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Fish & Hammill

Sul nuovo numero della rivista musicale Wonderous Stories, in uscita alla fine di marzo, Paolo Carnelli ha incontrato l'ex cantante dei Marillion, Derek William Dick. Tra le tante domande, ce n'erano anche alcune dedicate al rapporto tra Fish e Peter Hammill, artista a cui il cantante scozzese ha dimostrato negli anni si essere molto legato.

Qualcuno in Inghilterra ha paragonato il suo nuovo album, 13th Star, a Over. Ma al di là di questo, il legame tra Derek William Dick - meglio conosciuto come Fish - e Hammill non è cosa di questi ultimi giorni: le sue radici affondano in una venerazione giovanile diventata evidente fonte di ispirazione artistica, in un tour congiunto nel 1983 e in una collaborazione sfiorata all’inizio degli anni ‘90 per l’opera rock The Fall of the House of Usher. Peccato che uno sia “così scozzese” e l’altro “così inglese”. Ma la stima e l’affetto rimane, come testimonia questo breve estratto da un’intervista realizzata nel novembre del 2007. L’intervista integrale è disponibile sul nuovo numero di Wonderous Stories - http://www.wonderoustories.it.

Vorrei farti un paio di domande su Peter Hammill, se per te è ok…
Certo! Sono anni che non ci sentiamo. Perché Peter è una persona molto riservata… ma mi piace molto, è molto intelligente. Lui è molto inglese, mentre io sono molto scozzese (ride). Io sono molto più italiano rispetto a lui, anche se so che ama tantissimo questo paese e parla molto bene la vostra lingua.


Nella copertina di Fugazi si intravedono due album di Hammill, Fool’s Mate e Over. Mi sono sempre chiesto se eri stato tu a sceglierli…
Sì, sono stato io. E Over è senza dubbio uno degli album di Hammill che preferisco. Mi ricordo di averne parlato con Peter quando eravamo in tour insieme nel 1983 (Peter Hammill ha aperto le date inglesi del tour di Script for a Jester’s Tear – ndr); gli dissi che per me era un album meraviglioso, estremamente coinvolgente e che volevo sapere di cosa parlasse esattamente. Lui mi rispose: “Oh, non vorresti mai trovarti in quella situazione, e spero di non trovarmici mai più neanche io. È stato uno dei periodi più difficili della mia vita”. La cosa interessante è che un giornalista inglese ha scritto che 13th Star, da un punto di vista emotivo è molto simile a Over, e io non ci avevo pensato. Appena tornato a casa ho messo su il disco e… porca miseria, è vero. Musicalmente ci sono poche analogie, ma come impatto emotivo ci siamo.


Hai citato il tour di Script, in cui Hammill aprì i concerti inglesi dei Marillion proponendo un repertorio molto sperimentale. So che Peter non andava molto d’accordo con il vostro pubblico…
È vero, con il pubblico dei Marillion fu dura. Ma per me che lo guardavo suonare ogni sera fu una cosa fantastica… avevo la possibilità di vedere suonare ogni sera uno dei miei eroi. Al tempo stesso ero triste e imbarazzato per lui. Una sera durante il soundcheck io e Mark Kelly ci siamo messi a suonare la prima parte di A Plague of Lighthouse Kepeers, mentre Peter ci guardava incredulo a lato del palco (ride).


Nel 1992 sembrava che dovessi prendere parte all’opera rock The Fall of the House of Usher, ma poi non se n’è fatto più niente. Come mai?
Uno dei problemi è che la mia voce era troppo simile a quella di Peter: quando devi mettere insieme il cast per un’opera hai bisogno che i vari personaggi abbiano voci molto diverse tra loro, mentre la mia voce come stile era troppo vicina alla sua e non andava bene. Probabilmente dopo quell’episodio c’è stato un po’ di imbarazzo da parte di Peter nei miei confronti, ma io ho condiviso completamente la sua decisione, era un suo diritto fare delle scelte. Come ti dicevo prima, non lo sento da parecchio tempo. L’ultima volta gli ho scritto mentre stava recuperando dall’infarto, credo che da allora abbia addirittura cambiato casa. Onestamente non ho seguito le sue ultime uscite… nel 2005 ho comprato il nuovo album dei VdGG, Present, e mi è piaciuto. Poi ho comprato tutte le ristampe rimasterizzate. Ho lavorato per qualche tempo su Planet Rock come DJ, e ho messo su dei pezzi da Godbluff e Still Life che hanno riscosso un grande successo. Mi ha fatto molto piacere riascoltarli.

 

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