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L'ambasciatore della cucina italiana nel mondo

Tony May: da Torre del Greco a New York

L’ambasciatore della cucina italiana nel mondo Tony May da Torre del Greco a New York

L’ambasciatore
della cucina italiana nel mondo

Tony May: da Torre del Greco a New York

E’
il nostro ambasciatore, e non solo negli Stati Uniti d’America.

E’
l’uomo che forse più ha fatto, e ancor più sta facendo,
per la valorizzazione all’estero del nostro patrimonio culinario.

E’ la figura che più si identifica, oltreconfine, con la cucina
italiana di qualità, il punto di riferimento dell’Haute Cousine italiana
all’estero.

Insomma:
è l’imprenditore romantico, il manager appassionato,
il gourmet professionista che ha fatto sì che i piatti portentosi delle
nostre tante tradizioni venissero apprezzati nella loro versione migliore,
ghiotta e fedele, da una schiera composita di avventori, soprattutto americani:
dal grande attore alla cantante di successo, dal politico irrangiugibile all’autore
del più esplosivo best seller.

Fare sosta
al leggendario San Domenico di New York (a Central Park Manhattan),
il suo locale più celebre, un tempio di classe e raffinatezza, significa
aggiungere una tappa significativa alle tante che da quelle parti si potrebbero
collezionare: alla stregua del Central Park o del Greenwich Village.

Il
San Domenico è stato aperto nel giugno del 1988: a solo un mese dall’inaugurazione
Bryan Miller, critico del “New York Times”, gli
assegna le “tre stelle” riconoscimento che non
aveva mai dato prima ad un ristorante italiano. Nello stesso anno la rivista
Exquire Magazine” definisce il San Domenico
The Best of the Year”, il miglior ristorante
italiano in USA.

La
luce soffusa, i pavimenti in cotto fiorentino, le sedie in pelle ed il servizio
impeccabile fanno di questo locale a Manhattan uno dei più eleganti
della città, in cui gustare cibo italiano ai massimi livelli.

I
raviolini con ricci di mare e ragù di cappesante, l’uovo in raviolo
al burro nocciola tartufato, il cannolo aperto con ricotta di pecora sono
solo alcuni esempi della raffinata cucina del ristorante, opera della chef
italiana Odette Fada, un’altra grande protagonista
della cucina italiana ad altissimi livelli, un’italiana poco più
che trentenne che ha al suo attivo collaborazioni con i più grandi
maestri dei fornelli.

Nella
vasta ed esclusiva cantina del San Domenico il Brunello di Montalcino vanta
un posto in prima fila.
La
lista dei vini e di super-Tuscan sono quanto di meglio esiste: un dato avvalorato
da Wine Spectator.

Tutto questo, e molto altro, è Tony May: un italiano di Torre del Greco
che un bel giorno di circa quarant’anni fa decise di spostarsi negli
USA, iniziando una carriera che lo avrebbe portato non soltanto a soddisfare
i golosoni impenitenti d’Oltreoceano, ma lo avrebbe reso un
apostolo rigoroso del messaggio gastronomico del Belpaese
(“sta
provocando una rivoluzione: gli italiani scavalcano i francesi nel mondo della
Haute Cuisine”
, scriverà anni dopo l’Economist).

Spingendolo
all’apertura di ristoranti dediti esclusivamente alla cucina tricolore,
destinandolo ad onoreficenze di ogni tipo (Oscar Luigi Scalfaro,
durante il suo mandato presidenziale, lo nominerà Commendatore della
Repubblica Italiana, per il bene fatto alla nazione), ma anche ad intraprendere
iniziative didattiche, culturali e umanitarie che porteranno a divulgare il
suo pensiero in ogni anfratto del globo terracqeo, spingendo tantissimi addetti
ai lavori e appassionati a partecipare alle molteplici iniziative da lui indette.

Tony
May è portavoce e presidente del Gruppo Ristoratori Italiani.

Da
emigrante a re del ristorante, il grande chef afferma: “L’importante
connubio fra territorio, cultura gastronomica e prodotti tipici della bella
Italia, viene portato con grande orgoglio anche in America. Noi chef cerchiamo
di cogliere quanto di positivo può essere trasferito nei nostri ristoranti
d’America per far conoscere quella genuinità e quella freschezza
che contraddistingue la cucina regionale italiana. In un momento in cui tutti
sembrano voler litigare l’uno con l’altro, le persone si uniscono
davanti ad un buon piatto e riscoprono il gusto di stare insieme in un linguaggio,
quello culinario, che non ha bisogno di traduzioni”.

Tony
May é stato inserito nel Hall
of Fame
del “Distinguished Restaurants of North America” (DiRoNa)
.
L’ambito
premio viene attribuito solo ai ristoranti in grado di offrire un’esperienza
culinaria eccellente sotto tutti i punti di vista.Il San Domenico ha superato
ben 75 rigorose valutazioni condotte anonimamente (i
ristoranti non sanno di avere un’ispezione in corso) da professionisti del
settore.

Fonte
www.syrenuse.it