
Offrendo il vino
Non vedi le acque del Fiume Giallo
scaturire dal cielo
e scorrere rapide nel mare senza ritorno?
Non vedi nell’alta sala il lucente specchio
rattristarsi per la canizie,
al mattino fili d seta neri,
la sera sono già neve?
Per essere contenti della vita
occorre godere fino in fondo,
non lasciamo le coppe d’oro vuote alla luna!
Il talento che il cielo ci ha donato
servirà di sicuro,
per mille monete d’oro dissipate,
altrettanto torneranno.
Cuocere l’agnello, uccidere il bue,
quale piacere!
dovete tracannare d’un sol fiato
trecento coppe.
Maestro Cen e amico Danqiu,
bevete senza mai fermarvi.
Per voi intonerò una canzone,
vi prego, porgete l’orecchio, ascoltate.
Campane, tamburi e delicati cibi
poco valgono per me,
voglio piuttosto un’ebbrezza
che non abbia mai fine.
I santi e i savi sin dall’antichità
sono caduti nell’oblio,
solo dei grandi bevitori è rimasto il nome.
Un tempo banchettava il principe Chen
a Ping Le,
con moggi di vino da diecimila monete
e motteggi licenziosi e allegri.
Ospite, perché dici di avere pochi soldi,
via, va a comprare per noi.
Il mio cavallo dai fiori a cinque petali,
la mia pelliccia da mille monete d’oro,
chiama il garzone che li baratti
con del buon vino,
insieme a voi, dissiperò un’amarezza
vecchia di diecimila anni.

Giusy Mauro-1408









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