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I principi del veganismo

Il minor male possibile ed il maggior bene: il principio base del veganismo. Il termine vegan coniato nel 1944 in Inghilterra, quando fu creata The Vegan Society, definisce una filosofia ed uno stile di vita incentrati su un profondo rispetto per la vita, che comprendono un’alimentazione basata su cibi vegetali ed una quotidianità senza utilizzo di prodotti di origine animale

Il veganismo non si limita al mero evitare il consumo o l’impiego di specifici prodotti, ma si fonda sul principio dell’ahimsa, la non-violenza dinamica o moglio “l’assenza del desiderio di uccidere o di fare del male”(definizione tratta da Nonviolence to Animal, Earth, and Self in Asian Traditions di C.K. Chapple, 1993) ed è perciò una chiare scelta etica.
Lo statuto della Vegan Society britannica esprime sinteticamente il concetto:

Il veganismo si muove secondo una filosofia ed uno stile di vita che cercano di escludere - per quanto sia possibile e pratico - tutte le forme di sfruttamento, di crudeltà nei confronti degli animali per trarne cibo, abbigliamento e per qualsiasi altro fine e, per estensione, promuove l’utilizzo di alternative prive di prodotti animali per il bene degli esseri umani, degli animali e dell’ ambiente.

Per implementare appieno la scelta vegan non è sufficiente agire per provocare il minor male possibile, ma è necessario per fare il maggior bene.
Nel notissimo L’insostenibile leggerezza dell’essere Milan Kundera, scrittore contemporaneo, apprezzato ed amato in tutto il mondo, scrive:

La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando è rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell’umanità, quella fondamentale, è rappresentata dall’atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono.