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Asti - Città del Vino

Asti rappresenta il centro vitale e culturale, nonché geografico, di una zona viticola ampia e importante: il Monferrato.

Vitigni:Barbera, Grignolino, Freisa, Moscato, Dolcetto

Vini a DOCG: Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Grignolino d’Asti

Asti rappresenta il centro vitale e culturale, nonché geografico, di una zona viticola ampia e importante: il Monferrato.

Formato da un sistema collinare che degrada da oriente a occidente e originatosi per uniforme sollevamento del fondo marino, il Monferrato può essere diviso in tre sottozone: il Monferrato casalese o Basso Monferrato, il Monferrato astigiano e l’alto Monferrato.

In una zona così vasta il clima varia in modo sensibile. L’alto Monferrato è caratterizzato da un clima più fresco, più ventilato e con maggiori escursioni termiche tra il girono e la notte, aspetti che lo rendono particolarmente adatto alla produzione di vini bianchi (e Gavi ne è l’esempio migliore). Il Monferrato casalese e il Monferrato astigiano godono invece di un clima più continentale, con inverni piuttosto rigidi ed estati calde e soprattutto siccitose. La piovosità complessiva è comunque buona ed è di circa 700-800mm annui, valore che colloca questa zona sugli stessi livelli del Roero e quindi un po’ più in alto rispetto alle Langhe (che tuttavia sono meno soggette alla siccità estiva).

Consigli per una visita:
Passeggiando per la città da vedere i particolari architettonici del complessivo S. Pietro, con la rotonda romanica, la chiesa quattrocentesca e il chiostro. Un tempo i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme ne avevano fatto dimora per accogliere i pellegrini sulla via di Roma. Da non perdere la Cattedrale di Santa Maria Assunta (sec. XIII). Pregevoli anche la Collegiata di S. Secondo (sec. XIII), il Palazzo Mazzetti, antica dimora dei Turco; il rinascimentale Palazzo Mazzola (sec. XVI); la Cripta ed il museo di Sant’Anastasio.

…un po’ di storia:
Costituita in Ducato sotto i Longobardi, in contea sotto i Franchi, governata in seguito dall’autorità dei vescovi, la città di Asti si affermò verso la fine del sec. XI diventando il più importante comune del Piemonte. Nel sec. XII divenne una delle più potenti città d’Italia e fu repubblica fino al 1313 quando passò agli Angioini, poi ai Visconti ed infine ai Savoia nel 1531. Nei secoli XVII e XVIII, durante le guerre di successione di Spagna ed Austria per il possesso del Monferrato, fu ripetutamente invasa e occupata. Durante il periodo napoleonico Asti divenne capoluogo del Dipartimento del Tanaro per tornare ai Savoia dopo la Restaurazione. Caratterizzata sin dal XIII secolo da una economia vivace, ricca di traffici e commerci. Tra i suoi figli più illustri annovera il grande Vittorio Alfieri.
Curiosa è la storia di una pietra che un tempo stava orizzontale in piazza del Mercato; ora si trova nell’atrio del palazzo comunale, fissata verticalmente. È una pietra preziosa. Il perché è presto detto. Il commercio era l’anima e la ricchezza della città. Asti batteva moneta, era tutto un fiorire di attività purché si rispettassero le regole. Non si poteva sgarrare. Altrimenti la condanna era quella di essere esposti alla derisione dei propri concittadini, in mezzo alla piazza principale, a sedere nudo, per battere sulla pietra della vergogna. C’è un altro simbolo che ricorre tra le mura di Asti: quello del galletto che era di monito per i cittadini, li richiamava a stare in guardia e a vigilare per la propria libertà.

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