Questo sito contribuisce alla audience di

The Food Revolution di John Robbins

Nella recensione a The Food Revolution di John Robbins, autore del famosissimo Diet for a New America, Howard Lyman, l'ex-allevatore americano diventato eminente e rispettatissimo rappresentante della comunità vegan mondiale, afferma che si tratta di un libro che cambierà non solo il pensiero del lettore nei confronti del cibo, ma ne muterà anche le abitudini alimentari.

Nei suoi venti capitoli, il volume uscito in questi giorni negli USA e in Canada, presenta una grande quantità di fatti, dati e aneddoti documentati (supportati da circa 900 note bibliografiche) che mettono a confronto i cibi di origine animale e gli alimenti vegetali.
Robbins spazia dai temi dell’influenza della dieta sulle patologie cardiache (l’introduzione è infatti a cura del dr. Dean Ornish, cardiologo di fama che suggerisce una dieta vegan basso contenuto di grassi) e sulla prevenzione del cancro, alle controindicazioni dell’assunzione di latticini, alle malattia causate dal cibo, all’analisi della produzione di McDonalds, allo spreco d’acqua, alle conseguenze sull’ambiente dell’allevamento di bestiame, all’effetto serra, all’estinzione delle specie, all’ingegneria genetica, alle soluzioni sostenibili per ovviare ai problemi di denutrizione e malnutrizione che affliggono molte nazioni del mondo.
Nel primo capitolo, che si puo’ leggere e scaricare dal sito dell’autore, Robbins dichiara di aver scritto
The Food Revolution
perché la rivoluzione del cibo , che modificherà il nostro rapporto con gli alimenti e con il pianeta, è ormai un imperativo storico.
Centocinquant’anni fa la schiavitù era legale negli USA, cent’ anni fa le donne non votavano in numerosi stati, ottant’anni fa non esistevano leggi contro l’abuso di minori, cinquant anni fa non era in vigore nessuna legislazione a tutela dell’ambiente, ma oggi, rileva Robbins, milioni di persone si rifiutano di acquistare prodotti ottenuti tramite lo sfruttamento di lavoratori senza diritti e cercano di vivere in modo più consapevole, salutare ed ecologico. Negli ultimi quindici anni, i consumatori americani sono giunti per esempio a comprendere quanto sia crudele il trattamento riservato ai vitelli e il consumo di carne di vitello è calato del 62 per cento.
In virtù dell’evoluzione della società verso una maggiore coscienza dei diritti, l’autore sostiene che il nostro non sia un mondo di consumatori isolati, condannati a creare disastri terribili su questo pianeta ma di esseri che, nella loro ignoranza e con moltissimi errori, stanno imparando goffamente a trovare la strada verso un’esistenza che comprenda il rispetto per noi stessi, per gli altri e per tutta la comunità che popola la Terra.