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Greco di Tufo D.O.C.G.

Il vino bianco italiano più richiesto e venduto nelle enoteche e nei winebar. Dalla vendemmia 2003 questo grande bianco campano ha ottenuto il riconoscimento docg insieme al Fiano di Avellino.

E` l`arrivo di un percorso partito davvero molto lontano: infatti le origini di questo vitigno si perdono nella notte dei tempi, pare ormai certo che fu portato alla falde del Vesuvio dai Tessali, faceva parte del gruppo delle Aminee e poi coltivato con intensità dai romani nell`Ager Falernus.

La conferma dell`origine millenaria è nel ritrovamento a Pompei di un affresco che risale a quasi un secolo prima di Cristo, con una breve poesia, probabilmente di un amante respinto:

“Sei veramente gelida, Bice, e di ghiaccio, se ieri sera nemmeno il vino Greco e` riuscito a scaldarti”.

Oggi è sicuramente il vitigno irpino più antico e la provincia di Avellino tra le altre leggende annovera anche quella di un miracolo del vino: a Bonito, sembra che S. Guglielmo di Vercelli abbia mutato l`acqua in vino emulando il miracolo delle Nozze di Cana.

Il Greco è presente ovunque nel Mezzogiorno, è il principale vitigno a bacca bianca della Calabria, persino in Piemonte con l`Erbaluce in provincia di Novara.

Si narra come il bottigliere del Papa Sante Lancerio nel 1549 abbia elencato ben cinque tipi diversi di questa uva.

Ma è qui a Tufo, tra le colline che galleggiano sullo zolfo attorno al capoluogo, che questo vitigno ha trovato la sua migliore espressione, più elegante e fine senza perdere in struttura.

In particolare la zona docg, riconosciuta come per il Fiano a partire dalla vendemmia 2003, comprende i comuni di Tufo, Santa Paolina, Prata di Principato Ultra, Montefusco, Altavilla Irpina, Chianche, Petruro Irpino, Torrioni, in provincia di Avellino.

Sono da considerarsi idonei unicamente i vigneti collinari di giacitura ed esposizione adatti, con esclusione dei terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati.

La sua storia è legata alla famiglia Di Marzo, proprietaria delle miniere di zolfo che furono sfruttate soprattutto nel corso dell`800, quando Tufo divenne un importante borgo industriale, poi la Mastroberardino è stata la prima a valorizzarlo sul piano commerciale oltre gli angusti confini provinciali.

Oggi è sicuramente il bianco italiano più richiesto e venduto nelle enoteche e nei winebar secondo quanto riferito per due anni di seguito dall`Osservatorio del Salone del Vino di Torino.

Le esecuzioni classiche in acciaio, che ha sostituito la vetroresina, ne esaltano i profumi e la freschezza, ma il vitigno sembra reggere bene, meglio del Fiano sicuramente, anche il legno mentre le poche prove di spumantizzazione hanno dato risultati soddisfacenti.

Attualmente, oltre che in Irpinia, il greco è ampiamente diffuso e vinificato in purezza anche nel Sannio ma con risultati che a noi sembrano poco soddisfacenti e comunque poco continui, un po` nel Napoletano e nel Casertano mentre è quasi del tutto assente in provincia di Salerno.

In particolare il Greco sembra avere note evolutive molto interessanti dopo i tre anni dalla vendemmia, che gli consente di essere abbinato sia alla cucina tipica del territorio, pomodoro escluso ovviamente, sia a quella di mare della costa che, infine, a molti piatti di stampo internazionale.

Fonti: www.lucianopignataro.it e www.vinocampania.it

Link utili:

Consorzio Viticoltori Greco di Tufo
Tufo Città del Vino

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