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La Regione Piemonte punta sul turismo nudista

TORINO «Credo che sia fondamentale individuare aree e realizzare strutture pubbliche e private da destinare alla pratica del turismo naturista. Per questo motivo la Regione stanzierà mezzo milione di[...]

TORINO
«Credo che sia fondamentale individuare aree e realizzare strutture pubbliche e private da destinare alla pratica del turismo naturista. Per questo motivo la Regione stanzierà mezzo milione di euro a fondo perduto per finanziare fino al 20% degli interventi che saranno autorizzati». Marco Travaglini, consigliere regionale del Pd sintetizza il contenuto della proposta di legge approvata nei giorni scorsi dalla terza commissione del Consiglio regionale.

Quando l’assemblea approverà la proposta di legge in via definitiva il territorio piemontese sarà il secondo in Italia dopo l’Emilia Romagna, dove il turismo naturista avrà un «inquadramento preciso a garanzia dei turisti e anche dei normali cittadini». Spiega Travaglini: «In Italia il naturismo si trova sottoposto ad una situazione legislativa incerta che ha creato problemi a coloro che lo praticano ed ai cittadini che ne sono venuti a contatto, provocando anche interventi delle forze dell’ordine pubblico».

Il tentativo è di richiamare in Piemonte il mezzo milione di turisti naturisti stranieri che in mancanza di una normativa nazionale scelgono altri paesi come Francia, Grecia e Croazia dove sono state allestite strutture per ospitarli. In Italia una stima parla di circa centomila nudisti, solo una piccola parte è affiliata a qualche associazione. Sui siti naturisti si possono leggere i racconti di «vacanze con l’incubo di essere denunciati, di cercare un avvocato e poi di subire processi, con le relative spese che possono arrivare fino a 1000 euro, per essere alla fine assolti».

E così il Piemonte - «nell’attesa che il Parlamento «si decida a legiferare in materia», precisa il consigliere - ha deciso di colmare un vuoto legislativo che crea notevoli problemi. Basterà? Difficile dirlo. Travaglini, però, «in accordo con le associazioni» ha deciso di mettere dei paletti per «evitare che ci sia un uso distorto del contributo», soprattutto per far rispettare i principi del naturismo movimento nato nel secolo scorso che ha come obiettivo di vivere e pensare l’ambiente nel rispetto delle leggi fondamentali della natura».