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Dal Sud Africa all'EICMA con la KTM 990 Adventure (3)

Hanno già percorso 3mila chilometri, di cui 1500 in fuoristrada incontrando italiani, americani, spagnoli, ma anche numerosissime e rumorose ontarie. A poco più di una settimana dalla loro partenza Giampiero Pagliochini e Giorgio Bistocchi, i due ambasciatori della città di Spello che risaliranno l’Africa in moto, hanno già moltissime cose da raccontare, tra gag e situazioni anomale e curiose, ma anche di luoghi bellissimi e affascinanti.

Prima di partire per il raid hanno incontrato il console Emanuela Curnis a Città del Capo alla quale hanno consegnato olio, tartufo, legumi e guide della città di Spello.

 Il loro dovere istituzionale era compiuto. Ma il viaggio vero e proprio cominciava il giorno dopo, tra cene arabe di cui Giorgio rimane un po’ perplesso, motel in stile tedesco in Nabibia e pioggia, vento, sale dell’oceano, ma anche le dune dove farsi una foto è d’obbligo.

Ecco il loro racconto di questa prima settimana di viaggio:

“Sbarcati  a Citta’ del Capo alle 6 del mattino di lunedì 10 settembre, Ashard il ragazzo che deve venire a prenderci non c’è. Cambiamo i soldi  e poi aspettiamo. Verso le 7 si avvicina un ragazzo:  e’ lui, ha lineamenti arabi (anche se lui negherà quando gli domando se le sue origini sono queste). Più tardi in albergo Ashard ringrazierà qualcuno in arabo al telefono: non potrà dirmi che queste non sono le sue origini.

Andiamo  a Citta’ del Capo, ma prima passiamo nel suo ufficio. Accompagnati da un responsabile doganale ci rechiamo al deposito, le casse sono lì, le apriamo  e iniziamo  a rimontare le moto. Alle 1.30 siamo fuori dal deposito: mai sdoganato così velocemente! Ci rechiamo in albergo, con Ashard ci vedremo più tardi per saldare i conti.

Sul lungo mare cerchiamo di mangiare qualcosa…. dopo tre voli e un giorno di viaggio ci sembra il minimo….Si avvicina un tizio sulla sessantina, parlando un italiano misto al tedesco: ci dice di avere le nostre origini, che si trova in disgrazia e se possiamo dargli qualche Rand. Io li dico che abbiamo pezzi grandi “non c’e’ problema vi do il resto”- dice il tizio – e noi non lo mandiamo  a quel paese per il solo rispetto.

Passiamo il pomeriggio  a controllare le moto, poi chiamo Ciro Migliore, direttore della Gazzetta del sud Africa, per fissare un appuntamento per l’indomani, per incornarci con con Sua Eccelenza il Console Emanuela Curnis. La cena è alla messicana, e tra una parola e l’altra facciamo due conti e ci accorgiamo che Ashard si e’ sbagliato a farli, anzi ci ha dato più resto di quello che ci doveva. Passano 10 minuti e Giorgio chiama al cellulare Ashard “lo sappiamo ti sei sbagliato, ti dobbiamo del denaro – gli diciamo” ed i grazie non finiscono.

Martedì 11 settembre si parte verso Cape Hope, ma prima devo salutare sulla strada Luciana e Katia dei miei parenti che vivono in Sud Africa. Oltre alla visita scontata devo ringraziarle per avermi aiutato venerdì scorso a rintracciare Ashard senza il quale avremmo penato…. e pensare che dall’Italia non mi avevano dato le dritte per rintracciarlo!

Lasciamo Camp Bay dove vivono i miei parenti e arriviamo a sud verso Capo di Buona Speranza, con il tempo che è minaccioso, ma non pioverà. Lo spazio davanti al segnale di Cape Hope e’ gettonatissimo, ma cogliamo l’attimo fuggente e infiliamo le moto per la foto di rito. Poi di corsa (si fa per dire) a Citta’ del Capo: tutto sommato siamo ambasciatori del comune di Spello e abbiamo un appuntamento.

Il direttore Ciro Migliore arriva puntuale, facciamo un giro per la città e poi in Consolato. L’accoglienza è calorosa, si scambiano quattro parole e poi Giorgio prende la parola e spiega il motivo di questa iniziativa, consegna il materiale con la foto di rito, togliamo il disturbo con il Console che ci accompagna di persona alla porta d’ingresso sull’esterno… un gesto che apprezziamo. Torniamo in albergo con Ciro Migliore che ci ragguaglia con alcuni suggerimenti per continuare il viaggio. Più tardi arriva Ashard e non possiamo rifiutare l’invito a cena a casa sua, dove aggiustiamo i conti ( cosa che apprezza)…. di sicuro abbiamo un amico in più. Piove, meglio oggi che domani. A casa di  Ashard tutto è in perfetto stile arabo, con la foto della Mecca che risalta sulla parete del salotto, e gli chiedo se da buon mussulmano e’ stato una volta lì: mi risponde di “si”. La cena e’ tipicamente araba: per Giorgio e’ una novità e all’inizio è un po’ perplesso, ma poi apprezzera’ con gusto tutto quello che ci sarà servito. Poi arrivano amici  e parenti ed in un attimo conosciamo una ventina di persone, con le donne in una stanza e gli uomini in un altra. Salutiamo. Domani si fa sul serio…..

Si parte finalmente. Lasciamo Citta’ del Capo in punta di piedi, anche perchè guidare a sinistra e’ una questione mentale e non dobbiamo abituarci. Ad una stazione di benzina incontriamo lui & lei, due biker’s in Harley: quando diciamo del viaggio, lei domanda se il bagaglio  e’ tutto lì…..detto da una donna e’ comprensibile!!!! La sera giungiamo  a Springbok a 100 km dal confine con la Namibia. Il motel e’ lungo la strada, e va tutto ok, ma la cena quanto ci fa attendere!!!! Ordiniamo alle 20 e il piatto arriva quasi 2 ore dopo….

All’indomani via verso la frontiera, le superiamo velocemente anche perchè il Carnet vale in tre Stati senza vidimarlo ad ogni frontiera. Lunghi rettilinei ci accompagnano verso nord, il contachilometri segna 780 km percorsi. Sostiamo all’unico hotel del paese che porta il proprio nome Maltahohe, che e’ gestito da tedeschi. In effetti dentro sembra di essere in Germania, ci sono tedeschi discendenti dei coloni che all’inizio dell’ottocento esplorarono queste terre, strumenti che ricordano quell’epopea, si ascolta musica tedesca e si beve birra. Pure il cane e’ Snauser… insomma dentro sembra di essere in Germania e fuori c’e’ l’Africa.

Di buon mattino puntiamo verso  Sossuslevi e lemitiche dune rosse, dove la duna 45 e’ famosa in tutto il mondo. Da ora in avanti sara’ solo fuoristrada, siamo carichi ma andiamo via magnificamente.Giungiamo a Sorieme facciamo benziana e dopo 60 km ai nostri occhi le dune rosse, alla 45 sostiamo per la foto di rito, si riparte verso Solitaire. Per Giorgio e’ un paese e invece c’e una pompa di benziana uno Store, un campeggio  e una guest house. Noi optiamo per la guest house, siamo ricoperti di polvere fino alle orecchie, c’e’ pure la piscina, in mezzo al deserto sembra un eresia.

Sempre in fuoristrada ci dirigiamo verso  Swakopmund….sempre fuoristrada e sempre tanta polvere. Quando giungiamo sulle rive dell’Oceano atlantico ritroviamo l’asfalto solo per 30 km  poi di nuovo fuoristrada, ma la pista e’ di sale: è quella che praticamente costeggia tutta la Selekton Cost, la costa degli scheletri, così ribattezzata per tutti i relitti  incagliati  e gli scheletri umani ritrovati lungo la costa. Il sole e’ oscurato dalla nebbia dell’oceano, giungiamo  a Cape Cross, dove si dice siano di  casa 100.000 ontarie. Al box office per il ritiro del biglietto ci ritroviamo con un gruppo di spagnoli con i quali ci inseguiamo da 2 giorni: il loro camion pullman mi ricorda quello di Bud Spencer nel film ” Io sto con gli ippopotami”. Esco dal box e c’e’ Giorgio che colloquia con gli spagnoli. Ad una signora gli chiede di dove sia - di Barcellona – risponde – ed in cerca di gloria esclama di aver fatto la foto in Plaza De Toro nel gennaio scorso. Un’altra esclama “come a gennaio in Spagna?” Si per il raduno del Pinguinos! E tutti che confermano. Allora tanto per essere della partita chiedo che ho un amico vicino ad Avila. una ragazza mi dice che è di Navaluenga, allora sicuro di non sbagliarmi (visto che questo paesino e’ piccolo come Spello  e tutti si conoscono), gli dico di portare i saluti a Juan Francisco Rueda Orgaz. La ragazza cade dalle nuvole… sono amici, anche percheè Juan e’ un imprenditore ed e’ in politica, quindi lo conosce di sicuro. Non racconto i commenti, Giorgio esclama a voce alta…. io non ho sentito nulla e non confermo nulla. Un momento goliardico, ma veramente il mondo e’ tanto piccolo.

Entriamo nel parco, lo spettacolo e’ esaltante…. contare le ontarie sarebbe un’impresa, ma sono tante e dobbiamo dire che fanno un “baccano” indescrivibile. Salutiamo gli spagnoli. Loro proseguono e noi ci godiamo l’albergo in riva all’Atlantico, una passeggiata sulla spiaggia con l’avvistamento di una balena, poi  a cena ed alle 22  a “nanna” ….ed il generatore viene spento.

 Oggi la destinazione è Tusmed. Andiamo verso il parco Ethosa, che dista 100 km, siamo ancora in fuoristrada, quando giungiamo al bed & breakfast la prima cosa che facciamo  e’ lavare le moto: il sale e’ un nemico per la ciclitica. Domani andiamo al parco. ma in auto, non credo che ci farebbero entrare con le moto.

Da Tusmed Namibia e’ tutto…….” Ciao da Giampiero e Giorgio

Ufficio stampa

Comune di Spello

Un saluto Vazzoler Massimo

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