Nel 1774 l’inglese James Cook si avvicina alle terre antartiche.
“E’ un paese maledetto”, scrive nel suo diario, “mai toccato dai raggi del sole, sepolto sotto neve e ghiaccio. Non ho parole per descrivere l’orrore e la repulsione che il suo aspetto ispira.”
Laurence De La Ferrière non la pensa cosi’, per lei i ghiacci del Polo Sud sono un luogo affascinante e misterioso.
Questo libro racconta l’appassionante avventura di una donna che, da sola, attraversa uno dei territori piu’ inesplorati della Terra: dei 3000 km che percorre, 1800 non erano mai stati calpestati prima.
Questo libro è il racconto in prima persona dei 73 giorni di viaggio, del freddo terribile che arriva a 50° sotto zero, delle tempeste che le impediscono di avanzare secondo la tabella di marcia, delle difficoltà a utilizzare le vele studiate per trainarla e alleggerire la fatica della slitta che deve portare con sé, dell’intossicazione da gas che quasi la costringe a interrompere l’impresa e mette in serio pericolo la sua salute…
Un’impresa eccezionale che a buon diritto introduce Laurence De La Ferrière tra i grandi esploratori polari e il racconto, scritto con poesia e umorismo, di un viaggio dentro i propri limiti e le proprie paure fino alla scoperta di una grande forza interiore che le permette di entrare in sintonia con la natura e di abbandonarsi ad essa.
Un appassionato canto d’amore per l’Antartide.
Laurence De La Ferrière è nata a Casablanca nel 1957.
Scopre la montagna a vent’anni e rinuncia alla medicina e alla musica per conquistare le vette piu’ alte della Terra.
Nel 1992
stabilisce il record femminile d’alta quota senza ossigeno a 8700 metri sull’Everest.
Nel 1995 inizia le sue esplorazioni polari e attraversa Svalbard e poi la Groenlandia.
Nel 1997 incontra l’Antartico.
Vive a Chamonix con le sue due figlie.

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