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L'altra metà della cantina

Donne e vino, ovvero un connubio di successo. Produttrici, enotecarie, sommelier e giornaliste eno-gastronomiche, sono loro che, occupando ruoli di alta responsabilità, si ritagliano uno spazio di direzione in un mondo storicamente “maschile”.

 LA VOCE DELLE DONNE DEL VINO

Donne e vino, ovvero un connubio di successo. Ebbene sì, quella che viene definita “l’altra metà” della cantina e della vigna è oggi una presenza importante nella filiera vitivinicola e nei settori confinanti con essa. Produttrici, enotecarie, sommelier e giornaliste eno-gastronomiche, sono loro che, occupando ruoli di alta responsabilità, si ritagliano uno spazio di direzione in un mondo storicamente “maschile”.

E da questa “trasformazione” positiva, nascono nel 1988 l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e le sue propaggini territoriali. Una delle più significative e vive espressioni dell’imprenditoria femminile, conta 600 iscritte, di cui il 50% sono produttrici e il restante ripartito tra le altre categorie.
Presidentessa delle Donne del Vino di Lombardia è Pia Donata Berlucchi, amministratore delegato dell’azienda agricola Fratelli Berlucchi di Borgonato di Cortefranca, testimone d’eccezione del cambiamento in atto: “l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino nasce nel 1988 in Toscana da un’idea fertile di Elibetta Tognana. Constatato che la filiera vitivinicola era in forte trasformazione e che il numero delle donne imprenditrici era in continuo aumento, propose di costituire un’associazione di donne imprenditrici, per far conoscere questa nuova realtà, per farsi conoscere e per migliorare il rapporto tra donna e vino. Del resto, forse è il caso di ripeterlo, le Donne del Vino è un’associazione di donne operative e non di simpatizzanti”.

Una sfida difficile, quella di imporsi nell’universo del vino, ma fondata: Pochi lo sanno, ma il mondo della terra è sempre stato appannaggio delle donne. Certo, il loro ruolo era nascosto, quasi invisibile, ma economicamente fondamentale. Le donne gestivano infatti l’amministrazione dei conti famigliari e aziendali. Svolgevano fin nel passato compiti imprenditoriali; erano di fatto imprenditrici. Oggi invece la visibilità è maggiore. Non solo perché le donne hanno preso consapevolezza delle loro capacità imprenditoriali, ma anche perché la loro gestione di patrimoni e aziende vitivinicole dimostra professionalità, competenza e qualità. Nella zona della Franciacorta, per esempio, le produttrici sono già 14, un numero molto alto. E questo è un successo ottenuto sul campo e da protagoniste”.

Ma il vino è anche passione e qui subentra la specificità “del femminile: “sì, esistono un’interpretazione e un racconto al femminile del vino. Al di là della sua materialità, le donne ne valorizzano la dimensione culturale, storica e affettiva. Forse, perché esiste un’affinità stretta tra la terra e la donna. In questa prospettiva, l’associazione, che si propone di veicolare una nuova cultura del vino, organizza convegni, dibattiti, corsi di aggiornamento e manifestazioni sul territorio.

Donne e vino, un rapporto nuovo e ricco, ancora tutto da esplorare: “Alle giovani che intendono avventurarsi in questo mondo, consiglio solo di ricordare sempre quell’ antico proverbio dei contadini: la terra dà e toglie, ma non tradisce mai. Soddisfazioni e rischi si mescolano. È una buona scuola di vita”.

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