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Atletici e vegetariani totali

(Articolo di Francesca Tarissi su "La Repubblica" _ 10 ottobre 2005) La nutrizione ricca di proteine animali non è l’unica indicata per gli sportivi. E i "vegani" propongono sul Web l’alternativa alimentare Chi ha detto che un’intensa attività fisica debba obbligatoriamente essere accompagnata da una nutrizione ricca di proteine di derivazione animale? I vegan certamente no. E per ribadirlo con forza, come pure per spiegare che il binomio sportveganismo è un’opzione praticabile, hanno messo su il sito Vegan Runners.

Ispirato all’omonimo gruppo sportivo svedese Vegan Runners IK, questo spazio Web punta a divenire un centro catalizzatore di tutti gli atleti, podisti in primis, che abbiano scelto un’alimentazione di tipo vegan.

L’alimentazione vegana, a differenza di quella vegetariana, non bandisce solo la carne e il pesce dalla propria tavola, ma rifiuta anche il consumo di uova, latte e derivati.

Avversato da molti medici e nutrizionisti per lo scarso apporto di vitamina B12 all’organismo umano, il veganismo è invece difeso, non senza un certo orgoglio, da parte di chi ne ha fatto uno stile di vita pienamente soddisfacente.

 In Vegan Runners, i vegani cercano non a caso di demolire quei luoghi comuni che li vogliono persone deboli dall’aria emaciata, non in grado di svolgere attività sportive amatoriali od agonistiche durature.
“E’ un diffuso fraintendimento di alcuni rami dell’ambiente sportivo e della gente in generale” spiegano i vegan runners, “che esclusivamente le proteine animali carne, uova, latte possano incentivare la crescita e la forza muscolare, e noi vogliamo sfatare il mito secondo il quale bisogna nutrirsi di animali e loro derivati per ottenere una buona prestazione sportiva”.

A sostegno delle proprie tesi, ecco dunque che nel sito è possibile reperire una notevole quantità di documenti ed estratti di studi scientifici recenti, che hanno come tema dominante il confronto tra la dieta vegetariana, proteine della soia incluse, e l’alimentazione onnivora.

Tra le motivazioni in favore della scelta vegana e, più in generale, di quella vegetariana, oltre ai dati oggettivi sul rendimento sportivo, vengono elencati anche alcuni fattori etici, economici e salutistici. Per esempio che, grazie ad un’alimentazione prevalentemente orientata verso frutta, verdura e cereali, si assume una maggior quantità di vitamine, minerali e fibre e meno veleni ambientali, pesticidi, antibiotici e ormoni; che i legumi sono proteine assai più a buon mercato della carne; che rinunciare ad essere onnivori, oltre che un atto di rispetto e difesa degli animali è anche una dimostrazione di solidarietà verso i poveri del mondo, visto che è impossibile produrre carne per 6 miliardi di persone, e ancora meno lo sarà produrne per i 10 che presto saremo.

Senza contare che,”se si è intolleranti al latte o alle uova, come lo sono in tanti, spesso senza saperlo”, spiegano ancora, “con la nutrizione vegan non si potrà che stare meglio”.

In Vegan Runners.net i visitatori possono così incontrarsi, scambiarsi opinioni, reperire informazioni su gare e competizioni e seguire i risultati degli atleti vegan sparsi in tutto il mondo. Tra tutti balza subito all’occhio un nome, quello di Dorina Vaccaroni, campionessa italiana di scherma, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona del ’92: “Sono una vegetariana integrale. Da sempre mangio e cucino solo ortaggi, legumi, cereali. Tanto pane e tanta pasta. Non voglio nemmeno sentir parlare di carne, né di latte, né di uova o formaggi: da ragazzina mi hanno fatto visitare un macello e ho giurato che non avrei mai mangiato animali o derivati“.

La Repubblica