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"A Nord, verso la lunga notte"

L'odissea di un uomo solo tra i ghiacci dell'Artico.

Dalla copertina di “A Nord, verso la lunga notte”, di Alvah Simon.

Sonzogno editore

L.32.000

“A bordo di una barca a vela con lo scafo in acciaio, con provviste sufficienti per due anni,attrezzature di ogni tipo, unica compagnia la gatta Halifax, Alvah Simon e sua moglie Diana partono nell’estate 1994 dal Maine alla volta della Groenlandia, per esplorare il mondo meraviglioso e ossessionante degli iceberg, della tundra e dei fiordi, al di sopra del Circolo Polare Artico.

Quattro mesi dopo lo scafo resta bloccato dai ghiacci a 100 miglia dal primo centro abitato. La moglie viene recuperata da un elicottero, ma la Roger Henry, la loro casa galleggiante, non puo’ essere abbandonata. Alvah decidede di rimanere.
Lo aspettano 5 mesi di solitudine. Dentro la cabina lui e Halifax. Fuori il freddo (40°sotto zero), il buio (23 ore al giorno di oscurità totale), qualche animale - orsi polari, foche, uccelli marini-, pochissimi visi umani (gli Inuit che ogni tanto gli fanno visita); rarissimi, quasi inesistenti, i contatti radio con il mondo civile.

Simon, nel suo bozzolo di ghiaccio, ha davanti a sé due nemici implacabili: un ambiente, unico nella sua bellezza ma ostile, che lo costringe in uno stato di perenne cecità, e soprattutto i suoi demoni privati, che nella solitudine opprimente si scatenano. Per non impazzire, per riuscire a vincere la sfida piu’ ardua dell’uomo contro l’uomo, Alvah intraprende un viaggio ancora piu’ sconvolgente dell’esplorazione dell’Artico, dal’esito ancora piu’ incerto. La ricerca della propria anima.
Sarà un processo doloroso, in alcuni momenti devastante, eppure riuscirà a disintegrare i muri che tenevano imprigionati il suo vero io e a comprendere fino in fondo l’immane potere della natura che è sempre benigna, anche in condizioni estreme, e non toglie mai la speranza.

“A Nord, verso la lunga notte” è il resoconto dettagliato di un’esaltante avventura agli estremi della coscienza e ai limiti delle capacità umane, scritto con una prosa lirica ed evocativa che trasmette il richiamo ipnotico di uno dei luoghi piu’ inospitali della Terra; un libro che mescola suspense e analisi, e che riesce a far capire perché ci siano persone come Alvah Simon che si dedicano ad imprese fuori dall’ordinario.”

Alvah Simon da tredici anni vive e gira per il mondo in barca a vela, dall’Africa al Borneo, a Capo Horn. Per il viaggio al Circolo Polare ha ricevuto nel 1997 il premio Cruising World Outstanding Seamanship.