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Itinerari DiVini in Campania - 2

Dal Solopaca all’Aglianico del Taburno











Dal Solopaca all’Aglianico del Taburno

src="http://www.enotour.net/Itinerari/images/solopaca.jpg" align=left
border=0>Andate in direzione di Caiazzo, anche questa è una
cittadina che vanta origini antiche, ma che sfoggia, nella via principale, case
dalle facciate rococò e dove si può ammirare un castello di età aragonese. Nelle
vicinanze, nella frazione di S.S. Giovanni e Paolo, un altro esempio di
come la viticoltura campana stia accrescendo il suo patrimonio
.

Nata negli ultimi anni dal diletto di due amici amanti del vino, la
Vestini-Campagnano è diventata, grazie alla
qualità e alla quantità della produzione, una azienda a tutti gli effetti.
L’aiuto di una nostra conoscenza, Luigi Moio, ha permesso ai
proprietari di reinserire vitigni originari della zona di Caserta, il href="http://www.vinocampania.it/servizi/vinodelmese.asp?idItem=14">Pallagrello bianco e nero e il href="http://www.vinocampania.it/servizi/Informativi.asp?S=E&idMenu=178">Casavecchia, ed ottenere, da piante cresciute
sul suolo a loro congeniale, l’eccellente risultato di due rossi e due bianchi
che vi conquisteranno sicuramente nella complessità ed eleganza delle fragranze.

src="http://www.enotour.net/Itinerari/images/castelvenere.jpg" align=right
border=0>Proseguendo verso Telese, dove potrete godere dei
benefici delle sue terme, incontrerete quello che rimane
dell’antica città di origini sannitico-romane di Telesia, si tratta di
una breve pausa culturale prima di bearsi della vista dei vigneti a
denominazione di origine
del Solopaca. Il nome è dato
dal paese che troverete poco più avanti, e dove si può vedere la chiesa del 1400
di San Martino e il Palazzo Vicereale, che dal latino solis e
opaca stava forse a ricordare alcune zone infauste dove il sole non
arrivava. Vi arrivarono comunque etruschi e romani che hanno lasciato i resti di
un villaggio di palafitte nei pressi del piccolo centro medioevale di
Castelvenere dove potete assaggiare il buon risultato di
vitigni autoctoni coltivati href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2005/01/194399.shtml">biologicamente con cura e attenzione
nell’Antica
Masseria Venditti
.

Prima di risalire il corso del fiume Calore, potete decidere
di deviare un po’ più a nord per gustare anche il Solopaca e il
Sannio proposto dall’azienda href="http://www.cortenormanna.it/">Corte
Normanna
a Guardia Sanframondi. Nello
stesso paese c’è poi la possibilità, da non farsi scappare, di continuare la
degustazione del Sannio, rosso, ottenuto da uve di Aglianico, e
bianco dalla Falanghina, di cui è uno specialista, da uno dei
più stimati produttori di questo vino, href="http://www.carlodelucia.com/">Carlo De
Lucia
.

Riscendete seguendo il torrente Ianare e fermatevi nel paese
di Ponte per vedere la Chiesa Badiale di Sant’Anastasia e per
provare un primo saggio del Taburno Doc, nelle cantine
Ocone
che dal 1910 si dedica all’attività enologica. Scendiamo adesso verso
sud per una strada un po’ tortuosa che dura per 10 chilometri, ma che ci porta
alle pendici del Monte Taburno a Foglianise.
Questo piccolo centro ha il privilegio di ospitare una delle esperienze più
positive della Campania in ambito vitivinicolo: la href="http://www.cantinadeltaburno.it/">Cantina del
Taburno
.

In soli cinque anni, e dopo alterne vicende dalla sua fondazione nel 1972, la
cooperativa, proprietà del Consorzio Agrario di Benevento, è la chiara
dimostrazione di come l’impegno e lo studio (collabora con l’Università di
Agraria di Napoli) mirati ad una produzione di qualità superiore hanno dato i
loro frutti migliori. Con la guida di Filippo Colandrea e Luigi Moio, la Cantina
del Taburno ha ottenuto da piante secolari un Aglianico, il Bue
Apis
, che esprime tutto il vigore, l’intensità e l’eleganza delle sue
genitrici. L’intera gamma dei vini proposti è indubbiamente fuori dal
comune
, bianchi compresi, sia per squisitezza che per
convenienza
.

src="http://www.enotour.net/Itinerari/images/benevento.jpg" align=left
border=0>A questo punto prendetevi un attimo di tregua dalle “strade del vino”,
solo per apprezzare e memorizzare intimamente questi sapori ed essere poi pronti
ai successivi, dirigendovi verso Benevento. Anticamente si
chiamava Maleventum e ai romani il nome, che non prometteva niente di
buono, non piacque. Da allora divenne Beneventum e a giudicare dal
numero di vestigi che sono giunte a noi i romani e chi venne dopo ci si
trovarono proprio a loro agio. Risale al III secolo avanti Cristo il teatro
romano così come il Ponte Leproso, da vedere è anche l’Arco di Traiano (II sec.
d.c.). Di età longobarda sono invece le mura della città, ma non dimenticate di
visitare il Duomo medioevale, che è stato successivamente ricostruito, la Chiesa
di Sant’Ilario del 500, quella romanica di Santa Sofia e, accanto a
quest’ultima, il Museo del Sannio che conserva anche una ricchissima collezione
di reperti egizi.

I link correlati
all’argomento
· href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2005/02/199096.shtml"
target=_blank>Campania - itinerario 1 “La terra di lavoro”
(Caserta)
· href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/11/183678.shtml"
target=_blank>Campania - itinerario 3 “Le DOCG Greco, Fiano
,Taurasi” (Avellino)
· href="http://guide.supereva.com/campania_i/" target=_blank>Guida Napoli e Campania

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