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Vinitaly: musica sacra e poesie di Giovanni Paolo II

VINITALY CONFERMA IL PROGRAMMA, CHE AVRÀ GRANDE ATTENZIONE E RIGUARDO PER LA MEMORIA DI GIOVANNI PAOLO II.

VINITALY CONFERMA IL PROGRAMMA, CHE AVRÀ GRANDE ATTENZIONE E RIGUARDO PER LA MEMORIA DI GIOVANNI PAOLO II

Il ricordo della visita in Fiera del Santo Padre, nell’aprile del 1988

Il Consiglio di Amministrazione di Veronafiere, nell’esprimere il sentimento di grande commozione dell’azienda tutta, ha confermato il programma di Vinitaly 2005 (7/11 aprile) precisando che esso avrà la massima attenzione e rispetto nei confronti della memoria di Giovanni Paolo II e del momento di profondo cordoglio che la morte del Santo Padre ha suscitato nel cuore di tutti gli uomini del mondo.

Vinitaly, unitamente a Sol ed Enolitech, verrà aperto ufficialmente giovedì 7 aprile dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, On. Gianni Alemanno, e dai rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali.

I calendari dei convegni e degli incontri di lavoro rimangono invariati.

La serata, che tradizionalmente si svolge il mercoledì prima dell’inizio della manifestazione, avrà luogo regolarmente per consentire ai numerosi espositori esteri una opportuna accoglienza, ma il programma è stato modificato e prevede l’esecuzione di alcuni brani di musica sacra, del repertorio classico da parte di Antonella Ruggero e la recita di poesie, alcune delle quali scritte da Giovanni Paolo II.

Veronafiere ha un ricordo particolare del Santo Padre che, proprio dal quartiere fieristico veronese, nella sua visita ufficiale a Verona il 17 aprile 1988, incontrò i rappresentanti del mondo del lavoro, testimoniando il suo pensiero nel discorso, ancora di vibrante attualità, sul tema «La solidarietà accolta come norma morale nella produzione trasforma le opere in strumenti di servizio ai fratelli».

«Un’impresa non dovrebbe mirare a creare dei bisogni superflui per poi cercare di soddisfarli con prodotti sempre più sofisticati, causa a loro volta di nuovi bisogni – disse in un passaggio significativo del suo discorso, Giovanni Paolo II -.

Tra i beni più vicini all’«essere» dell’uomo, spiccano senza dubbio quelli necessari al suo sostentamento, come gli alimenti.

In questa città, e in questa Fiera, non posso fare a meno di riferirmi alle ben note tradizioni in fatto di produzione agricola e di tecnologie intese ad accrescerla e migliorarla.»