La Strada del Vino Costa d'Amalfi - Salerno - Campania

"... la Costiera Amalfitana trova sempre il modo di lasciarmi piacevolmente incantato: ripenso ai cancelli sull’infinito che ho visto arrivando qui a Tramonti, io li chiamo così, in realtà sono dei normalissimi cancelli poderali, ma siccome il terreno, per la forte pendenza si trova un po’ più in basso del livello stradale, l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un cancello che immette in uno spazio indefinito e infinito tra cielo e mare." Giuseppe Orefice - www.mediterraneosia.it

Inizia a far sera, quando
arrivo all’appuntamento con il presidente della Strada del Vino Costa
d’Amalfi: il sig. Salvatore Grimaldi, presso la sede della Comunità
Montana Penisola Amalfitana. Prima di accomodarmi negli accoglienti
uffici penso che nonostante le numerose curve che è necessario
percorrere per arrivarci, la Costiera Amalfitana trova sempre il modo
di lasciarmi piacevolmente incantato: ripenso ai cancelli sull’infinito
che ho visto arrivando qui a Tramonti, io li chiamo così, in realtà
sono dei normalissimi cancelli poderali, ma siccome il terreno, per la
forte pendenza si trova un po’ più in basso del livello stradale,
l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un cancello che immette
in uno spazio indefinito e infinito tra cielo e mare.

La strada del Vino

La strada del Vino Costa d’Amalfi ha seguito il medesimo destino delle
altre strade del vino della nostra regione, vedendo il passaggio dalla
fase di promozione alla fase di gestione solo nell’aprile del 2005.

Trentuno soci tra cui tutte e sei le cantine presenti in Costiera,
aziende agrituristiche, aziende agricole, aziende di produzioni
tipiche, sei tra ristoranti e alberghi (anche se il presidente
Salvatore Grimaldi vorrebbe ce ne fosse qualcuno in più per
intercettare più semplicemente i flussi turistici e spostarli dal mare
alle zone interne) infine quattro sono gli enti pubblici iscritti alla
Strada del Vino: Furore, Ravello e Scala e la Comunità montana Penisola
Amalfitana di cui Salvatore Grimaldi è assessore all’agricoltura.

La
sede della Strada del Vino attualmente è presso la Comunità Montana nel
Comune di Tramonti, la cartellonistica stradale che accompagnerà
l’enoturista alla volta delle cantine e delle aziende associate alla
Strada del vino è in via di realizzazione, mentre ancora un po’
bisognerà attendere per fare un viaggio virtuale in questo territorio,
in quanto il sito internet è ancora allo studio del consiglio
direttivo. Per quanto riguarda gli info point l’assessore Grimaldi ne
immagina due: uno a Vietri all’immissione sulla statale Amalfitana ed
uno nel comune di Furore per chi viene da Agerola o da Positano.
I
percorsi della Strada del Vino già sono stati pianificati: si parte dal
valico di Chiunzi e si va verso Ravello per giungere a Scala, in
alternativa sempre partendo dal valico di Chiunzi si può raggiungere
Maiori attraversando tutto il territorio di Tramonti, da Ravello sarà
poi possibile seguire l’itinerario che passando per Scala arriva al
meraviglioso Vallone delle Ferriere, oasi naturalistica e habitat
naturale di una felce dalle origini preistoriche, conservatasi qui per
il particolare microclima tropicale o procedere verso Amalfi per poi
giungere a Positano, ognuno di questi percorsi strabocca di scorci
suggestivi, di luoghi irripetibili che la diffusa presenza di miti
carica di suggestione. Attraversando i percorsi appena citati è già
oggi possibile far visita a molte cantine che, come ci dice il
Presidente Salvatore Grimaldi, già posseggono un elevato grado di
ospitalità e di accoglienza al turista.

La Doc Costa d’Amalfi

Il riconoscimento della Doc Costa d’Amalfi avvenuto nel 1995 è stato un
forte stimolo per gli imprenditori a qualificare i propri prodotti e
strumento utile per la promozione dei vini ottenuti da vitigni
autoctoni, nella area della Doc ricadono tutti i tredici comuni della
Costiera da Vietri a Positano. Tra i vitigni ammessi nel disciplinare
troviamo per la produzione di rossi e rosati: Aglianico, Piedirosso,
Sciscinoso, Tintore, Tronto, Serpentaria, per i bianchi: Biancolella,
Falanghina, Fenile, Ginestra, Repella e Ripolo.

Tra le esperienze significative sicuramente merita una nota: la tenacia
e pervicacia con cui la cantina Marisa Cuomo di Furore ha saputo
“costruire” un prodotto eccellente capace di conquistare prestigiosi
riconoscimento con il suo “Fior d’uva”, contribuendo così a portare il
vino della Costiera Amalfitana ben oltre i confini italiani. Altra
esperienza da citare è quella di Peppe Apicella che per non far morire
la vigna piantata dal nonno è ritornato dal Piemonte dove era emigrato
per regalarci vini dalla grande personalità. Altra cantina da visitare
è quella annessa alla casa vescovile di Ravello, nota con il nome di
Episcopio, non fosse altro per il piacere di visitare una realtà
produttiva che conta ormai145 anni dalla sua creazione e alla quale nel
tempo si è affiancata un albergo che ha ospitato celebrità del calibro
di Wagner e di Greta Garbo.

Le produzioni agroalimetari della Costiera Amalfitana

Non solo un crogiuolo di popoli, ma anche un crogiuolo di terreni, nel
vero senso della parola, infatti, esistono documenti storici che
dimostrano il fatto che i marinai amalfitani portavano qui terreni
fertili provenienti da tutti i porti del mediterraneo per poi creare i
terrazzamenti visibili oggi in tutta la Penisola, dove il vero problema
è sempre stato quello di strappare terra alle montagne, su questi
terreni la vite è sempre stata allevata a pergola in modo da sfruttare
il terreno sottostante per l’orto di casa. Tra i prodotti di questa
terra sintesi della cultura mediterranea abbiamo il limone IGP sfusato
amalfitano, le castagne di Scala, le melanzane con le quali si crea
quella meraviglia dell’ingegno umano che sono le melanzane con la
cioccolata, tipiche di questo territorio.

Il futuro della Strada del Vino Costa d’Amalfi

Tanti progetti in cantiere, tante idee da sviluppare o solo da mettere
in pratica per il futuro della Strada del Vino Costa d’Amalfi, quando
si parla di futuro il Presidente Salvatore Grimaldi diventa un vulcano
e allora prende a raccontarci dell’idea di inserire il vigneto di Villa
Rufolo, la villa che ispirò il Parsifal di Wagner e ricordata nel
Decamerone del Boccaccio, tra i vigneti visitabili nel percorso della
Strada del Vino.

L’iniziativa “il Carrello dei Formaggi” è anch’essa figlia della
granitica volontà del Presidente Salvatore Grimaldi questo progetto che
prevede di formare ristoratori e studenti degli istituti alberghieri
sulle produzioni casearie della Penisola Amalfitana, un territorio
questo che nonostante ciò che si possa pensare conta oltre 5000 capi
ovi-caprini e che nel recupero dei bovini Agerolesi, legato al
riconoscimento della DOP al Provolone del Monaco, vede un’altra
possibilità di diventare una zona di eccellenza nella produzione di
formaggi.

Altro progetto i cui lavori partiranno a giugno è la costruzione della
“Casa del Gusto” a Tramonti, una struttura pubblica in cui saranno
attivati oltre a servizi didattici formativi anche un museo e verrà
ricreato un vigneto e una mini azienda agricola in cui saranno
rappresentate tutte le eccellenze nelle produzioni agroalimentari della
Costiera al fine di far percepire ai turisti la stretta connessione tra
il mondo agricolo e quello delle produzioni di qualità.

Tanta fiducia in uno sviluppo possibile, il Presidente Salvatore
Grimaldi ci lascia con un’augurio che è insieme un’esortazione alle
istituzioni affinché diano una mano a far partire nel modo migliore le
Strade del Vino.

A cura di Giuseppe Orefice

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