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Colori, odori e sapori del vino

Saper degustare significa scoprire un mondo di sensazioni, di emozioni e di sapori che il vino spesso nasconde.

Colori, odori e sapori del vino

Il sommelier stappa con maestria la bottiglia ordinata.

Poi alza delicatamente il bicchiere, controlla il colore in trasparenza, odora il profumo annusando con soddisfazione, e infine sorseggia con gesti studiati, aspettando il responso di ogni sua papilla gustativa.

E dopo una breve attesa rompe il silenzio con un perentorio “si”.

Chi, osservando una scena simile alla TV o magari al ristorante, non ha mai desiderato conoscere i segreti della degustazione?

Eppure, imparare si può, e non è per niente difficile.

Saper degustare significa scoprire un mondo di sensazioni, di emozioni e di sapori che il vino spesso nasconde a chi non sa, non vuole, non può apprezzarli nella giusta maniera.

Bisogna predisporsi nel modo migliore a recepire gli stimoli, a volte intensi, a volte appena percettibili, che il vino ci trasmette.

E per far questo bisogna educare i nostri organi sensori - l’olfatto, il gusto e la vista - a distinguere gli aromi soffusi, nascosti da odori intensi; ad apprezzare i sapori delicati che si rivelano solo a chi sa scoprirli; e, infine, a riconoscere le tonalità di colore più sfumate, le più piccole variazioni cromatiche nella brillantezza del vino e nei suoi variegati riflessi.

Degustare, come ci insegnano i “grandi” del vino significa, in un certo senso, predisporsi ad “ascoltare” le sensazioni che proviamo con l’occhio, con il palato e con la lingua, con il naso.

Siamo talmente poco allenati a dar retta ai nostri organi sensori che, a volte, ci capita di trangugiare un bicchiere di buon vino invecchiato come fosse aranciata.

Si può sempre fare marcia indietro.

Cominciamo col versare il nostro vino in un bicchiere incolore, di vetro liscio e a pareti sottili ma senza riempirlo troppo: il livello deve sempre essere un poco inferiore alla metà.

Controlliamo in controluce (ma alla luce naturale, perché la fluorescenza del neon potrebbe trarci in inganno) l’aspetto e il colore: un buon vino colpisce l’occhio per la sua brillantezza; il colore deve essere netto, l’aspetto limpido e senza velature.

Poi facciamo roteare con volute ampie il liquido nel bicchiere, in modo che l’ossigenazione sprigioni l’aroma del vino.

Si può passare, quindi, alla degustazione vera e propria, per verificare attentamente il sapore, il livello di sapidità, l’acidità del vino. Arbitri in giudizio, adesso, sono le nostre papille gustative: le stimolazioni dolci vengono recepite per prime dalle papille situate sulla punta della lingua, mentre i gusti amarognoli sono avvertiti da quelle situate più internamente; infine, il gusto di acido e salato viene nettamente distinto dalle papille situate nel fianco.

È quindi di grande importanza educare alla degustazione gli organi sensori mettendoli alla prova con vini diversi, e pian piano cogliere con sicurezza le differenze di aspetto, di colore, di profumo e di sapore tra vini comuni e vini millesimati, vini giovani e vini maturi, e via dicendo.

Certo, ognuno ha i suoi gusti personali, e anche tra gli esperti vi sono differenze di opinioni sulle qualità di una determinata annata o sul bouquet di un vino invecchiato; tuttavia, attraverso il metodo della diversa degustazione si cerca di stabilire un metro di giudizio universale, un parametro e un linguaggio condivisi da tutti per la classificazione e la stima del valore del vini su scala mondiale.

Un’ultima cosa, molto importante: quando, a casa nostra, vogliamo far bella figura con gli amici e offriamo loro un buon vino da degustare in compagnia, non dimentichiamo che il gusto e il sapore si possono “uccidere” o esaltare anche per effetto della temperatura ambientale alla quale il vino deve adattarsi.

Perciò, prendiamo nota del suggerimenti qui riportati:

Barbera 18/29°
Dolcetti 16/18°
Grignolo giovane 10/12°
Freisa amabile 8/12°
Malvasia 8/10°
Moscato e spumante 5/7°