Un antidoto alla crisi

Nonostante il boom registrato dall’enologia, qualche problema c’è.

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Un antidoto alla crisi
Nonostante il boom registrato dall’ href="http://guide.supereva.it/vino/interventi/2004/05/158278.shtml">enologia,
qualche problema c’è.

Il vino made in Italy, dopo dieci anni di vivacità, nel 2003 ha perso
il 16% nelle esportazioni, la peggiore performance dal 1986.

Le cause? Non solo la rivalutazione dell’euro, ma anche la competizione
spietata di Paesi emergenti quali Cile, Sudafrica e Australia.

Il mercato interno ha comunque tenuto, gli investimenti fissi hanno
toccato un nuovo record a 200 milioni di euro, la redditività del comparto è
ancora in crescita.

Così le aziende vinicole si attrezzano, aprendo il capitale a fondi creati ad
hoc dal mercato finanziario, oppure crescendo con fusioni e acquisizioni.

Il turismo enogastronomico deve restare l’arma vincente sui
mercati turistici internazionali
” affermaPiergiorgio Togni, direttore
generale dell’Enit, che invita gli operatori italiani a “legare le tipicità alle
ricchezze presenti sul territorio, per migliorare la difesa delle nostre
eccellenze dalla concorrenza dilagante del nuovo mercato dell’est e
dell’oriente.

Non possiamo rispondere con la concorrenza di prezzo, ma con la
qualità dell’offerta turistica enogastronomica
.”

Fonte href="http://www.jobonline.it/">www.jobonline.it

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