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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 21 Mar 2010 03:23:12 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Un salto di 216 metri nel cuore del Sudafrica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2002/10/120867.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 08 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>proposte_ed_offerte_di_viaggi_avventura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Se per caso state progettando un viaggio in Sudafrica, non perdetevi l&#8217;eccitante possibilità di saltar giù dal Bloukrans Bridge.</p>
<p><img src="http://digilander.libero.it/viaggiavventura/ponte.jpg"></img><img src="http://digilander.libero.it/viaggiavventura/ponte2.jpg"></img></p>
<p>Alto 216 metri è, secondo il Guinness dei primati,la più vertiginosa proposta di salto bungee-jumping del mondo. </p>
<p>A circa quattro ore di auto da Cape Town,potreste provare un brivido indimenticabile, dopo, naturalmente, le bellezze naturali del Sudafrica.<br />
Un salto costa 500 rand.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021008000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021008000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021008000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20021008000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2002%2F10%2F120867.shtml"/></p>
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Alto 216 metri è, secondo il Guinness dei primati,la più[...]</description>
	
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	<item>
	<title>I calendari 2002 di Extremworld</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/11/80684.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 29 Nov 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>curiosit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Puoi costruire il tuo calendario personalizzato,<br />
stamparlo a colori e attaccarlo in camera, in ufficio o&#8230;<br />
farne gentile omaggio.</p>
<p><img src="http://www.extremworld.com/2002/web/nud/piccole/moto.jpg"></img></p>
<p><img src="http://www.extremworld.com/2002/web/viaggi/piccole/2.jpg"></img></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20011129000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20011129000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20011129000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20011129000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2001%2F11%2F80684.shtml"/></p>
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	<description>Puoi costruire il tuo calendario personalizzato,
stamparlo a colori e attaccarlo in camera, in ufficio o&amp;#8230;
farne gentile omaggio.</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I tredici cancelli</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/10/74680.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 30 Oct 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>curiosit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Quando entri per la prima volta nel carcere di San Vittore, il primo cancello non ti impressiona. È normale che una prigione abbia una porta blindata.<br />
È normale che si apra per farti entrare e che si chiuda poi alle tue spalle.<br />
Il rumore che ancora proviene dalla strada, la piazza Filangieri, copre lo stridore del metallo che sbatte: sei ancora impregnato della vita sociale esterna per “sentire” che sei in galera.<br />
Sei ancora distratto dalle formalità, dalla presentazione dei documenti,<br />
dalle due o tre mani che devi stringere per conoscere il direttore, l’assistente, un agente di custodia.<br />
Il secondo cancello è piú alto, piú minaccioso, piú incombente del primo e l’apertura non è automatica.<br />
Dall’interno viene un agente che infila una sua grossa chiave nella grossa serratura e la fa scattare. E allora incominci a capire. A sentire il rumore, l’odioso rumore del metallo che stride.<br />
Sulla tua destra un cartello ordina: “ È severamente proibito consegnare le armi con il colpo in canna e senza sicura”. Lo leggi perplesso e cerchi di capire: fuori di quel cancello le armi girano senza sicura e con il colpo in canna? Fuori dove tu eri fino a pochi attimi prima? Fuori dove sino a pochi attimi fa tu vivevi? Fuori dove c’è la città, la vita, la libertà?<br />
Non è facile capire: rimani perplesso. E cammini avanti. Vai avanti ancora e subito ce n’è un altro di cancello. E vedi un altro agente che si alza dal suo posto di guardia e si avvicina con la chiave in mano per aprirlo.</p>
<p>Già. E il cancello di prima? Ti giri appena in tempo per vedere che il primo agente lo ha chiuso alle tue spalle e se ne sta tornando al posto di guardia.<br />
Ti senti dentro. Sei chiuso. Prigioniero. Per uscire dipendi dalle decisioni degli altri. Hai perso la tua libertà. Non sei piú un uomo.</p>
<p>Anche il secondo agente apre il terzo cancello. Ti guarda appena.<br />
Non manifesta alcun sentimento. Nemmeno la noia. Come se tu non fossi.<br />
Il suo sguardo non passa attraverso il tuo corpo come farebbe se ti ignorasse. Il suo sguardo non c’è. Lui non c’è. Perché nemmeno tu ci sei.<br />
Né tu né lui ci siete. Non esistete.</p>
<p>La chiave stride nella toppa, la porta si apre. Tu la passi e subito senti l’urlo assoluto, crudele del metallo che feroce batte l’altro metallo. E la porta che picchia sul battente. Tutto rimbomba, freme, stride, lamenta, urla.<br />
Forse c’è anche l’eco. Adesso il protagonista è questo rumore assurdo, spietato: disumano. Nel tuo cervello c’è il silenzio assoluto e di colpo si riempie di questo rumore atroce. E tu ne sei totalmente pieno.<br />
Ti impedisce di pensare. Lo senti rimbalzare dentro ai tuoi timpani, scavare tutte le cellule della tua mente, scuoterti la vista, sobbalzare i polmoni, scatenare le farfalle nello stomaco, attorcigliare i visceri.<br />
Cammini per allontanarti dal rumore. E vai avanti. Sempre piú dentro.<br />
E senti lentamente che sei di nuovo capace di pensiero: “È questa la paura?”, ti chiedi. Ma non c’è risposta. Né potrebbe esserci.</p>
<p>Dopo il terzo cancello il corridoio sfocia in una rotonda. Come una piazza.<br />
Da ogni parte vi convergono molti corridoi. Ognuno di loro è braccio della prigione: un raggio. Io devo andare al “Secondo Raggio”: quello dei tossicodipendenti e degli spacciatori. Là mi sta portando questo gruppo di persone che mi accompagna. Là mi sta portando una mia libera decisione. Una scelta presa in totale serenità e senza alcuno stimolo esterno.<br />
Non mi pento: credo proprio di non esserne capace: non saprei nemmeno da che parte incominciare.</p>
<p>Il terzo agente apre e chiude il quarto cancello. L’urlo del metallo è empio. Osceno. Ti frantuma ogni risorsa cerebrale. Fai fatica a dare al tuo corpo gli ordini piú banali. Ti senti incapace. Inabile. Non sei piú un uomo.<br />
Sei un corpo. Inutile. No. Non uno schiavo che dalla sua schiavitù può trovare un qualsiasi modesto motivo di vita. Non c’è un padrone che dia ordini piú o meno graditi. Nel nulla c’è solo questo maledetto urlo del metallo.<br />
E lui ti annulla nella tua dignità d’essere umano. Cancello dopo cancello.</p>
<p>Ormai hai capito il rituale: un uomo, un qualcosa che ha tutte le caratteristiche di un uomo, ti apre una via ma ti chiude subito alle spalle ogni ritorno. E tu puoi solo avanzare verso il tuo destino.<br />
E tu vorresti magari parlare con quell’uomo. Ma quell’uomo non c’è.<br />
Non esiste nemmeno lui. Annullato dall’urlo del ferro contro il ferro.</p>
<p>Di cancelli ce ne sono tredici per arrivare dove devi arrivare.<br />
E tredici sono gli urli che devi subire. Gli annullamenti che devi registrare.<br />
Le faticose ricostruzioni che devi importi.</p>
<p>Alla fine sei in un largo corridoio sul quale si affacciano le porte delle celle. Che sono doppie: un cancello a sbarre e una porta metallica tutta chiusa.<br />
Ma con uno spioncino. Che è la cosa piú tragica che essere umano abbia inventato. Spioncino: il secondino spia il detenuto, il detenuto spia il secondino. Spiata la libertà imposta e la libertà sognata. Spiata la vita.<br />
E la vita spiata.</p>
<p>Dagli spioncini senti sguardi che ti annusano gli abiti, le scarpe, le mani, quello che tengono le mani, il corpo. Gli sguardi provengono da ovunque. Non puoi incrociarti con uno di loro. Sono tanti, troppi per tentare un contatto, un rapporto anche fugace che sia. Guardi avanti. Cerchi di captare uno sguardo. Sí. Da quello spioncino avanti di tre porte sulla tua destra.<br />
Sí. Là senti che puoi guardare negli occhi un uomo che ti guarda.<br />
E ti concentri. E non molli lo spioncino. E lo raggiungi. Ma quando sei alla sua altezza quello sguardo non c’è piú. Quell’uomo non c’è piú.<br />
Ci sono solo due occhi al suo posto. Due occhi che guardano altrove.<br />
Al di là del tuo corpo. Dello spazio e del tempo.</p>
<p>“E questa è la nostra sala riunioni”, dice il dottor Sandro Fonti indicando una lunga serie di materassi di gommapiuma disposti abbastanza ordinatamente per terra, al centro della zona finale del corridoio del Secondo Raggio. Sul fondo un tavolo di fortuna regge un apparecchio tv collegato con un videoregistratore. Ai suoi lati due panchette modeste.</p>
<p>Il dottor Sandro Fonti era il responsabile psicologico del Secondo Raggio.<br />
Ci siamo conosciuti quando Børge Ousland ha tenuto la sua conferenza stampa per presentare ai giornalisti la sua futura impresa estrema: l’Antartide in solitario.<br />
In quella occasione il dottor Fonti ha evidenziato i caratteri psicologici piú interessanti di Børge. Mi è molto piaciuto quello che ha detto e come lo ha detto. Cosí mi sono presentato. Gli ho spiegato che ero il direttore di No Limits® world e gli ho chiesto di scrivermi in un articolo le cose che aveva appena finito di dire.</p>
<p>Ci siamo piaciuti perché si è subito creato un rapporto facile, disinvolto: senza goliardie ma soprattutto senza conformismi.<br />
Pochi giorni dopo era in redazione e abbiamo parlato a lungo e alla fine mi ha detto: “Posso invitarti a San Vittore?”.<br />
Ogni tanto, mi ha spiegato, la direzione gli consentiva di far entrare qualche personaggio che raccontasse qualcosa ai detenuti.<br />
“Dei vostri”, mi ha detto il dottor Fonti, “è già venuto Umberto Pelizzari ed è stato molto bravo. Alla fine i ragazzi gli hanno chiesto l’autografo.<br />
E, per gente disperata come quella, è stato uno splendido segnale d’interesse”.</p>
<p>“Ma io non sono un campione”, ho detto.<br />
“Lo so. Ma sei un direttore. Il direttore di una rivista. Che si chiama No Limits® world&#8230;”, ha ribattuto.</p>
<p>“Credi che basti? …”, ho chiesto davvero stupito.<br />
“Sì”, è stata la laconica determinante risposta.</p>
<p>Cosi un freddissimo giorno di fine febbraio, alle 9 del mattino e sotto una violenta rivoluzione del metabolismo personale, ho chiamato un taxi, sono salito, ho chiuso ben bene la porta e con aria semplice ho detto: “Per favore, mi porti in piazza Filangieri”.<br />
“A che numero?”, ha chiesto il tassista con la stessa aria semplice.</p>
<p>“Al due”, ho chiuso la conversazione e subito il silenzio è scoppiato.<br />
Il tassista ha spento la radio e staccato anche il contatto con la sua centrale di radio taxi. Ha chiuso i rapporti con l’esterno. Ero un cliente diverso.<br />
Non c’è milanese che non sappia cosa ci sia al 2 di piazza Filangieri, figurarsi un tassista. Mi guardava nello specchietto: “Tangentopoli? Mani Pulite? avvocato? testimone? avviso di garanzia? mandato di comparizione? giudice? politico?”. L’idea che fossi giornalista non gli era, forse, ancora venuta quando mi ha detto l’importo della corsa.</p>
<p>Come scendi dal taxi, una guardia ti si avvicina: “Cosa vuole?” e ti punta con l’arma (con il colpo in canna e senza sicura?).</p>
<p>E tu ti ritrovi per un attimo a 20, 25 anni fa quando questo succedeva quasi&#8230; sempre: &#8220;scendere lentamente dalla macchina e posare le braccia sul tetto, far vedere che le mani sono nude e non stringono armi né proprie né improprie ed estrarre lenta… ho detto lentamente tutti i documenti: il magico e terribile tesserino rosso dell’Ordine dei giornalisti professionisti, la patente di guida della questura di Venezia, la carta d’identità del comune di Milano, il passaporto dello Stato italiano e anche la licenza per immergersi con l’autorespiratore rilasciata qualche secolo prima da Virgilio Cella, mitico presidente della FIPS che non c’è piú (adesso invece giro con la “platinum” rilasciatami ad honorem da Umberto Pepoli)&#8221;.</p>
<p>E dopo un quarto d’ora di controlli il beffardo: “Vada pure. Se può, eviti di passare di qui tutte le notti”.<br />
“Ma io di notte lavoro, e questa è la mia strada per tornare a casa.”</p>
<p>“I giornalisti non possono lavorare di giorno?”<br />
“Non lo so. Forse qualcuno sí. Io no.&#8221;</p>
<p>****</p>
<p>Escono lentamente dalle celle. E, altrettanto lentamente, si siedono sui materassi. Tutti ti guardano.<br />
Hai fatto la tua prima conferenza a 17 anni e dietro al tavolo, allora, c’erano con te professori universitari e avvocati di gran fama. Davanti quasi trecento persone. Sconosciute.</p>
<p>Non hai avuto, allora, emozioni. Eri là perché te lo avevano proposto e avevi accettato. Non c’era nulla da discutere con te stesso. Non potevi bocciarti. </p>
<p>E successivamente di conferenze, di dibattiti, o di riunioni da condurre ne hai fatto indigestione.<br />
Adesso hai davanti 42 detenuti del Secondo Raggio del carcere di San Vittore: tossicodipendenti e spacciatori. In grande maggioranza sieropositivi. Loro ti guardano. Ora li vedi. Hanno un corpo (come il tuo), portano abiti (come i tuoi), hanno freddo (come te). E aspettano.<br />
Non sanno chi tu sia, né perché tu sia là. Di te non sanno nulla.<br />
E nemmeno tu sai nulla di loro: l’incontro fra due società? Per carità, lasciamo perdere.<br />
Aspettano. Aspettiamo.<br />
Che accada qualcosa che dia un senso, un significato alla nostra attesa.<br />
E questo qualcosa devi farlo accadere tu. Devono farlo accadere le tue parole. E le immagini che hai portato, custodite in quella cassetta Vhs che ancora stringi in mano. E allora inizi a far accadere. Accendi il Vhs, ti presenti, racconti, commenti, rispondi, parli, ricordi, alludi, ti scappa anche qualche parolaccia, ridono, ascoltano, domandano, commentano. Scorrono i minuti. Fa freddo ma nessuno lo sente. Fumiamo assieme.</p>
<p>Sul fondo sbattono un cancello. Entra il pasto: uno sgangherato carrello arrugginito con sopra pentolacce fumiganti: “Ssss&#8230;silenzio”, dicono in coro. </p>
<p>E tu ti senti improvvisamente felice. Perché in quel momento hai capito che tutto è stato utile. Che due ore di minor angoscia a questi corpi, a queste menti, a questi occhi tu sei riuscito a dargliele. Non ti devi chiedere se serviranno o no. Non devi essere cosí  presuntuoso da parlare anche per il futuro. Deve bastarti la realtà che vivi. Che hai fatto vivere. Che deve purtroppo finire ma che loro e tu vorreste che non terminasse. Perché è meglio di quella di ogni giorno. Perché è un passo in avanti. Piccolo, infinitesimale.<br />
Ma in avanti. E questo è quel che volevi fare e che hai fatto. Sei stato piú importante del rancio. Hai raggiunto il tuo estremo. E allora glielo dici.<br />
È banale, è ovvio ma te ne senti la forza: “Ragazzi: la vostra impresa estrema, il vostro traguardo estremo è uscire di qua, è tornare liberi per sempre: quei tredici cancelli che ho passato per venirvi a trovare si aprono anche dall’altra parte. Potete farcela. Tutti voi. Nessuno escluso. Auguri”.<br />
E loro tutti insieme si alzano in piedi e si mettono a batterti le mani e questo applauso lungo, convinto, deciso sembra quasi una promessa, un giuramento. E tu hai male alla radice dei capelli ma non smetti per un attimo di guardarli tutti in faccia: uno per uno, tutti e quarantadue.<br />
E poi li applaudi. E prosegui a lungo. Convinto, deciso che sembra una promessa. E un giuramento.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20011030000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20011030000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20011030000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20011030000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2001%2F10%2F74680.shtml"/></p>
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	<item>
	<title>PREMIO CHATWIN - Prima edizione</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Oct 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>eventi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><b>Camminando per il mondo</p>
<p>Premio Chatwin <i>prima edizione</i></b></p>
<p>Venerdi 5 ottobre al Teatro Civico di La Spezia si terrà la prima edizione del<br />
premio <b>&#8220;Camminando per il mondo&#8221; </b>dedicato al grande viaggiatore<br />
e scrittore <b>Bruce Chatwin</b>.</p>
<p>Una rassegna video di reportage di viaggio riservata ai viaggiatori non<br />
professionisti.<b></p>
<p></b><br />
<b>Interviene:<br />
Elisabeth Chatwin</p>
<p>BRUCE CHATWIN</b></p>
<p>Bruce Chatwin è stato un viaggiatore, un cantastorie e un dilettante del genio,<br />
con la passione dell&#8217;insolito. E&#8217; stato uno di quei rari scrittori che non hanno<br />
avuto bisogno di diventare postumi per essere baciati dalla fama. Quando morì,<br />
a quarantotto anni, nel gennaio del 1989 , aveva scritto sei libri: Il primo,<br />
&#8220;In Patagonia&#8221;, gli aveva dato la notorietà e con il quarto, &#8220;Le<br />
vie dei canti&#8221;, era balzato in testa alle classifiche. La sua opera ha<br />
ispirato tesi di laurea e un nuovo modo di affrontare l&#8217;esperienza del viaggio.</p>
<p>&#8220;Giramondo sapeva trasformarsi a seconda dei casi, in esperto d&#8217;arte,<br />
archeologo, giornalista: era capace di fare follie per un oggetto, salvo<br />
sbarazzarsene subito dopo. Una delle ragioni del suo fascino consisteva nel<br />
riuscire ad incarnare contemporaneamente molte anime diverse e in apparenza<br />
contraddittorie, che poi nei suoi libri riconduceva a una prodigiosa armonia.&#8221;</p>
<p><b>Premio Bruce Chatwin</b></p>
<p>Il Premio nasce a La Spezia, terra di grandi navigatori ed esploratori ,ed è<br />
destinato al miglior reportage di viaggio in forma di testo o video . </p>
<p>E&#8217; dedicato allo<br />
scrittore inglese Bruce Chatwin, il &#8221; GRANDE NOMADE&#8221;..</p>
<p>Una commissione di esperti sceglierà il migliore racconto e il più bel filmato<br />
di ogni categoria</p>
<p>Sezione video: ( max 10&#8242;)</p>
<p>- Amore senza frontiere ( Volontariato nel mondo)</p>
<p>- I grandi Viaggi</p>
<p>Sezione racconto: ( max 2 pag.)</p>
<p>Storia di un viaggio<b></p>
<p>I premi</b> :</p>
<p>Ai vincitori di ogni sezione video: una settimana di soggiorno per due persone.<br />
offerta dalla catena alberghiera &#8220;<b>Relais du Silence</b>&#8220;.</p>
<p>all&#8217;autore del miglior racconto:</p>
<p>un biglietto aereo per Praga per due 2 prs. offerto dall¹<b>Alitalia</b></p>
<p>Un contributo in denaro è destinato al progetto di aiuto scelto dal vincitore<br />
della sezione &#8221; Amore senza frontiere&#8221; .</p>
<p><b>La giuria:</b></p>
<p>Mario Monicelli,<br />
sceneggiatore e regista. ( presidente)</p>
<p>Giuseppe Cederna ,attore di cinema e di teatro, giornalista e scrittore di<br />
viaggio.</p>
<p>Eugenio Turri, geografo, docente universitario e studioso di nomadismo,ha<br />
scritto numerosi libri tra cui &#8221; Gli uomini delle tende&#8221; e &#8220;Le<br />
vie della seta&#8221;.</p>
<p>David Bellatalla,ricercatore, studioso di sciamanesimo e nomadismo, dal 1990<br />
svolge la sua attività di ricerca sul campo con le popolazioni nomadi della<br />
Mongolia</p>
<p>Mauro Melis,navigatore, progettista e scrittore.Ha attraversato in solitario l&#8217;Oceano<br />
Atlantico (Ostar) eil deserto della Mauritania con un veliero terrestre da lui<br />
progettato.</p>
<p>Loris Mazzetti, capoprogetto RAIUNO, regista e curatore dei programmi di Enzo<br />
Biagi.</p>
<p>Silvestro Serra, direttore di &#8221; Gente Viaggi&#8221;.</p>
<p>Stefano Rejec, giornalista e inviato di &#8221; Gente Viaggi&#8221;</p>
<p><b></p>
<p>Ospite venerdi 5 ottobre alla serata evento al Teatro Civico di la Spezia</p>
<p>&#8221; La signora dei deserti&#8221; CARLA PERROTTI</p>
<p>Nata a Milano , sposata con un figlio, per circa vent&#8217;anni ha organizzato con il<br />
marito Oscar, medico e documentarista, spedizioni a scopo esplorativo nei luoghi<br />
più diversi quali Amazzonia, Borneo, Papua Nuova Guinea.</p>
<p>Viaggiatrice e fotografa, è stata la prima donna ad aver attraversato il<br />
deserto del Tenéré nel Sahara, il deserto di sale di Uyuni in Bolivia ed il<br />
Kalahari.</p>
<p><b><br />
Centro Allende,dal 2 al 7 ottobre</b></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/10/69284.shtml">PROGRAMMA</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20011002000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20011002000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20011002000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20011002000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2001%2F10%2F69281.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Camminando per il mondo
Premio Chatwin prima edizione
Venerdi 5 ottobre al Teatro Civico di La Spezia si terrà la prima edizione del
premio &amp;#8220;Camminando per il mondo&amp;#8221; dedicato al[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>A piedi sul ghiaccio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/08/59789.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 14 Aug 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>dalla_copertina_di_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1774 l&#8217;inglese James Cook si avvicina alle terre antartiche.<br />
&#8220;E&#8217; un paese maledetto&#8221;, scrive nel suo diario, &#8220;mai toccato dai raggi del sole, sepolto sotto neve e ghiaccio. Non ho parole per descrivere l&#8217;orrore e la repulsione che il suo aspetto ispira.&#8221;<br />
Laurence De La Ferrière non la pensa cosi&#8217;, per lei i ghiacci del Polo Sud sono un luogo affascinante e misterioso.<br />
Questo libro racconta l&#8217;appassionante avventura di una donna che, da sola, attraversa uno dei territori piu&#8217; inesplorati della Terra: dei 3000 km che percorre, 1800 non erano mai stati calpestati prima.<br />
Questo libro è il racconto in prima persona dei 73 giorni di viaggio, del freddo terribile che arriva a 50° sotto zero, delle tempeste che le impediscono di avanzare secondo la tabella di marcia, delle difficoltà a utilizzare le vele studiate per trainarla e alleggerire la fatica della slitta che deve portare con sé, dell&#8217;intossicazione da gas che quasi la costringe a interrompere l&#8217;impresa e mette in serio pericolo la sua salute&#8230;<br />
Un&#8217;impresa eccezionale che a buon diritto introduce Laurence De La Ferrière tra i grandi esploratori polari e il racconto, scritto con poesia e umorismo, di un viaggio dentro i propri limiti e le proprie paure fino alla scoperta di una grande forza interiore che le permette di entrare in sintonia con la natura e di abbandonarsi ad essa.<br />
Un appassionato canto d&#8217;amore per l&#8217;Antartide.</p>
<p>Laurence De La Ferrière è nata a Casablanca nel 1957.</p>
<p>Scopre la montagna a vent&#8217;anni e rinuncia alla medicina e alla musica per conquistare le vette piu&#8217; alte della Terra.<br />
Nel 1992<br />
stabilisce il record femminile d&#8217;alta quota senza ossigeno a 8700 metri sull&#8217;Everest.<br />
Nel 1995 inizia le sue esplorazioni polari e attraversa Svalbard e poi la Groenlandia.<br />
Nel 1997 incontra l&#8217;Antartico.<br />
Vive a Chamonix con le sue due figlie.</p>
 
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	<description>Nel 1774 l&amp;#8217;inglese James Cook si avvicina alle terre antartiche.
&amp;#8220;E&amp;#8217; un paese maledetto&amp;#8221;, scrive nel suo diario, &amp;#8220;mai toccato dai raggi del sole, sepolto[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Avventura in Libia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/08/59638.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 13 Aug 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/08/59638.shtml#comments</comments>
    <category>proposte_ed_offerte_di_viaggi_avventura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>LIBIA, FEZZAN</p>
<p>Durata del viaggio: 15 GIORNI.</p>
<p>PROGRAMMA:</p>
<p>1° giorno: ITALIA - TRIPOLI. 30 ottobre </p>
<p>Partenza dall&#8217;Italia con volo di linea, arrivo<br />
a Tripoli, trasferimento in città, pernottamento in hotel.</p>
<p>2° giorno: TRIPOLI - GHADAMES </p>
<p>Partenza al mattino per raggiungere Ghadames,<br />
la &#8220;perla del deserto&#8221; patrimonio dell&#8217;Unesco.<br />
Lungo il percorso visita del<br />
Ksar, granaio fortificato berbero, di Nalut. Arrivo a Ghadames. Campo.</p>
<p>3° giorno: GHADAMES </p>
<p>Visita della parte antica della città: l&#8217;intricato<br />
dedalo di viuzze, moschee, silenziose piazze decorate, il mercato degli<br />
schiavi.<br />
Ghadames, importante centro carovaniero, era il punto di scambio delle merci che, provenienti dall&#8217;Africa nera, venivano poi distribuite in tutto il bacino del Mediterraneo.<br />
Completata la visita si parte per la<br />
grande avventura sahariana. Campo.</p>
<p>Dal 4°al 7° giorno: HAMADA AL HAMRA - IL GRANDE ERG DI UBARI - IDINEN</p>
<p>Attraversata la sconfinata distesa sassosa dell&#8217;Hamada al Hamra, si affronta l&#8217;immenso mare di sabbia dell&#8217;erg di Ubari. Si scavalcano dune altissime<br />
alla ricerca del passaggio migliore, costeggiando i pozzi d&#8217;acqua sulle<br />
rotte delle carovane. Le notti sotto un cielo puntellato da miriadi di<br />
stelle: esperienza unica e assoluta. Ed infine l&#8217;Idinen, la montagna degli<br />
spiriti, sacra al popolo Tuareg. Campi.<br />
<img src="http://digilander.iol.it/viaggiavventura/tedeserto.jpg"></p>
<p>Dal 8° al 10° giorno: GHAT - TADRART AKAKUS - UAN KASA<br />
Ghat è un&#8217;oasi<br />
ancora abitata da Tuareg e dominata dal vecchio forte turco. Passeggeremo<br />
tranquillamente lungo le vie della vecchia città, dove i tuareg provenienti<br />
dal Niger offrono i loro gioielli d&#8217;argento. Fatti gli ultimi rifornimenti<br />
si riparte costeggiando la falesia del Tadrart Akakus fino a raggiungerne la<br />
parte più a sud, il passo di Takarkuri. Da qui è possibile entrare nel<br />
massiccio seguendo valli, antichi fiumi, in un dedalo di arenarie<br />
frastagliate e sabbie dagli scenari mozzafiato.</p>
<p>L&#8217;uomo neolitico qui trovò le condizioni per sviluppare una civiltà che<br />
Fabrizio Mori, studioso italiano d&#8217;arte rupestre, definisce la civiltà di<br />
Uan Amil, dal nome di un riparo decorato con stupende pitture rappresentanti<br />
fasi della vita di questo popolo di pastori guerrieri. Si risale lentamente<br />
verso nord, sempre nel labirinto tra sabbie e torrioni di roccia multiformi,<br />
visitando i siti rupestri ricchi di personaggi a testa tonda, mandrie di<br />
bovini, giraffe, scritture tiffinagh. Lentamente si lascia l&#8217;Akakus per le<br />
dune di Uan  Kasa che lo separano dal Messak Mellet. Campi.</p>
<p>Dal 11° al 12° giorno: I GRAFFITI DEL MATHENDUSH - I LAGHI TRA LE DUNE<br />
Si<br />
attraversa il Messak Mellet per visitare un vero e proprio museo all&#8217;aria<br />
aperta: Nel Wadi Matendush, sulle pareti nere della roccia, emerge un mondo<br />
scomparso, quello dei cacciatori e della grande fauna selvaggia che, oltre<br />
ottomila anni fa, popolavano questa regione allora verde e ricca di fiumi. A<br />
piedi, si percorre il greto del fiume di pietra per scoprire bufali dalle<br />
grandi corna, eleganti giraffe, ippopotami, scene di caccia ed i leggendari<br />
gatti mammoni. Si costeggia poi il grande erg di Morzuch, dalle dune color<br />
rosa, per finire ancora una volta sull&#8217;erg di Ubari alla scoperta dei laghi<br />
che emergono all&#8217;improvviso dalle dune, veri gioielli attorniati da palme<br />
ricche di datteri. Campi.</p>
<p>13° giorno: SHEBA - TRIPOLI<br />
Lasciamo l&#8217;immensa distesa di sabbia nel cuore<br />
del Sahara ed in volo raggiungiamo Tripoli. Pernottamento in hotel.</p>
<p>14° giorno:TRIPOLI - LEPTIS MAGNA - TRIPOLI </p>
<p>Visita della città imperiale<br />
di Settimio Severo. Un sito superbo, affacciato su un mare azzurro e<br />
stupendo. Un arco trionfale all&#8217;ingresso, il mercato ed il teatro dono dei<br />
ricchi mercanti della città, le grandiose terme di Adriano, il foro e la<br />
basilica Severiana, il circo dove combattevano i gladiatori, una grandiosa<br />
via trionfale per celebrare i fasti dell&#8217;impero. Rientro a Tripoli e<br />
pernottamento in hotel.<br />
<img src="http://digilander.iol.it/viaggiavventura/teatro%20di%20leptis.jpg"></p>
<p>15° giorno: TRIPOLI -ITALIA<br />
Tripoli, visita della città: la medina e i<br />
suoi suk, la città coloniale italiana. Trasferimento all&#8217;aeroporto e rientro<br />
in Italia.</p>
<p>Minimo 8 partecipanti.</p>
<p>Quota di partecipazione:</p>
<p>L. 4.950.000   partenza martedì 30 ottobre, con Swiss Air.</p>
<p>Iscrizione e assicurazione: L. 80.000</p>
<p>Visto libico: L. 170.000</p>
<p>Supplemento camera singola: 300.000</p>
<p>L&#8217;assicurazione, Elvia, copre le spese mediche fino a 10 milioni e bagaglio fino a 800.000 lire.</p>
<p>Assicurazione annullamento, facoltativa, 4% della somma assicurata.</p>
<p>Il prezzo comprende praticamente tutto: sono escluse le bevande nei<br />
ristoranti, le mance, le eventuali tasse d&#8217;imbarco.</p>
<p>Il prezzo è stato calcolato con un valore del dollaro a 2.200 lire.</p>
<p>HARMATTAN, tour operator</p>
<p>Via Orlanda 217/219, 30030 Tessera Venezia.</p>
<p>Tel. 0415420654; fax 2696436</p>
<p>e-mail: harmattan@tin.it.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20010813000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20010813000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20010813000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20010813000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2001%2F08%2F59638.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>LIBIA, FEZZAN
Durata del viaggio: 15 GIORNI.
PROGRAMMA:
1° giorno: ITALIA - TRIPOLI. 30 ottobre 
Partenza dall&amp;#8217;Italia con volo di linea, arrivo
a Tripoli, trasferimento in città,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Confine Incerto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/07/54294.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 16 Jul 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>dalla_copertina_di_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Quando Maria Coffey incontra e si innamora di Joe Tasker, lui è un alpinista di notevole fama ed esperienza.</p>
<p>Ha già tentato senza successo l&#8217;Everest e sta organizzando una nuova spedizione con il compagno di cordata Peter Boardman.<br />
Siamo nel 1982 e i due alpinisti vogliono salire l&#8217;allora ancora inesplorata parete nord-est dell&#8217;Everest.</p>
<p>Non torneranno mai piu&#8217; e per molti anni non verrà trovata alcuna traccia dei loro corpi.</p>
<p>Questo libro è il racconto di un amore, quello di una donna per un alpinista. Ma è anche il tentativo, da parte di chi resta, di spiegarsi il perché della passione per l&#8217;estremo.</p>
<p>Ed è il racconto del commovente viaggio che Maria farà attraverso il Tibet con la vedova di Boardman sulle orme di Joe e Peter fino al campo base della loro spedizione.</p>
<p>Un viaggio nel dolore ma anche in una natura cosi&#8217; splendida da dare almeno in parte un senso alla tragedia.</p>
<p>Una storia d&#8217;amore dunque, ma allo stesso tempo uno sguardo penetrante nel mondo degli scalatori professionisti da una prospettiva radicalmente diversa da quella delle storie di montagna &#8220;classiche&#8221;.</p>
<p>E infine il tentativo di comprendere e di spiegare la passione dell&#8217;alta quota da parte di chi, a questa passione, ha pagato un prezzo altissimo pur non condividendola.</p>
<p>Maria Coffey è inglese ma vive in Canada.</p>
<p>Ha scritto numerosi libri sulle sue avventure in kayak in giro per il mondo e tre libri per bambini. Insieme al marito organizza e conduce straordinari viaggi in luoghi inesplorati.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20010716000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20010716000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20010716000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20010716000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fviaggi_avventura_ed_esplorazioni%2Finterventi%2F2001%2F07%2F54294.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Quando Maria Coffey incontra e si innamora di Joe Tasker, lui è un alpinista di notevole fama ed esperienza.
Ha già tentato senza successo l&amp;#8217;Everest e sta organizzando una nuova spedizione[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Alla scoperta dei cetacei del Mediterraneo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/07/54215.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/07/54215.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 15 Jul 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/07/54215.shtml#comments</comments>
    <category>proposte_ed_offerte_di_viaggi_avventura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>IL CANYON SOTTOMARINO DI CUMA, UN&#8217;AREA CHIAVE PER I CETACEI DEL MEDITERRANEO</p>
<p><b>Descrizione</b>:<br />
Il canyon sottomarino di Cuma è una profonda valle sottomarina che, partendo<br />
dalle aree prossime ai Campi Flegrei e all&#8217;isola di Ischia raggiunge una<br />
profondità massima di 800 metri tra le isole di Ischia e Ventotene. Il canyon<br />
rappresenta un grosso collettore sedimentario per i sedimenti che sono apportati<br />
lungo la costra dal fiume Volturno e Garigliano. La valle sottomarina influenza<br />
la circolazione delle acque, in quanto essa consente la veloce risalita di acque<br />
profonde (upwelling) più fredde e ricche di nutrienti .</p>
<p>Questi<br />
fenomeni rendono il canyon un habitat importante dove si concentra una<br />
particolare aggregazione pelagica multispecie.La presenza costante di balene e<br />
delfini, pesci pelagici e uccelli marini è dovuta alle caratteristiche<br />
geologiche e ecologiche dell&#8217;area.</p>
<p>Il nostro<br />
studio cerca di definire il ruolo giocato dal canyon nella distribuzione e<br />
nell&#8217;abbondanza di risorse trofiche utilizzate dai mammiferi marini ed in<br />
contemporanea è mirato ad includere la parte più costiera del canyon nella<br />
futura perimetrazione dell&#8217;Area Marina Protetta delle isole di Ischia, Procida e<br />
Vivara denominata &#8220;Regno di Nettuno&#8221;.</p>
<p>Ogni<br />
estate possiamo osservare nell&#8217;area branchi di Stenella (<em>Stenella<br />
coeruleoalba</em>), Delfino comune (<em>Delphinus delphis</em>), Tursiope (<em>Tursiops<br />
truncatus</em>)e Grampo (<em>Grampus griseus</em>). In tutte le specie è stato<br />
osservato il comportamento riproduttivo e alimentare, in tutti i branchi sono<br />
presenti piccoli appena nati. L&#8217;area è inoltre utilizzata come sito di<br />
alimentazione da Balenottera comune (<em>Balaenoptera physalus</em>), la specie<br />
più comune nel canyon.</p>
<p><img src="http://digilander.iol.it/viaggiavventura/Delfinoc.jpg"></p>
<p>Nel periodo<br />
estivo il forte impatto delle imbarcazioni sui cetacei è diventato una routine<br />
giornaliera: stress e disorientamento, collisioni.</p>
<p>Sono necessarie urgenti disposizioni per la protezione e la tutela dei<br />
cetacei in questa area chiave del Mediterraneo.</p>
<p><b>Specie</b><strong>:<br />
</strong>(<i>Delphinus delphis, Stenella coeruleoalba, Tursiops truncatus,<br />
Grampus griseus, Physeter macrocephalus, Balaenoptera physalus</i> )<strong></p>
<p></strong></p>
<p><b>Habitat</b>:<br />
canyon sottomarino.</p>
<p><b>Attività</b><strong>:</strong><br />
corso di biologia e comportamento dei cetacei del mediterraneo,<br />
foto-identificazione, bioacustica dei cetacei, studio del comportamento<br />
respiratorio di superficie e delle rotte seguite. Vela e marineria velica.<br />
Cucina, pulizia, turni di timone e di vedetta sono compiti distribuiti tra tutti<br />
i partecipanti.</p>
<p><b>Alloggio</b><strong>:</strong><br />
&#8220;Jean Gab&#8221; cutter oceanico in quercia del 1930 di 17.70 m costruito<br />
nel 1928 a Marsiglia, trasformato in un laboratorio sul mare dedicato allo<br />
studio dei cetacei, il veliero è attrezzato con microfoni e telecamere<br />
subacquee. A bordo sono disponibili libri e letteratura scientifica sui cetacei.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><b>Viaggio:</b><br />
dall&#8217; aeroporto internazionale di Napoli un autobus di linea effettua<br />
ogni 30 minuti il collegamento con il Molo Beverello. A Napoli ci sono due porti<br />
dove è possibile imbarcarsi per Ischia: Beverello e Mergellina. Arrivando con<br />
il treno noi suggeriamo il porto di Mergellina, soprattutto nel periodo estivo,<br />
perché è tranquillo e più facile da raggiungere. Dalla stazione Centrale di<br />
Napoli, potrete prendere la metropolitana per Mergellina (terza fermata in<br />
direzione Pozzuoli), il porto è raggiungibile a piedi in 5 minuti (con la<br />
compagnia SNAV si effettuano corse dirette per il porto di Casamicciola -Ischia-,<br />
costo del biglietto $18.000) . Se preferite imbarcarvi al Molo Beverello<br />
(dall&#8217;aeroporto l&#8217;autobus vi ci porterà direttamente), dalla Stazione Centrale<br />
di Napoli dovrete prendere un autobus o un taxi (scegliete solo taxi con<br />
tassametro e assicuratevi che il costo del trasferimento non superi le £15.0000).&nbsp;<br />
Dal Molo Beverello potrete partire con aliscafo per Ischia Porto (durata<br />
del viaggio 45 minuti, biglietto £18.000) oppure con un traghetto (durata del<br />
viaggio un ora e mezza, biglietto £7000).</p>
<p><b>Durata<br />
del soggiorno</b>: una settimana</p>
<p><b>Periodo</b>:<br />
16/07-22/07;<br />
23/07-29/07; 30/07-05/08; 06/08-12/08; 13/08-19/08; 20/08-26/08; 27/08-2/09.<br />
Imbarco ogni lunedì e sbarco la domenica successiva.</p>
<p><b>Età<br />
dei partecipanti</b>: da 18 anni in su. I minori sono benvenuti se<br />
accompagnati da un adulto responsabile.</p>
<p><b>Condizioni per la partecipazione</b>:<br />
questo programma è accessibile a chiunque sia in normali condizioni fisiche.<br />
Dovrete parlare inglese e/o italiano/francese/spagnolo ed essere maggiorenni.<br />
Dovreste anche essere degli appassionati di natura e animali ed avere attitudine<br />
alla vita in comune. Chiunque soffra di problemi di vista, udito, di equilibrio,<br />
di deambulazione o sia molto in sovrappeso potrà avere dei problemi durante il<br />
programma. Vi ricordiamo che vivere a bordo di imbarcazioni a vela è una<br />
scelta: vita semplice e in comune, conservazione delle risorse e dell’energia,<br />
stile di vita ecocompatibile .</p>
<p><b>Quota</b>: dal 11giugno al 15 luglio £1.200.000,<br />
dal 15 luglio al 2 settembre £1.350.000. Incluso nel prezzo: alloggio,<br />
supervisione scientifica, corso di cetologia, accesso ai dati di ricerca, tutte<br />
le spese concernenti la ricerca, carburante, spese portuali, equipaggio,<br />
certificato di partecipazione, &#8220;T&#8221; shirts del Progetto Cetacei. Non<br />
incluso nel prezzo: biglietti di viaggio da e per Ischia, spese personali.<br />
Vitto: cassa comune( spesa prevista per una settimana £100.000) La prima cena<br />
sarà in trattoria a vostro carico.</p>
<p><b>N°<br />
partecipanti</b>: max 10, min 2</p>
<p><b>Modalità<br />
di Iscrizione</b>: bonifico bancario intestato a StudioMare: va versato<br />
un acconto del 30% per riservare il posto a bordo. Il saldo deve avvenire almeno<br />
a15 giorni prima della data di imbarco.</p>
<p><b>Note</b>:<br />
StudioMare lavora nell&#8217;area dal 1991,il Progetto Cetacei si autofinanzia<br />
esclusivamente tramite il campo di ricerca naturalistica sui cetacei. Grazie<br />
alla partecipazione di centinaia di volontari che hanno scelto di dedicare la<br />
loro vacanza ad un progetto di conservazione, è stato possibile continuare lo<br />
sforzo di ricerca fino ad oggi.</p>
<p>&nbsp;Studiomare</p>
<p>Indirizzo:<br />
StudioMare via D&#8217;Abundo 82, 80075 Forio d&#8217;Ischia (NA) Italia</p>
<p>Tel.: +39<br />
330 445520/ a bordo +39 349 5749927 - Fax: +39 081 989578</p>
<p>email: <a href="mailto:studiomare@pointel.it">studiomare@pointel.it</a><br />
-&nbsp; URL: <a href="http://www.mare.it/studiomare">http://www.mare.it/studiomare</a></p>
 
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	<description>IL CANYON SOTTOMARINO DI CUMA, UN&amp;#8217;AREA CHIAVE PER I CETACEI DEL MEDITERRANEO
Descrizione:
Il canyon sottomarino di Cuma è una profonda valle sottomarina che, partendo
dalle aree prossime ai[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Una vacanza alternativa in Polinesia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/viaggi_avventura_ed_esplorazioni/interventi/2001/07/53192.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 09 Jul 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>diari_di_viaggio_e_reportages</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Starsene sdraiati  su una spiaggia bianca all’ombra delle palme da cocco, nuotare nell’acqua cristallina tra migliaia di pesci colorati e per niente spaventati, ammirare i colori della laguna di un atollo e godere della splendida ospitalità di gente cordiale e gentile, questi sono alcuni dei motivi che fanno sognare una vacanza in Polinesia.</p>
<p>In occasione del nostro giro del mondo in barca a vela (sul sito <a href="http://www.walkaboutplanet.com">www.walkaboutplanet.com potete trovare il nostro diario di viaggio), abbiamo avuto la fortuna di poter soggiornare in Polinesia Francese e porteremo per sempre con noi gli splendidi ricordi di 10 mesi trascorsi tra le isole del paradiso. </p>
<p>La Polinesia Francese è un territorio francese d’oltremare e comprende migliaia di isolette sparse nel Sud Pacifico. Gli arcipelaghi che la compongono, sparpagliati in un tratto di oceano vasto circa come l’Europa, sono le Marchesi, le Tuamotu, le Gambier, le Australi e le isole della Società.</p>
<p>Per raggiungerla ci sono frequenti voli dell’Air France e dell’AOM, da Parigi per Papeete, capitale situata nell’isola di Tahiti. Il viaggio è lunghissimo, un intero giorno con uno stop solitamente a Los Angeles.</p>
<p>Per spostarsi tra le isole se non si ha una barca e se si dispone di poco tempo l’unico mezzo di trasporto è l’aereo.<br />
Air Tahiti (<a href="http://www.airtahiti-vt.com/francais/reseau/reseau.jsp">http://www.airtahiti-vt.com/francais/reseau/reseau.jsp</a>) vola su quasi tutte le isole, anche quelle più piccole che mettono a disposizione per l’atterraggio poco più che una striscia di sabbia corallina tra le palme.</p>
<p>La Polinesia Francese è nota per avere un elevatissimo costo della vita.<br />
I motivi, a nostro parere sono due: uno dovuto al fatto di trovarsi lontano migliaia di chilometri da qualsiasi nazione industrializzata e quindi, i trasposti incidono notevolmente sui prezzi.<br />
L’altro è politico. Il governo locale ha imposto delle tasse di importazione enormi con lo scopo, di tenere alto il costo della vita. Per far fronte a ciò, le popolazioni locali, possono godere di consistenti sovvenzioni, sui cibi primari, sull’istruzione, la sanità, mentre per i turisti rimangono i prezzi sbalorditivi.</p>
<p><b>QUANDO ANDARE</b></p>
<p>Essendo situata nell’emisfero australe, tra il tropico del capricorno e l’equatore, l’inverno è da giugno a settembre. In questo periodo c’è spesso molto vento, la temperatura non è troppo elevata e le piogge sono rare.<br />
L’estate invece (da dicembre a marzo) è piuttosto calda con lunghi periodi di piogge e c’è la possibilità, anche se piuttosto remota, che si verifichino dei cicloni.<br />
Quando siamo arrivati a Papeete a bordo del nostro Walkabout,  avendo l’intenzione di rimanere in Polinesia durante l’estate locale, ci siamo documentati sulla frequenza dei cicloni.<br />
Abbiamo scoperto che durante gli anni del Nino (il Nino è una corrente di acqua calda che investe gli oceani australi e si verifica ogni 7 anni circa, l’ultimo è stato nel 1997), la probabilità di avere un ciclone distruttivo è alta, mentre negli altri anni è un fenomeno estremamente raro.<br />
I periodi migliori sono quelli di transizioni, specialmente aprile e settembre quando il vento non è troppo forte, le piogge non sono frequenti e le giornate sono più lunghe.</p>
<p><b>DOVE ALLOGGIARE</b></p>
<p>I tour operator offrono vacanze costosissime in lussuosi bungalow, se non è questa il tipo di vacanza che cercate e se siete disponibili a qualche minimo adattamento c’è la possibilità soggiornare in una delle decine di “pension de famille” ovvero piccolissime pensioni (a volte poco più di una o due stanze) nate sulle varie isole grazie all’intraprendenza di alcune famiglie.</p>
<p>Le pensioni sono in generale estremamente pulite e ordinate e rispecchiano lo stile di vita dei polinesiani, spartano ma con un tocco di colore e allegria.<br />
Questa scelta  permette non solo di pernottare a prezzi accessibili , ma soprattutto di entrare in contatto con la cultura locale e data la natura cordiale della gente polinesiana, è facile che si instaurino amicizie che dureranno nel tempo. Per tutto ciò è, ovviamente, indispensabile la conoscenza seppur elementare della lingua francese<br />
La lista delle pensioni la potete trovare sul sito<br />
<a href="http://www.tahiti-tourisme.com/details_pensions.html">http://www.tahiti-tourisme.com/details_pensions.html</a> oppure all’aeroporto di Papeete presso l’ufficio informazioni turistiche.</p>
<p>Le pensioni sono numerose, noi vi consigliamo di evitare quelle delle mete più sfruttate (Bora Bora, Moorea, Tahiiti), ma di avventurarsi nelle isole lontane dagli abituali percorsi.</p>
<p><b>LE TUAMOTU</b></p>
<p>Se sognate il classico atollo, un anello di sabbia bianca contornata da tutte le sfumature del blu dell’oceano e dominata dalle altissime palme da cocco, le Tuamotu fanno al caso vostro.<br />
Le Tuamotu sono ancora fuori dai percorsi turistici ed i motivi sono essenzialmente due:<br />
Primo, fino a pochi anno fa queste isole erano conosciute grazie (o meglio purtroppo) alle centinaia di esplosioni atomiche che il governo francese ha effettuato a Mururoa e per evidenti ragioni non era gradito avere ospiti troppo vicino.<br />
Secondo, gli atolli sono talmente vulnerabili che è troppo rischioso per le grandi compagnie turistiche investire in strutture alberghiere che in caso di cicloni verrebbero spazzate via.<br />
Abbiamo visto con i nostri occhi un tentativo (per fortuna fallito) di costruzione di decine di bungalow in uno splendido angolino della laguna di Tikeau. La costruzione era ad uno stato avanzato, quando l’atollo è stato investito da una serie di enormi onde, sollevate dal passaggio di un vicino ciclone. Ora tutto quello che rimane sono le decine di scheletri di cemento armato che deturpano il paesaggio.</p>
<p><b>LE PERLE</b></p>
<p>Una dell’esperienza più particolare che vi potrà capitare durante la vostra permanenza sugli atolli sarà la visita di una “ferme perlier”, ovvero una fattoria delle perle. Potrete così apprezzare come nascono quelle fantastiche “palline” luccicanti esposte nelle vetrine delle gioiellerie di tutto il mondo.<br />
Le ostriche, che daranno poi vita alla perla, nascono spontaneamente grazie alle miriadi di uova presenti nell&#8217;acqua della laguna. Queste si attaccano dappertutto e dopo qualche settimana generano una piccola ostrichetta; ne abbiamo trovata una dentro il filtro dell&#8217;acqua del motore! </p>
<p>Per far crescere le ostriche si utilizzano dei lunghi “batuffoli” di raffia immersi per circa sei mesi nella laguna. Dopo di che alle ostriche ormai grandi, viene praticato un forellino, entro cui passerà un filo di nylon che servirà per legarle in grappoli. Quindi i grappoli vengono riportati nella laguna e appesi a 6 metri di profondità, tenute sospese con un ingegnoso sistema di boe e cime legate ai coralli sul fondo della laguna. Dopo circa un anno l&#8217;ostrica è pronta per essere “graffata”. </p>
<p>La graffe è una vera e propria operazione chirurgica e consiste nell&#8217;inserimento di una sferetta all&#8217;interno dell&#8217;ostrica.<br />
Il graffeur, cioè la persona che compie l&#8217;operazione, è il fulcro di tutto il processo. Infatti dalla sua abilità ed esperienza dipende la accettazione o meno del nucleo da parte dell&#8217;ostrica e quindi la nascita della perla. I graffeur sono pochi e pagati profumatamente, e custodiscono gelosamente la loro arte. Fino a pochi anni fa erano tutti giapponesi, ma ultimamente i Polinesiani stanno imparando l’arte.<br />
L&#8217;ostrica viene preparata per l&#8217;operazione aprendola delicatamente per mezzo di un cuneo di gomma inserito tra le due valve. Il graffeur incide la sacca con un bisturi e poi con uno specifico strumento inserisce la sferetta, che è stata ricavata da un mitile (una grande cozza) che cresce sul fiume Mississipi. La biglia solitamente è cosparsa di antibiotico, in modo da diminuire le probabilità di rigetto. Quindi si inserisce nella sacca perlifera un minuscolo rettangolino ricavato dal muscolo di un&#8217;altra ostrica e che servirà a donare il colore alla perla.<br />
A questo punto l&#8217;ostrica viene immediatamente riappesa al cordino e ogni grappolo legato nell&#8217;acqua sotto la palafitta, pronto per essere riportato nella laguna. Una volta in acqua l’ostrica riconoscendo un corpo estraneo in circa 2 anni lo ricoprirà di madreperla producendo la perla.<br />
Chiaramente non tutte le ostriche operate producono la perla: circa un 20% la rigettano, un altro 20% muore e delle restanti solo un 10%, 20% (dipende dalla bravura del graffeur) danno alla luce delle perle vendibili.<br />
Le ostriche più &#8220;robuste&#8221; possono essere graffate 2 o 3 volte, ed ogni volta la dimensione della sferetta viene aumentata. </p>
<p><b>LA PESCA</b></p>
<p>Un ultimo consiglio: i polinesiani sono appassionati per la pesca, specialmente quella subacquea, quindi se anche voi lo siete avete trovato il primo argomento per rompere il ghiaccio e per farvi immediatamente un amico. Da lì a farsi invitare per una battuta di pesca corre pochissimo.<br />
State però attenti agli squali. Gli inoffensivi squali di barriera, stimolati dalla presenza di sangue e pesci morenti in acqua diventano più aggressivi e a volte non rispettano le dovute distanze.<br />
Avrete così la rara possibilità di vedere come i ragazzi polinesiani affrontano gli squali senza timore e riverenze.</p>
<p>Chi volesse avere ulteriori notizie o informazioni può consultare il nostro sito internet <a href="http://www.walkaboutplanet.com">www.walkaboutplanet.com</a>  oppure contattarci:<a href="mailto:walkabout@top-soft.com">walkabout@top-soft.com</a></p>
 
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	<item>
	<title>Adrenalina pura all&#039;ombra dell&#039; Etna!</title>
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	<pubDate>Sat, 07 Jul 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>380</dc:creator>
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    <category>proposte_ed_offerte_di_viaggi_avventura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.extremworld.com/interat/interat2.htm">Per saperne di piu&#8217;&#8230;</a></p>
 
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