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Il diluvio universale di Vasco Rossi

21-03-09 E' da poco uscito il nuovo singolo degli Stadio con la firma del Komandante

stadio cover diluvio universale vasco rossi E’ uscito da poco ma fa già discutere parecchio il nuovo singolo degli Stadio capitanati dall’inossidabile Gaetano Curreri.
Sarà per il tema trattato, sarà per la collaborazione con Vasco Rossi (dopo la bellissima un senso), sarà insomma una qualunque di queste cose ma l’attenzione l’attira eccome.

Anzitutto si tratta della canzone che da il nome al disco; è quasi una dichiarazione di intenti: la copertina dell’album pur avendo la colorazione e i toni tipici delle ultime cover del gruppo si avvicina molto alle atmosfere cupe del brano.
Eppure non si tratta del classico pezzo, della ballata d’amore “alla Stadio”, non è un una forse neppure una provocazione, è qualcosa di differente.

Le atmosfere sono molto cupe, sin dall’introduzione, quasi asciutte.
Il testo sembra quasi una lama che taglia… e in tutte le strofe si avverte una forte amarezza.
Ad un primo ascolto ricorda quasi siamo soli“, pur non avendone la carica rock.

E’ una meditazione, forse una constatazione amara di un rapporto a due destinato a naufragare… in un diluvio.
Ecco forse la chiave di lettura: un naufragio del rapporto a due, sancito da l’incomunicabilità tra le persone, l’incapacità di andare completamente oltre al proprio io e il desiderio di non concedersi completamente.

La fiducia viene meno e alcune cose rimangono nell’ombra, nascoste, fuori dal rapporto.
Fintanto che il rapporto si consuma.

Non resta che leggere il testo di questo Diluvio universale