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Vasco Rossi... "vivo (quasi) come un monaco!"

10-02-10 Dopo le dichiarazioni di Morgan, quelle di Vasco fanno scalpore. Ma non per chi lo segue da molti anni

calendario vasco 2010Tratto dal Quotidiano Nazionale, intervista di Marco Mangiarotti:

Tè verde e un bicchiere d’acqua naturale. “I biscotti no, c’è il burro: non va mica bene…”. Vasco onora le cinque della sera all’inglese, da salutista imperfetto ma coerente. Dovevamo vederci il giorno prima, dopo cena, ma ho scoperto che va a letto presto. Fa ginnastica. “Corro, sono quasi sempre a dieta. La cambio ogni anno: quella di moda (sorride)… Sto attento da due anni e sono calato cinque chili. Ho eliminato pane, burro… la pasta un po’ me la mangio”.

‘Vita spericolata’compie 25 anni oggi, ma sembra un’altra storia. Tania Sachs, storica portavoce, scrive il comunicato di un mese e otto concerti a Milano: il 5 e 6, il 10 e 11, il 15 e 16, il 20 e 21. Due ore di show, canzoni che attraversano tre decadi. Centomila biglietti venduti, esaurito da mesi. Poi sarà a Torino, otto date, Londra, Bruxelles, Zurigo, Berlino, Bologna (quattro a settembre), Firenze (quattro ad ottobre). Vasco Rossi è al top da 30 anni, macina record su record e non fa più notizia. Vasco coccola i suoi 58 anni e non se ne cura.

“Devo scaldare la voce - mi spiega -, per due o tre giorni. Per questo faccio una settimana o due di prove. Non canto mai, non ho il vocal coach, aspetto il miracolo. Che arriva ogni sera”. Lo stuzzico: tecnica vocale, respirazione, niente? “A respirare, prima dell’acuto, l’ho imparato dal maestro Bononcini di Modena. Avevo appena vinto il concorso l’Usignolo d’oro, a dieci anni cantavo ‘In ginocchio da te’ di Morandi e ‘Riderà’ di Little Tony. Poi sono andato a scuola di chitarra, il minimo sindacale per avere l’idea di una canzone e affidarla poi a chi la sa suonare veramente”.

Monastica è la vita teorica di una rockstar. “Vado a letto presto, alle 22.30. E mi sveglio presto, alle 9.30. Faccio colazione mentre leggo i giornali: corn flakes dietetici e latte di soia, perché di latte ne bevevo molto e mi hanno detto che fa male. La mia giornata è all’insegna della salute più piena (ride), di sera e di notte affiorano i demoni, le grande domande, le analisi feroci e spietate in cui mi autodistruggo (serio). Disperato chiudo gli occhi e mi sveglio contento (sorride). Certe notti… non tutte. Quando devo lavorare, cambio fuso orario”.

Figli e famiglia. “Luca, 18 anni, disegna e fa il liceo classico a Bologna. Guardiamo insieme i film dell’orrore, è un interista tiepido. Io seguo di più, vedo l’Inter la domenica pomeriggio, avendo un sacco di tempo libero, alla tv. Sesso? Diciamo abbastanza? Droga? Diciamo mai. Mi è rimasto solo il rock’n’roll. Mi ripeto che oggi i 60 sono come i 40 di ieri, che gli Stones e Dylan sono ancora lì”.

Certe notti “mi sveglio e se non ho niente da fare mi spavento: mi prende l’angoscia. Uno dei miei psicologi, ne ho tanti, mi dice che devo concentrarmi sul fatto ‘del non fare’. Io ci sto provando. Faccio esercizi tutte le mattine ma poi mi scappano le dita sul telefonino, guardo se ci sono sms, e sul computer, controllo le mail. Allora mi rassegno. Fare un progetto, un disco, un tour mi fanno stare meglio. Il mio nemico è l’ansia. Da giovane prendevo le pastiglie per correre veloce, verso i trent’anni mi hanno detto: sei già abbastanza agitato, devi prendere quelle che ti rilassano un po’. Alla fine degli anni ’80 mi è passato anche il panico da palco, adesso vivo i concerti come un miracolo normale”.

La politica. “La faccio con le mie canzoni, questa è la mia rivoluzione. Io sono un fenomeno sociale. Fuori vedo il casino che c’è: mi fanno tutti rabbia, pena, schifo e malinconia. Mio padre era socialista e non essere schierato in quegli anni con i comunisti o i preti non pagava a Zocca. Nella comune teatrale di Bologna ho scoperto Bakunin e gli anarchici. Non quelli che mettono le bombe ma uomini migliori, liberi, talmente responsabili che non c’è più bisogno di uno Stato che ti detti le regole. Adesso voglio solo evitare di farmi strumentalizzare”.

Nuove canzoni. “Ho già scritto delle nuove canzoni. Partono da frasi semplici, non scontate. Tipo ‘vivere non è facile’ (c’è sempre vivere…) o ’se ti potessi dire’. Che penso a te sempre. È chiaramente la mia riscrittura di ‘E penso a te’ di Battisti e Mogol. Oppure ‘ho fatto un (brutto) sogno’, ho visto della gente che si occupava degli affari miei e mi diceva stai finendo male…”. Ride soddisfatto e mi detta il menu del concerto: “Linguaggio rock e ballate, gli ingredienti nel piatto sono sempre quelli. Il rock e la sperimentazione, la parola che dà il senso delle canzoni, l’ironia, il gioco, il sesso e il rock’n’roll. La dieta e la ginnastica per essere all’altezza della leggenda. Decentemente. E quel tot di denaro che mi permette di vivere così senza fare cose per soldi”.

E il sesso? In fondo lei è una rockstar? “Il mio motto è quatto quatto. Sulla tomba di Spinoza c’è scritto ‘caute’. La mia autobiografia uscirà postuma, per adesso dovete accontentarvi delle radio grafie”.