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Vasco Rossi fa esplodere Mantova 1a parte

03-10-09 Lo spettacolo di Vasco Rossi ieri sera a Mantova ad aprire il tour 2009 è stato davvero travolgente

vasco rossi foto a mantovaVasco Rossi nei palazzetti? E chi l’avrebbe mai detto?
Insomma, non ci si può davvero credere, ci si guarda attorno e ci si ripete: siamo solo in 5000! Eppure a tratti sembra di essere allo stadio: il concerto è come compresso ma solo in un ambiente più stretto.
Un po’ come prendere una grandissima energia e comprimerla in una scatola piccola: l’effetto può essere esplosivo!

Ed è un Vasco Rossi esplosivo quello visto e sentito ieri sera al Palabam di Mantova, una data per pochi eletti, soci del fan club e fortunati possessori di biglietti acquistati al box office del palazzetto nelle scorse settimane.

Il concerto e la scaletta sono sostanzialmente divisi in due, per due distinti concerti: la prima parte dura 90 minuti, tiratissimi ed è un lungo e continuato inno al rock and roll e alle sue ballate più intense.
Si apre con “Un gran bel film”.
Giusto. Giustissimo.
E’ stata la canzone di apertura dell’ultimo tour dei palazzetti nel lontato 1996; stavolta non viene però proposta come nel 2005 in versione acustica ma con tutta la sua roboante potenza sulla chitarra elettrica di Stef Burns.

Ma si continua a macinare rock con “Cosa vuoi da me”, “Ieri ho sgozzato mio figlio”, “Dimentichiamoci questa città”, lasciando l’ironia a pezzi come “Delusa” (leggete come viene modificato il testo durante lo show!) e la dolcezza amarezza a brani come “La nostra relazione”, “Gli angeli” e “Ogni volta”.

Difficile resistere alle bordate rock che la chitarra del mitico Solieri regala incessantememte, supportando una ritmica efficace grazie anche al basso del Gallo e alla batteria di Matt Laugh.
Ma non è finita: “Sono ancora in coma”, “Domenica lunatica”, “Vivere senza te”… sembra di stare in un sogno!

E alla fine piano piano si arriva al terzetto di brani che conclude la prima parte; dopo “Stupido Hotel”, restano le liriche incredibili di “Un senso”, il palpito rock delle “Deviazioni” e le amare riflessioni de “Il mondo che vorrei”.

continua nella seconda parte….

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