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Perché vegan e non vegetariani?

Essere vegan significa agire secondo un’etica consapevole e compassionevole in ogni possibile aspetto dell’esistenza.

Il termine vegetarian, coniato nel 1947 dal gruppo di persone che poi fondo’ la Vegetarian Society in Gran Bretagna, si riferisce a chi non mangia carne, pollame o pesce, ma non allude a nessun altro comportamento. Come risultato della vastità di significato della parola, troviamo un’ampia varietà di scelte alimentari incluse nella parola vegetariano.
Ci sono i lacto-ovo-vegetariani, i vegetariani che si limitano a consumare latticini e quelli che optano per una dieta ovo-vegetariana, i macrobiotici, i fruttariani, i crudisti, poi coloro che seguono i dettami della dieta “igienista” e così via. Le possibilità incluse nei confini del non utilizzo di carne, pollame e pesce sono infinite. Ciò accade perché non c’è alcuna filosofia dietro al significato del termine vegetariano , esso si limita a consolidare le motivazioni e le scelte di ogni singolo, le persone optano perciò per il vegetarismo per tante ragioni, attuandolo in tanti modi. Poiché il vegetarismo è una scelta esclusivamente alimentare, il concetto di uno stile di vita vegetariano non è corretto, visto che ciò che accomuna i vegetariani è solo quello che non mangiano. Le persone che si limitano ad un’alimentazione totalmente vegetale sono vegetariani totali , o stretti.

Il veganismo è stato fondato in risposta a convinzioni etiche profonde che prevedono un rispetto dinamico per tutte le forme di vita e i vegan, anche se di culture, religioni e tradizioni diverse, concordano su tali principi, a dispetto delle differenze superficiali che possono intercorrere tra loro. Essere vegan significa perciò cercare di agire a tutto tondo secondo un’etica consapevole e compassionevole in ogni possibile aspetto dell’esistenza.

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