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Itinerari diVini in Campania -3

Le 3 DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Taurasi.





Nella zona più aspra, i vini più “dolci”: href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/162661.shtml">Greco, href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">Fiano e href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163042.shtml">Taurasi

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alt=Benevento_vigneti hspace=5
src="http://www.provincia.benevento.it/images/upload/vigneto.jpg" align=left
border=0>Da Benevento dirigetevi senza indugio in
direzione di Avellino, ma abbandonate la strada principale
all’altezza di Pratola Serra. Il paese si sviluppa tutto
intorno ad un edificio centrale del 1700, ma la Chiesa Madre dell’Addolorata
nasconde interessanti pitture del Vaccaio, di Nicola Leone, artista della zona,
e della scuola del Giordano. Potete anche recarvi a visitare il castello del
piccolo Borgo di Serra e il dolmen nella frazione di
Casal San Michele, e iniziare ad avvicinarsi ai vini della zona
nella bella azienda di Pellegrino Musto, La Casa dell’Orco.
Nelle vicinanze, a Prata di Principato Ultra, merita una sosta
la Santissima Annunziata, una costruzione composta da basiliche paleocristiane
che insieme alle catacombe sono in parte scavate nella roccia e dove si possono
ammirare ricchi affreschi di epoca bizantina. Risalendo il corso del fiume
Sabato ecco che incontriamo href="http://web.tiscali.it/proloco.tufo/presentazione_tufo.htm">Tufo con le Grotte di San Michele di epoca
longobarda e le miniere Di Marzo, e in via Gaetano Di Marzo si trovano anche le
cantine Di Marzo scavate interamente nel tufo sotto la villa di
famiglia. Siamo nel cuore del territorio del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/162661.shtml">Greco di Tufo dove la storia e il vino sono una cosa
sola. alt=Tufo_Città_del_Vino hspace=5
src="http://web.tiscali.it/proloco.tufo/cartello.jpg" align=right
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Ricordatevi che nella seconda metà di settembre ha luogo la
Sagra del Greco, potrete partecipare anche voi alla festa e
celebrare la bontà di questo bianco squisito nel luogo d’origine. Se invece il
periodo della vostra vacanza non coincide con queste date potete rifarvi nelle
cantine di Benito Ferrara specializzato nella produzione del
Greco ottenuto da vigne in pieno suolo di denominazione. Ferrara, con una
quantità relativa, riesce a distinguersi con un vino pulito e fresco, che sa di
frutta matura e profumi floreali. Prima di scendere lungo la stretta
valle del Sabato fate un salto a vedere
Montefusco che al tempo dei longobardi fu trasformato in una
fortezza e che conserva il castello della stessa epoca che nel 1743 fu adibito a
prigione.

Avvicinandovi ad Avellino vi ritroverete a
Montefredane zona a cavallo tra le denominazioni del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/162661.shtml">Greco di Tufo e del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">Fiano di Avellino fermatevi allora nelle
cantine di Vadiaperti per assaggiare la buona qualità di
entrambi. Il terremoto che nel 1980 ha colpito la regione ha distrutto buona
parte dell’antico insediamento del capoluogo, ma il duomo duecentesco, il Museo
Montevergine src="http://www.avellinomagazine.it/foto%20sito/montevergine_file%5Cmontevergine-copia.jpg"
width=425 align=left border=0>Diocesano e il Museo Irpino sono in grado di
tenervi impegnati per una visita culturale. Se poi vi sentite ispirati, recatevi
al vicino Santuario di Montevergine dalla struttura maestosa.
Anticamente era meta di pellegrinaggio, almeno una volta all’anno, dei devoti
napoletani che riunivano parenti e amici in una lunga passeggiata tra i boschi e
le edicole della “Via Crucis”, per semplificare le cose venne poi costruita una
lunghissima e ripida funicolare. All’interno del santuario, insieme al museo
abbaziale potrà essere visitata una curiosa e ricca esposizione di presepi in
mostra permanente. Dai monaci di Montevergine potrete acquistare il
liquore Arthemis
che producono in modo assolutamente artigianale.

Passiamo sulla sponda destra del fiume Sabato per recarci ad
Atripalda che, oltre alla storia raccontata negli scavi e ai
sapori del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">Fiano ci riserva l’incontro con la celebre cantina di
Mastroberardino e con le prime degustazioni del famoso Taurasi.
Così, ai bianchi del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">Fiano di Avellino dai toni brillanti e dal
sapore vivace Antonio Mastroberardino, affianca un href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163042.shtml">Taurasi, di aglianico e piedirosso, solido ma delicato,
persistente ma elegante, che rende onore al lavoro ventennale del suo
produttore. La nostra prossima meta è Salza Irpina, ma a
Manocalzati, la deviazione è di qualche chilometro, si può
visitare il castello medioevale di San Barbato. Una volta arrivati a
Salza Irpina, dopo una doverosa visita alle cantine Di
Meo
che negli ultimi anni hanno saputo creare una buona produzione di
vini in continuo miglioramento, date un’occhiata al Palazzo Imperiale e alla
Chiesa di San Sebastiano che dal 1475 conserva un prezioso trittico ad opera di
Francesco da Tolentino. In località Cerza Grossa, vicino a
Sorbo Persico, si trova uno dei cardini del panorama enologico
non solo campani ma di tutta Italia, Feudi di San Gregorio.
L’azienda gestita dalle famiglie Capaldo ed Ercolino è riuscita ad incrementare
il territorio dei vigneti e anche la qualità, sempre ottima dei suoi vini, dai
href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">Fiano di Avellino, ai href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163042.shtml">Taurasi, dal Serpico, un rosso di solo uvaggio
aglianico di viti centenarie, ad un merlot, il Pàtrimo, che si fregia dei più
autorevoli consensi non solo in Italia, e un bianco tutto particolare, il
Campanaro, che scaturisce dall’unione di uve di fiano e di greco entrambe di
vigneti Doc.

Taurasi src="http://www.madeinnapoli.it/img/schede/tappe/taurasi.jpg" align=left
border=0>Ma addentriamoci nel cuore del territorio del href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163042.shtml">Taurasi e il vostro tour non può non
passare per il paese che gli dà il nome. Anche questo paese ha origini antiche,
e lo testimoniano il castello longobardo circondato delle mura edificate però
nel 180 a.c. dai Liguri che si erano ribellati al potere dei romani. Il vino qui
è il dominatore delle sagre paesane e il re della Festa dell’uva che si svolge
nella seconda decade di ottobre. E il vino è onorato adeguatamente nell’azienda
agricola di Antonio Caggiano anche lui testimone di come
l’imprenditorialità in campo enologico, in una terra di cui si sono spesso
ignorate le possibilità, ricompensi con risultati esemplari nel giro di pochi
anni. Tutto questo e l’aiuto di enologi rinomati (Marco Moccia
e Luigi Moio) ha consentito di creare un href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163042.shtml">Taurasi dal succoso sapore di frutti neri perfettamente
armonizzati con aromi dolci e proporzionati di spezie, tabacco, legno. Il vero
vanto delle cantine Caggiano è che anche il resto delle etichette dell’azienda,
tra cui i bianchi di href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2004/06/163046.shtml">fiano, raggiunge livelli sorprendenti.

Il nostro giro vi lascia in buone mani, e mentre decidete, o trovate il
coraggio, per tornare a casa non vi dimenticate che il senso del gusto,
anche con un solo sorso di vino, avrà il potere di farvi ripercorrere i luoghi
lungo i quali vi ha condotto
.

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