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Mimose bio per le donne attente al'ambiente

La coltivazione delle mimose bio è una in forte crescita: dai 120 del 2002 si passa ai 250 quintali per il 2003 e sono ormai numerose le aziende di floricoltura che hanno deciso di convertire la propria produzione. L’8 marzo scegliere le mimose bio sarà un gesto di rispetto per il nostro pianeta!

Dal 1908, quando le operaie di un’industria tessile di New York scioperavano per protestare contro le terribili condizioni di lavoro, e dopo che il proprietario aveva bloccato tutte le porte della fabbrica per impedire alle lavoranti di uscire, scoppiò un incendio che causò la morte di 129 donne, l’8 marzo -con sfumature diverse e più o meno consumistiche - è diventato la festa da celebrare donando la gialla nuvoletta floreale. Finalmente, dopo cinque anni di sperimentazione condotta con i floricoltori liguri, l’Aiab ha annunciato in questi giorni l’arrivo sul mercato italiano delle mimose biologiche.

Si tratta di un’iniziativa che prende avvio dalla considerazione che la floricoltura, di per se stessa, è una pratica a ad alto potere inquinante, considerato l’impiego di fitofarmaci ed insetticidi, perciò ricorrendo alle tecniche di coltivazioe bio si cerca di evitare di avvelenare il pianeta.
Nella fertilizzazione della mimosa bio si utilizzano quindi soltanto sostanze naturali, rinunciando, agli erbicidi. Anche se i fiori non sono destinati all’uso alimentare, è infatti fondamentale cercare diminuire il loro impatto ambientale, ricorrendo a tecniche meno inquinanti. Il primo passo è quello di depurare il terreno precedentemente trattato con sostanze chimiche, l’operazione dura almeno un’anno e consiste nell’impiego dei medesimi prodotti naturali usati nella coltivazione biologica, fino a che il terreno non sarà stato ripulito dai prodotti chimici precedentemente utilizzati.