Su Internet completa rintracciabilità per 900mila bottiglie certificate. Su ogni bottiglia di vino Doc dei Colli Bolognesi c’è una password che permette di conoscerne la storia, dal vigneto alla cantina. È il sistema di rintracciabilità che il Consorzio dei Vini Colli Bolognesi è tra i primi ad applicare in Italia, grazie al piano dei controlli istituiti col decreto 29 maggio 2001 che affida ai Consorzi la responsabilità verso tutti i produttori del territorio. Il sistema è stato adattato per il web dalla Neikos di Benevento.
“Una garanzia per i produttori e i consumatori - dice Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, l’associazione dei Consorzi Doc italiani - che consente di tracciare completamente il vino dalla vigna alla botte alla bottiglia: quasi il 50% della produzione Doc italiana è già sottoposta a questi controlli, per un totale di 140 milioni di bottiglie certificate nel 2004. Così si lega sempre più il vino al territorio di produzione, ponendo le premesse per la miglior valorizzazione della nostra produzione Doc e Docg, che rappresenta il 20% del vino italiano, ma il 60% del mercato in valore”.
Al convegno sulla rintracciabilità dei vini dei Colli bolognesi che ha inaugurato, a Villa San Martino di Monte San Pietro, la 13a Mostra Assaggio, il presidente del Consorzio Francesco Lambertini ha ricordato che quasi 900 mila bottiglie provenienti dai Colli bolognesi sono già state certificate e quindi rintracciabili on line: basta digitare il codice presente sulla bottiglia sul sito Collibolognesi.it
“Si può risalire fino alla vigna da cui proviene quel vino, consultare i certificati e le analisi del laboratorio del Consorzio, accreditato Sinal, conoscere i dati del produttore e il numero delle bottiglie prodotte e in un domani addirittura consultare la cartografia dei vigneti”, ha spiegato Renzo Santi, direttore del Consorzio.
Per la Regione Emilia-Romagna Valentino Bega ha detto che i vini emiliano-romagnoli sono molto cresciuti in qualità in questi ultimi anni, ma che molta strada resta ancora da fare: “I controlli sono qualche volta mal tollerati, ma necessari per garantire la massima qualità ed ancorare le produzioni al territorio d’origine”.
Maria Grazia Tovoli, dell’Assessorato all’agricoltura della Provincia bolognese, ha ricordato l’impegno della Provincia nella valorizzazione del vigneto di qualità: “Il 20% dei fondi stanziati nell’ultimo anno per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti è andato al territorio dei Colli bolognesi, per 1 milione di euro”.
Il giornalista-editore Pino Khail, direttore di “Civiltà del bere”, ha affermato che “solo 10 anni fa rintracciabilità era un termine fantascientifico e oggi è già una realtà. I controlli rigorosi servono, in particolare devono essere finalizzati a vendere meglio il nostro vino e a legarlo sempre più alla storia e alle tradizioni del territorio, che è il vero valore aggiunto della nostra vitivinicoltura nella sfida del mercato globale”.
Il ristoratore Marcello Dall’Aglio, della Locanda del Castello di Pontecchio Marconi, ha proposto di ridurre il numero delle denominazioni, oggi troppo dispersivo, e si è detto d’accordo con la proposta di Veronelli di mettere sull’etichetta anche il prezzo d’origine della bottiglia: “Così la rintracciabilità è completa e si farebbe chiarezza nella polemica sui prezzi e sui ricarichi dei ristoranti”.
Il presidente di Shopville Gran Reno, Giovanni Bergonzoni, ha annunciato nuove iniziative in collaborazione col Consorzio Vini Colli Bolognesi, in particolare la creazione di una bottiglia da 11 ettolitri (1.100 litri) di Pignoletto classico da portare in giro per il mondo: “La grande distribuzione può rappresentare un’opportunità in più per i produttori di vino di qualità, soprattutto se - come nel caso dei Colli bolognesi - sono bottiglie dall’ottimo rapporto qualità-prezzo”.
Il sistema di tracciabilità dei vini DOC Colli Bolognesi è stato portato sul web dalla Neikos di Benevento. La Neikos, è un’azienda specializzata nella creazione e gestione di siti web, affonda le proprie radici nel mondo della comunicazione, della computer grafica e della sistemistica di rete. Conosciuta a livello nazionale per la lunga esperienza e la professionalità nel campo delle nuove tecnologie, la Neikos ha oggi all’attivo più di cento clienti in tutta Italia, rendendosi autrice di prodotti e siti internet di successo, tra questi Strega Alberti, Pershing, Valsoia, Okite, Edra, il Sannio Quotidiano, Pickwick, Taglia42, Mességué, Dekra Italia, Esperya e tanti altri.
Ulteriori informazioni:
Consorzio Vini Colli Bolognesi
Via Abbazia 30/c,
Monteveglio 40050 (Bologna)
Tel. 051.6707752
Web: www.collibolognesi.it
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