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Dal Sud Africa all'EICMA con la KTM 990 Adventure (6)

Comune di Spello: Uffico Stampa Sono arrivati a Nairobi i due centauri che stanno percorrendo l’Africa in moto, insigniti della carica di “ambasciatori” di Spello dal sindaco Sandro Vitali. Qui hanno trovato la gloria con una importante intervista per RAI International, ma anche tante difficoltà trovandosi ad attraversare piste durissime, e con le ruote delle gomme che si bucano sempre più spesso. Ma i due centauri non si scoraggiano, continuando ad allestire per strada officine per la riparazione e facendo scorrere la fantasia e l’ingegno per superare tutte le difficoltà che comporta una terra affascinante ma anche dura come l’Africa.

Report di viaggio:

“E’ lunedì mattina. Solo le otto e siamo già in pista, ovvero nel caos di Nairobi. La destinazione è la sede della RAI International dove ci aspetta il responsabile Vincenzo Nucci.

Prima ci offre un caffè in Moca poi si passa all’intervista in strada…. e allora si, che diventiamo importanti, con tanta gente intorno a Vincenzo che ci sta intervistando!!!!. Le persone sono curiose, vogliono sapere cosa pensiamo dell’Africa, perchè viaggiamo con le moto (che sono state poi riprese per le vie di Nairobi).

Lasciamo la capitale e puntiamo verso Isolo con il paesaggio che varia di continuo, un sali e scendi a non finire. Alla nostra destra il monte Kenya, che dopo il Kilimangiaro è il più alto dell’ Africa.

Oggi ci sono nubi dense all’orizzonte che ci impediscono la visuale.

Il cartello indica “Equatore”… peccato che ora è stato messo vicino ad una pubblicità orrenda!!! Un ragazzo ci fa un esperimento con l’acqua: a nord e poi a sud ed infine al centro l’acqua gira in tutti e due i sensi per essere in equilibrio sotto l’equatore.

Arriviamo ad Isiolo di primo pomeriggio. La cittadina sa di ultima frontiera. Troviamo un modesto hotel ma pulito e ospitale, quello che ti fa stare a contatto con la gente. Si, proprio loro, ci raccontano del tratto di strada che dovremmo percorrere nei prossimi giorni.. ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma oltre ai banditi ora ci dicono che incontreremo anche i leoni…. ci viene da ridere…cosa possiamo fare? Sembra una leggenda metropolitana….

All’indomani si parte. La strada è l’unica esistente. Fuori dal paese finisce l’asfalto e inizia la pista, durissima, sassi a non finire. Dopo un 70 km foro il posteriore, sostituiamo la camera e si riparte. Purtroppo il compressore elettrico ci abbandona con il motorino in fumo…. vorrei lasciarlo lì, ma Giorgio mi esorta a portarlo dietro…. decisione saggia….

Fa caldo e ad un villaggio incontriamo una colonna armata: sono Irlandesi che hanno un campo qui e svolgono la funzione di controllo. Andiamo avanti con un paesaggio sempre più ostile, ma di banditi nemmeno l’ombra….. del resto non si capisce come sopravviverebbero!!!

Sulla pista siamo soli. Ogni tanto ci fermiamo per scattare qualche foto…. il luogo sa di Far West.

Quando pensavamo di essere arrivati (siamo ad una 70 km da Marsabit) foro con il davanti. Ora diventa dura, perchè non abbiamo nulla per gonfiare la ruota. Sostituiamo la camera e aspettiamo che passi qualcuno. Qualcuno arriva ma nessuno ha una pompa per gonfiare la ruota.

Sotto all’ombra di un albero concludiamo che dovremmo piazzare la tenda, poi Giorgio mi vede pensare e mi dice: “Cosa s’inventa Pagliochini?”

La fantasia non manca, anzi avanza e così prendo il compressore lo apro e tolgo il motorino che sa di bruciato, libero la ruota dentate che aziona la biella del pistone, poi avendo il cavaletto centrale tiriamo giù la ruota anteriore, con il motore in moto e la prima innestata azioniamo il compressore con la ruota posteriore… non durerà a lungo da un ingranaggio piccolo che azionava la ruota dentate siamo passati a quella della moto molte volte più grande.

Quando la biella si rompe la ruota è abbastanza gonfia da permettermi di raggiungere un villaggio a 20 km, dove troviamo un camionista e allora diventa un divertimento gonfiare la ruota. Si riparte con il sole che ha tramontato, sono 50 km a Marsabit, gli ultimi 30 in notturna…. si avete capito…. abbiamo viaggiato in off road di notte, ma non c’erano alternative.

Il Jey Jey hotel e’ l’unico hotel un po’ ricettivo. Stupisce che ci siano tutti i sanitari, ma non funzionano: l’acqua viene prelevata dal pozzo del cortile, il ragazzo della reception ci fa trovare due conche di acqua calda con dei bricchetti…… si questa e’ una battuta che useremo spesso…… anche questa e’ l’Africa.

Al mattino ripariamo le due camere d’aria, poi acquistiamo un pompa a pedale… il tizio ci stacca 50 euro, ma non c’e’ alternativa. Si parte, ancora sassi… ma sono tanti….. praticamente siamo sprofondati in un canalone ed in questa situazione e’ dura viaggiare.

Dopo 20 km da Marsabit abbiamo messo alla prova la pompa per una foratura di Giorgio. Ora cambiamo tattica e si viaggia piano tra i 30 e 40 km/h. I sassi sono un’ insidia da evitare.

Ad un villaggio troviamo un camionista che ci ripara la camera…. meglio essere prudenti… non vuole nulla, allora gli offriamo da bere…. del resto siamo ambasciatori. Dopo 140 km ritroviamo la pista che ci piace… quella che ti fa viaggiare…

Controlliamo le moto: certo i cerchi e le sospensioni sono gli organi più bistrattati, qui entra in gioco l’affidabilità del mezzo in tutto e per tutto, non si può che elogiare mamma KTM!!!

Ora ci divertiamo a sfrecciare sulle lunghe distese di piste in terra battuta di un colore rosso fiammante. Mi fermo per un sorso ad un villaggio, tutti sono lì. Giorgio mi chiede che ora è. Lo chiedo ad un ragazzo, guarda il sole e mi dice le 5… guardo l’orologio della moto, mancano 4 minuti…. a questo l’orologio atomico gli fa un baffo.

Giorgio mi dice: “andiamo?” .“Credo proprio di no – gli rispondo. Perchè? – dice Giorgio. “Hai bucato di nuovo”. E così allestiamo l’officina, pongo la telecamera sulla mia moto con il display aperto, ed allora inizia lo show.

Quando capiscono che stiamo registrando, tutti si mettono in posa addirittura uno si pone davanti a rosicchiare delle piccole piante…. tutti che ridono…. che festa!!!!. Giungiamo a Moyale quando è già buio. Albergo.

Che parola!!! Poi al ristorante vorrei scrivere altro…. chiudere gli occhi è quasi d’obbligo.

Frontiera di buon mattino. E si che siamo proprio furbi!!!

Non abbiamo messo in conto che ci sono gli altri addetti alla frontiera, prima quella kenyana dove non si trova chi deve mettere il timbro sul passaporto poi a quella Etiope.

Dobbiamo inviare un ragazzo ad un bar dove l’addetto si sta gustando un cappuccino (tradizione lasciata dagli italiani).

Al distributore dove facciamo rifornimento noto una cosa che mi mancava, alla pompa del diesel stanno rifornendo un asino…. si, ha delle taniche in groppa e le stanno riempiendo…scatto delle foto e il padrone pretende dei soldi, se li avessi chiesti l’asino……

Puntiamo verso Yabello dove deviamo per Arba Minch, luogo posto sul un lago di colore rosso per l’alta concentrazione di ferro. Ma non ci arriviamo, e allora ci fermiamo a Konso. Lungo la strada una cosa ci ha messo apprensione… le tante persone con il Kalasnikov in spalla…. il tutto da l’idea di un oggetto da esibire.

All’indomani saliamo verso Arba Minch, il fuoristrada è bellissimo. Guadi a non finire.

La notte prima ha piovuto, di tanto in tanto costeggiamo la nuova strada asfaltata che entrerà in funzione prossimamente (se non siamo gli ultimi di certo i penultimi a fare questa pista).

Quando giungiamo a 70 km da Addis Abeba, sostiamo. Entrare in città di notte non lo riteniamo logico. All’albergo si avvicina un ragazzo che parla italiano: è un motociclista anche lui, ha udito il rumore dei motori ed è uscito, facciamo amicizia e scopriamo che e’ amico di un’altro ragazzo che ho contattato mesi prima ad Addis, che dovrebbe (uso il condizionale) farci trovare delle gomme.
All’indomani entriamo in città. Che caos, forse perchè e lunedì…. ma no!!! E’ sempre così.

A Nairobi abbiamo sostituito le gomme. Giorgio ha il posteriore nuovo acquistato alla concessionaria KTM, per la Kappona non ci sono ancora le gomme posteriori.

In KTM Kenya c’era un 990 nuovissimo: ho provato a chiedere se mi davano la gomma ma la moto andava ritirata in giornata, così non mi è restate che installare un vecchio Continental usato e portami dietro la mia che avrà un 3000 km di residuo…. non avevo alternative.

La nostalgia del presidente per “I ragazzi del Moto Club” e’ sempre in primo piano…. un salutone dall’ Abissinia”.

Da Addis Giampiero e Giorgio”

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