vedere insieme i VdGG. Né di poter ascoltare dal vivo certi pezzi, da Goodbluff, Still Life e quelli più vecchi…Ho saputo da internet del primo concerto-reunion del 6 maggio 2005, ho letto la scaletta e ho deciso seduta stante che non me li sarei persi. Catania-Roma in bus. Un mese dopo a Taormina hanno suonato meno, ma mi sono piaciuti anche di più. Mi è solo un po’ dispiaciuto non avere ascoltato in nessuna delle due occasioni l’inizio di concerto con Undercover Man , né Killer, né brani da World Record.

Qual’è il tuo giudizio su Present?
Present mi ha molto emozionato, soprattutto al primo ascolto. Era una scommessa e dopo i primi secondi di Every bloody Emperor la scommessa era vinta. Erano ancora i VDGG e non stavano guastando la loro reputazione con una cosa non all’altezza. I suoni in cuffia poi mi sono sembrati fantastici, rispetto ai dischi vecchi, come è normale. Ma la sorpresa era tutta nel verificare che dopo 30 anni di stop quel loro sound caratteristico era ancora lì. Aveva solo aspettato di venire fuori di nuovo. E’ bastato solo che loro quattro si siano finalmente decisi a rimettersi insieme dentro una stanza a suonare e, alla faccia dei capelli bianchi, ecco di nuovo quel suono e quelle atmosfere. Con il senno di poi sicuramente si tornerà ad ascoltare più i loro dischi vecchi che Present, ma rimane comunque un’opera valida. Forse un po’ frettolosa, nel cd di improvvisazioni. Ma credo che loro volessero documentare più che altro quel suono e non tanto dei brani veri e propri… Riunirsi dopo tanti anni e pubblicare un nuovo “classico” per una band non è cosa facile e loro in parte ci sono riusciti. Ci riuscirono davvero solo i Deep Purple nel 1984, secondo me, con Perfect Strangers.

Cosa ne pensi della nuova formazione in trio dei VdGG e della loro decisione di andare avanti nel 2007 senza David Jackson?
Sono stato stato davvero felice nell’apprendere che i VDGG avrebbero ripreso a lavorare, con un disco nuovo e un tour in programma per il 2007. Ma la bella notizia è stata raffreddata un bel po’, per quanto mi riguarda, dalla contemporanea comunicazione (stranamente telegrafica e non chiara ) sull’ assenza di Jackson. Per me e, credo, per l’immaginario collettivo, i suoi sax sono metà dei VdGG, nel suono e nell’ immagine. Non escludo un bel disco in trio, perché no… Ma come faranno dal vivo, se non altro con i pezzi vecchi, che tutti vogliono riascoltare?

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti