
La coltura della vite, che convisse con i primi abitanti, prima sporadica, poi consistente, ha seguito le vicissitudini dei movimenti tellurici e politici dell’isola verde. Ischia ebbe, nella seconda metà dell’ottocento, un’economia prevalentemente legata alla terra, alla coltivazione della vite e alla produzione di vino.
Tra i produttori della fine del secolo scorso emerse la figura di Don Ciccio (Francesco) D’Ambra. Il quale, partendo da una condizione di semplice vignaiolo, riuscì a creare, nell’arco di una decina d’anni, una casa vinicola dedita all’esportazione dei vini in Italia ed all’estero, grazie alla sua indubbia capacità di programmazione, intuito per gli affari e cordialità con gli acquirenti. Egli seppe ingrandire la sua iniziale attività di modesto imprenditore meridionale fino a trasformarla in un’azienda di fama internazionale, ancor’oggi tra le più note.
Nel 1988 scompare la mitica figura di “Don Mario D’Ambra”. L’Azienda passa in mano ai tre nipoti Riccardo, Corrado e Andrea che continuano l’attività riconducendosi al principio di una maggiore selezione delle vigne ed a prodotti sempre più caratteristici.
Nel 2000 l’enologo Andrea D’Ambra, il più giovane dei nipoti, diventa l’unico titolare dell’Azienda continuando una tradizione di famiglia iniziata nel 1888 dal nonno Francesco.

Giusy Mauro-1408








