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Paella valenciana..vegetale

Iniziamo la collaborazione con Vegan3000, sito ricchissimo di ricette e altre informazioni. Questa volta vi proponiamo un piatto internazionale e gustosissimo assaporare in compagnia. Si tratta della versione vegetariana della famosa paella valenciana (che prevede anche solo verdure: non esiste solamente la valenciana di pesce!).

La realizzazione è semplice, anche se la preparazione di
tutte le verdure è un pò laboriosa e richiede il suo tempo. Ma il risultato sarà un vero trionfo di gusti e di colori, gradevolissimo per gli occhi, per l’odorato e soprattutto per il palato!

Le dosi proposte sono sufficienti per 4/6 persone se si considera un piatto unico, ma può bastare anche per 8 o 10 persone facendo porzioni più contenute e se viene servita con un’altra portata ed il dolce.

Paella valenciana… vegetale

Ingredienti per 4/6 persone:

1 scatola di fagioli corona gigante (i veri
bianchi di Spagna) - 1 scatola di borlotti - un pugno di fagiolini - una zucchina - una carota - un pezzo di cavolfiore - mezzo peperone giallo,mezzo rosso e mezzo verde oppure tutti e tre interi - una cipolla - olio d’oliva (un bicchiere o più) - limone - 100 gr di riso a testa - sale

Ingredienti Paellero: zafferano (una bustina) - chiodi di garofano (inpolvere, se no mettere mezzo chiodo di garofano e poi toglierlo quando il
riso è pronto) - paprika - pepe - aglio in polvere - brodo vegetale

Strumenti: una pentola bassa e larga

Preparazione: Tagliare tutte le verdure a pezzettini. Fare un soffritto con
la cipolla e il bicchiere d’olio (l’olio deve ricoprire tutto il fondo per
un’altezza di circa 3 mm, insomma, olio in abbondanza). Buttare le verdure
nel soffritto dorato e farle scottare per benino. Versare il riso e farlo
ungere (come si dice da voi?) girando bene, mischiando bene le verdure ed il
riso, perché, dopo aver aggiunto il brodo, non si deve più toccare. Salare
il tutto quanto basta e mescolare accuratamente. Versare quindi il brodo,
che dev’essere alla solita misura, come per qualsiasi risotto. Appena
versato il brodo, aggiungere le spezie del paellero (nota: l’aglio si deve
assolutamente sentire). Completare la cottura del tutto senza mai rimestare,
quindi fuoco basso e… se si bruciacchia un pò alla fine, tanto meglio: è
una delle cose buone della paella, che in origine veniva cotta nei forni a
legna e che ovviamente non hanno la manopola per la regolazione del gas per
cui la paella bruciacchiava, ma quello è appunto il suo buono… Prima di
mangiarla, cospargerla con succo di limone spremuto sopra al momento.