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Vasco Rossi live Colours - part 2

28-04-10 Vasco Live Colours, la mostra dedicata a Vasco Rossi... scopri i dettagli!

fornas vascoQueste immagini, così ricche di elementi sensoriali hanno la capacità di esprimersi in un linguaggio direttamente intelligibile al corpo, una sorta di comunicazione arcaica, primitiva, che non ha bisogno di parole, ma che “parla al corpo tramite il corpo”. La modalità comunicativa del “body language” avviene con l’utilizzo di codici non espliciti e opera, al di là dell’ambito della razionalità e della cognizione, andando a coinvolgere e sollecitare quelle dimensioni della nostra psiche che si muovono sull’onda della comunicazione diretta e dell’empatia.

Nella dimensione dell’Einfühlung il corpo si trova ad assumere il ruolo che più gli compete, e cioè quello di vero e naturale protagonista nel cammino verso la costruzione della propria soggettività: il suo linguaggio universale, non discorsivo, appare capace di coinvolgere in modo diretto ed immediato.
Non stiamo naturalmente parlando del “corpo esibito” dai media, l’oggetto da ammirare, il modello da imitare, quel simulacro “de-situato” che nella sua perfezione iperuranica rimane inaccessibile e, in tale distanza, presenta uno iato incolmabile con noi comuni mortali.

Non si tratta neanche del corpo espropriato proposto nei vari circuiti del consumo, l’oggetto da manipolare, la fisionomia da replicare - magari avvalendosi dei potenti mezzi messi a disposizione dalle innovative tecniche della chirurgia estetica. In questo caso, invece, diventa vero protagonista il “corpo vivo”dell’esperienza vissuta, un corpo pulsante che vibra e comunica, un corpo che non si lascia eludere, né destituire e risulta, proprio per questo, in grado di superare la barriera della mera oggettificazione.

Merito dell’artista è quello di fondarsi su questa dimensione di grande fisicità che impregna di sé l’esperienza di chi guarda. Una fisicità palpabile che riceve risalto da una attenta gestione dell’equilibrio della componente spaziale e si concreta, allo stesso tempo, con il sapiente dosaggio garantito alla parte materica, quella struttura sottostante, quella base senza la quale l’opera non riuscirebbe a prendere forma.
Comprendiamo bene, allora, come la pittura di Fornas possa essere letta a vari livelli: come resoconto di momenti significativi celebrati con la dominanza del colore e con l’incisività del segno, ma anche, e soprattutto, come approfondimento “conoscitivo” basato sulla trasmissione di emozioni e stati d’animo che sarebbe impossibile comunicare utilizzando soltanto il linguaggio delle parole.

In questa bi-valente oscillazione di piani prospettici si apre davanti a noi uno scenario inedito per un “faccia a faccia” con l’inquietudine di un corpo, finalmente sdoganato, che può permettersi di “sentire e di sentirsi”.
Si tratta di un’occasione, forse l’incipit per l’avvio di un processo trasformativo che, partendo proprio dalla “de-stabilizzazione”, cerca un’opportunità per ritrovare quel percorso verso l’esperienza di una nuova multi-sensorialità radicata su antiche fondazioni.

“VOGLIA DI CONTINUARE QUELLE EMOZIONI….”
A cura di Antonio Pribaz