MOTTA DI LIVENZA
La cittadina, importante centro agricolo ed industriale di circa 10mila abitanti, deve il suo nome alla presenza del fiume Livenza, uno dei più noti fiumi dell’area, che nasce nella pedemontana friulana (Polcenìgo – Pordenone) e sfocia nel mar Adriatico all’altezza di Caorle, dopo aver ricevuto i tributi di fiumi quali il Meduna, il Sile (non si intende il fiume di Treviso, ma il fiume che nasce dalle risorgive friulane, a est di Pordenone), e il Monticano, che attraversa Conegliano ed Oderzo.
La Livenza è ed è stata, per l’appunto, la fortuna di Motta che, come altri grossi centri (es. Sacile – Pordenone), si è sviluppata grazie all’utilizzo del fiume come via di comunicazione per il trasporto di merci.
A dire la verità, il corso moderno della Livenza presso Motta non corrisponde a quello originario. Il fiume è, infatti, stato incanalato nella parte settentrionale del paese, spostandone quindi il corso più a nord. Quest’opera avvenne alla fine del secolo XIX, per evitare o limitare le conseguenze dannose delle piene.
Il nucleo più antico della cittadina si sviluppa intorno al Duomo, edificio Cinquecentesco, decorato al suo interno, tra gli altri, da Pomponio Amalteo.
Nei pressi si possono notare palazzi per lo più quattro e cinquecenteschi di interessante fattura.
Altra zona interessante del centro urbano è quella prossima al Santuario della Madonna dei Miracoli, costruzione anch’essa Cinquecentesca.
NEI PRESSI: PORTOBUFFOLÉ
Dopo aver visitato Motta è d’obbligo spostarsi verso Pordenone, giungendo, al confine tra Veneto e Friuli, alla vicina Portobuffolé, distante non più di una dozzina di chilometri.
Si tratta di un piccolo borgo, una piccola perla medievale, uno dei più bei borghi del Veneto.
Già esistente in epoca romana con il nome di Septimum (poiché posto a sette miglia da Oderzo), trovò la sua fortuna nel medioevo, in quanto centro di confine tra la Bassa Marca ed il Friuli.
Si sviluppò così in un isolotto sulla Livenza, venne fortificato dai Trevigiani prima, e dai Veneziani, poi.
C’è da dire che, nonostante le sue dimensioni assai modeste (il paese non raggiunge gli 800 abitanti), il centro storico è e rimane una tappa necessaria per chi visita questa zona, essendo rimasto pressoché integro nelle sue forme medievali e cinquecentesche.
Da visitare il Duomo, la casa di Gaia da Camino e la Porta Friuli.
Da Portobuffolé è facile, poi, ridiscendere verso Oderzo, completando l’itinerario.
RAGGIUNGERE MOTTA DI LIVENZA
in auto : dalla A4 Venezia – Trieste imboccare l’uscita San Stino di Livenza, e seguire le indicazioni per Motta.
da Treviso o da Portogruaro: Motta è attraversata dalla SS53, che collega Treviso a Portogruaro.
da Conegliano: raggiungere Oderzo (seguendo le indicazioni che abbiamo fornito nella pagina Oderzo - vedi) e da qui attraverso la SS53 seguire per Motta.
da Pordenone: dalla SP Opitergina seguire le indicazioni per Motta di Livenza, o, in alternativa, imboccare la SP1 dalla SS13 Pontebbana all’altezza di Casarsa della Delizia, seguire le indicazioni per San Vito al Tagliamento e, quindi, per Motta di Livenza.
da Udine: imboccare la SP per Portogruaro dalla SS13 nella zona di Udine Ovest e giunti a Portogruaro imboccare la SS53.
in treno: i collegamenti sono piuttosto complicati. Motta è stazione ferroviaria sulla linea Treviso – Portogruaro, che però non offre molte corse. In alternativa, si consiglia di scendere a San Stino di Livenza sulla linea Venezia – Trieste.
immagine 1: Duomo di Motta di Livenza - comuni-italiani.it
immagine 2: Portobuffolé, Porta Friuli - marcadoc.it

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