Strade dei vini e dei prodotti tipici dell’isola d’Ischia

Ischia per gli antichi romani era l’isola di Enaria, l’isola del vino, l’isola in cui ogni grappolo d’uva veniva trasformato in nettare, dai sapienti mastri vinai locali. Di quell’antica sapienza oggi se ne riscopre il fascino e l’importanza, da qui partono le strade dei vini e dei prodotti tipici dell’isola d’Ischia. Giuseppe Orefice - www.mediterraneosia.it

La
strada verso la qualificazione dei vini dell’Isola d’Ischia parte già
nel 1963 con la nascita della DOC (la seconda in Italia), per cui
quando nel 2003 parte anche in Campania il progetto “Strade dei Vini”,
i produttori ischitani decidono subito di aderire costituendo il
comitato promotore che diventerà comitato di gestione nel 2005.

Attualmente le strade dei vini e dei prodotti tipici dell’isola
d’Ischia contano 15 soci: tra di loro aziende vitivinicole dalla grande
tradizione, hotel prestigiosi, aziende agrituristiche, tra gli enti
promotori oltre a tutti i comuni dell’isola anche la Provincia di
Napoli.

Tra gli associati non figurano ristoranti, per una precisa scelta
“politica” del comitato di gestione, negli oltre mille ristoranti
dell’isola a quanto ci dice il presidente della strada dei vini, Vito
Iacono non viene ancora valorizzato il prodotto locale, infatti solo il
10% dei prodotti serviti deriva dall’isola.

La qualità, non siamo i primi a dirlo, nei vini ischitani si tocca con
mano, e la qualità dell’offerta va preservata e richiesta ad ogni
associato, meglio pochi ma buoni, è una filosofia che nasce dall’enorme
sacrificio fatto dalle aziende dell’isola per migliorare l’offerta e
che non ci sentiamo di contestare , ma questo elevato livello
qualitativo raggiunto deve essere da sprone per le realtà che vogliono
adeguarsi al rispetto dei requisiti previsti, dando spazio ai prodotti
locali e divenendo così attori di uno sviluppo possibile.

Tempi brevi, anzi brevissimi, per il posizionamento della
cartellonistica e per la creazione dell’infopoint delle Strade dei vini
e dei prodotti tipici dell’isola d’Ischia, il presidente Vito Iacono
dichiara infatti di voler porre in essere questi importanti strumenti
del marketing delle Strade prima della prossima stagione balneare,
forte è anche il sostegno da parte delle istituzioni e addirittura c’è
l’imbarazzo della scelta per la localizzazione del punto informativo,
questo dovrebbe divenire anche punto vendita dei prodotti delle aziende
associate, in un ottica di autonomia finanziaria della strada rispetto
agli associati.

Una sede prestigiosa dunque dove il turista possa ritrovare l’essenza
di quel lavoro svolto nei secoli da un popolo che si sente più di terra
che di mare, nonostante da quest’ultimo sia circondato.

Tra vini e prodotti tipici alla scoperta dell’isola che c’è.

Partendo
dal presupposto che quello ischitano è un territorio maturo dal punto
di vista turistico, l’obiettivo delle Strade del Vino è quello di
attrarre l’attenzione dei turisti sulle produzioni di qualità che
l’isola può regalargli nei periodi di alta stagione e di creare gli
eventi e le attrattive nei periodi in cui la presenza turistica
diminuisce valorizzando le tradizioni locali e sviluppando itinerari
enogastronomici fruibili tutto l’anno.

Biancolella,
Forastera, Piedirosso e Guarnaccia questi i vitigni che costituiscono
la DOC Ischia, uve che la sapienza e la tenacia hanno saputo
valorizzare creando prodotti di grande pregio.
Vigneti che si
estendo dal mare fino alle pendici del monte Epomeo creano suggestivi
scorci e compongono un percorso naturale di rara bellezza.

Il vino a Ischia rappresenta ed ha rappresentato un’attività onerosa
per gli ingenti costi di gestione e la scarsa accessibilità dei
terreni, negli ultimi anni molto è stato fatto e ciò è testimoniato dai
numerosi riconoscimenti ricevuti dai vini ischitani da guide ed
esperti.

Svariate microzone e relativi microclimi hanno contribuito nel tempo a
fare dell’isola di Ischia un laboratorio a cielo aperto per i migliori
enologi che hanno così potuto ottenere vini dall’elevatissimo pregio
capaci di donare al palato sensazioni piacevolissime.

Ischia dal punto di vista produttivo è sempre stata più isola di terra
che di mare, grazie al suo terreno fertile e alle ottime esposizioni
che favoriscono non solo il vino, ma anche gli ortaggi e i legumi, ai
quali oggi sempre più spesso si abbinano i prodotti della pesca.

Il boom turistico ha fatto sì che queste produzioni lasciassero spazio
ad una rapida urbanizzazione e al relativo abbandono delle attività
originarie, molte famiglie contadine, infatti, hanno trasformato la
propria azienda in azienda turistica perdendo però il legame con il
mondo agricolo.

Ischia oltre a essere isola di terra è anche sede di grande giacimenti
culturali, basti pensare che fu il primo insediamento dei greci
in occidente, i quali appunto portarono la vite nel settimo secolo
a.C., in seguito, grandi personaggi della cultura e dell’arte hanno
avuto residenza sull’isola ne è un esempio la meravigliosa Villa
Arbusto a Lacco Ameno che fu di dell’editore Angelo Rizzoli e che oggi
ospita il museo archeologico, nel suo giardino vi si trovano le origini
della vite oltre a numerose piante provenienti dai cinque continenti.

Nel binomio cultura e vino, il futuro delle produzioni ischitane.

In un mercato sempre più globalizzato, la scelta strategica di unire le
eccellenze di un territorio appare obbligata, di questo Vito Iacono
presidente delle Strade dei vini e dei prodotti tipici dell’isola
d’Ischia è convinto, infatti, sua è l’idea di un portale internet che
racchiuda il sistema delle Strade del Vino della Campania e dal quale
si possa navigare verso i singoli territori con i relativi siti
internet, “questi dovrebbero avere – dichiara Vito Iacono –
architettura simile ed essere collegati al progetto dell’enoteca
regionale.

“Ischia
può diventare non solo una vetrina per l’intero settore, ma anche
un’osservatorio del panorama vitivinicolo regionale - continua Vito
Iacono – è importante che i produttori ischitani guardino
lontano, i vini dell’isola dunque nell’affrontare il mercato dovranno
fregiarsi del marchio isola d’Ischia, ma all’interno di un brand più
forte che caratterizzerà i prodotti enogastronomici campani.
Gli
obiettivi del presidente Vito Iacono sono chiari: migliorare le
capacità di accoglienza dell’enoturista per le aziende produttrici,
valorizzare e privilegiare il prodotto tipico per le aziende
turistiche. L’idea da comunicare al turista è semplice: “acquistando un
vino come un altro prodotto locale, oltre a portare a casa un prodotto
dall’indiscutibile valore, si contribuisce anche alla tutela di un
territorio, si partecipa alla salvaguardia di un pezzetto dell’isola
verde”.

“La strada del vino dovrebbe inoltre essere capace di creare
occupazione, formando nuove figure professionali - pensa ai mototaxi
Vito Iacono, infatti aggiunge – che gli attuali tassisti potrebbero in
futuro divenire delle enoguide-turistiche capaci dunque di informare il
turista in un’ ottica di ampliamento e qualificazione dei servizi
proposti.

Altra novità assoluta per una strada del vino è l’aver costituito un
comitato tecnico scientifico, questa struttura secondo Vito Iacono
dovrebbe essere il centro nevralgico dell’associazione, dovrebbe
mettere insieme le competenze sia nel settore enologico che del
marketing, il tutto al servizio del territorio.

Non mancano certo le difficoltà come ad esempio il crollo delle
“Parracine” i muri a secco, che oltre ad abbellire il territorio,
rappresentano per la viticoltura, ma soprattutto per l’ambiente nel suo
complesso un momento indispensabile di salvaguardia, per il loro
recupero il presidente Vito Iacono ha chiesto lo stato di calamità.

Per informazioni circa Le Strade dei Vini e dei prodotti tipici dell’Isola d’Ischia rivolgersi al Comune di Forio.

A cura di Giuseppe Orefice

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!