La Valpolicella nelle poesie di Ernesto Bussola

Poli Cella

Poli Cella

Poli cella come a dire
tante cantine in valle
fin dall’antico quindi
qui s’è fatto vino
Pan Bacco e Sileno
erano di casa
e sulle aie i baccanali
vi si svolgevano annui
ove le Arianne e le figlie
di Lot mescevano
danzando fra fauni
ninfe e cupidi
che i dardi scoccavano
rapidi fra un banchettare
un bacio ed un sorso
ad esaltare il vivere

Ernesto Bussola - 17 settembre 2002

La terra ha un suono, un colore, una voce. Si stratificano nella Valpolicella i segni delle ere geologiche e quelli, più recenti, del lavoro dell’uomo. L’ondulato andamento delle colline, punteggiate di cipressi e di olivi, lo scuro delle forre, il verde snodarsi delle schiene dei monti che salgono con leggerezza, nell’alternarsi delle vigne e del bosco fino a farsi prato, Lessinia. Nella poesia di Ernesto Bussola - poesia di parola, poesia di immagini, dipinto - sono presenti filoni diversi: chi ha ammirato gli affreschi dedicati alla vita dei Tajapiere, o ha avuto la fortuna di leggere, di ascoltare dalla voce dell’autore le composizioni di impegno civile, le poesie politiche, i ritratti dal vero di uomini e donne di Valpolicella, chi ha avuto questa fortuna ritroverà nei lavori de “In verde e rosso di velina” la stessa ispirazione.

Il volume “In verde e rosso di velina” di Ernesto Bussola può essere acquistato presso Franco Ceradini - via Longobardi, 24 - 37029 San Pietro in Cariano (VR) - 045 7703890 - 347 2638322 .

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Pubblicato il 5 agosto 2004 in: Poesie al Vino

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