
La conservazione del vino fatta con lo scopo di farlo ulteriormente affinare è un argomento non proprio semplice.
Prima di tutto va individuato il vino adatto all’affinamento e questo iniziale e fondamentale fattore non è sempre semplice da determinare.
Se prendiamo per esempio l’uva Cabernet Sauvignon si può stabilire, con buona approssimazione, che la sua capacità di affinamento è definibile, in media, fra i quattro e i venti anni, un arco di tempo piuttosto ampio. Questo significa che ci sono Cabernet Sauvignon che dopo 4 anni sono già deperiti e altri che dopo 20 anni sono in ottimo stato e possono ulteriormente proseguire il loro viaggio nel tempo.
Pertanto un vino prodotto con uve Cabernet Sauvignon non offre sempre una garanzia di conservabilità sicura. Molti sono i fattori che determinano la possibilità di affinamento di un vino, fra questi vanno ricordati la qualità dell’uva e della coltivazione, le condizioni climatiche e ambientali dell’annata e le tecniche di vinificazione.
Questi dettagli sono generalmente sconosciuti al consumatore medio, pertanto, a meno che non si conosca esattamente sia quello specifico vino sia le condizioni dell’annata, la conservazione e l’affinamento presentano una certa dose di rischio.
In questo senso sarebbe auspicabile che i produttori forniscano indicazioni nelle etichette relativamente alle potenzialità di affinamento dei loro vini. Il mito che il vino migliora con il tempo non sempre corrisponde a verità, spesso il tempo peggiora un vino irrimediabilmente, soprattutto quelli bianchi e anche quei rossi prodotti per un consumo immediato. La conclusione triste è che spesso i consumatori, proprio per seguire questa regola aurea da “veri intenditori”, finiscono per bere un vino quando è oramai troppo tardi piuttosto che apprezzarlo quando poteva offrire le sue migliori qualità.
La cantina ideale è realizzata anche tenendo conto delle preferenze personali del suo proprietario. In questo senso è opportuno stabilire le finalità della cantina prima di procedere con gli acquisti. Se la finalità è quella di avere a disposizione dei vini da abbinare ai propri pasti, è bene considerare le preparazioni culinarie tipiche della propria tavola e acquistare vini adatti. Questo significa che, per esempio, se le vostre abitudini alimentari sono prevalentemente costituite da verdure, le occasioni per aprire una bottiglia di vino rosso robusto durante un pasto saranno piuttosto scarse. Ovviamente è bene pensare anche all’acquisto di questo genere di vini perché è probabile che prima o poi, oppure ogni tanto, ci si conceda un pasto più elaborato e ricco e che richieda un vino parimenti ricco. Non da ultimo, la cantina ideale rispecchia fedelmente i gusti del proprietario, a prescindere dalle sue abitudini alimentari, pertanto saranno sempre presenti quei vini che si preferiscono maggiormente e che si consumano abitualmente.

Giusy Mauro-1408








