
Piove molto in questo venerdì di marzo, ma la
mia fantasia non deve faticare molto per immaginare questo posto in una
bella giornata di sole e nasce in me la consapevolezza di essere giunto
in un altro bellissimo posto “nascosto”, di cui la Campania per nostra
fortuna è ancora ricca . Il mio stupore si rinnova
ogni qualvolta, senza necessariamente fare molti chilometri, giungo in
un posto dove il colore prevalente è ancora il verde, anziché il grigio
del cemento al quale sono abituato e giungendo alla Fattoria Prattico
per intervistare il dott. Claudio Prattico, presidente delle Strade del
Vino in Terra di Lavoro, non vedo altri colori, solo verde, verde a
perdita d’occhio, mi basta questo per dimenticare il cattivo tempo.
L’esperienza
delle Strade del Vino in Campania è partita nel 2001 con la formazione
dei comitati promotori che nel corso del 2005 sono diventati comitati
di gestione, passando dunque alla piena operatività di queste
associazioni di imprenditori, uniti dalla volontà di fare sistema per
creare uno sviluppo compatibile con le reali vocazioni della nostra
regione.
Il dott.
Claudio Prattico sin dai tempi del comitato di gestione svolge il ruolo
di Presidente delle Strade del Vino in Terra di Lavoro: la strada dal
territorio più vasto tra quelle sinora presentate da Obiettivo.
L’esperienza
delle Strade del Vino nella nostra regione ha contribuito a creare un
nuovo modo di fare impresa, mettendo al centro dello sviluppo di un
territorio gli imprenditori che, per la prima volta in forma associata,
si impegnano nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi
offerti ai turisti. Questa cultura dello stare assieme, del tutto nuova
per il modo di condurre le nostre realtà produttive, se da un lato ha
contribuito alla crescita di molte realtà che hanno saputo farsi strada
nell’ambito delle produzioni di qualità, dall’altro ha evidenziato la
difficoltà degli imprenditori di rendersi protagonisti, dedicando tempo
e risorse ad un progetto come quello delle Strade del Vino che può fare
da catalizzatore per lo sviluppo di territori che tuttora hanno qualche
difficoltà nell’intercettare i grandi flussi turistici.
Del resto
la legge che ha istituito le Strade del Vino parla chiaro: le
amministrazioni pubbliche hanno un ruolo decisivo nella fase di start
up di queste associazioni, ma queste nel più breve tempo possibile
devono costruire la loro autonomia sia da un punto di vista
organizzativo che finanziario.
Il dott. Claudio Prattico, inoltre, ci tiene a sottolineare come la sua
esperienza da presidente delle Strade del Vino in Terra di Lavoro e il
lavoro stesso degli imprenditori sia messo a dura prova da vecchi modi
di fare politica legati purtroppo ancora a logiche di convenienza. Le
difficoltà vissute nell’ambito delle piccole amministrazioni locali si
contrappongono però alla serietà e alla professionalità espressa dai
funzionari della Regione Campania cui va la stima e la lode di Claudio
Prattico per il lavoro fatto nell’ambito del progetto Strade del Vino.
Le potenzialità
La parola potenzialità non piace molto al dott. Claudio Prattico,
troppe volte se ne sente parlare e troppe poche volte queste si
tramutano in fatti concreti, restando perciò nella maggior parte dei
casi inespresse.
In un territorio vasto come quello della Provincia di Caserta ancora
molto deve essere fatto per la valorizzazione di quelli che possono
diventare gli attrattori di nuovi flussi turistici e per questo è
intenzione delle Strade del Vino in Terra di Lavoro di fare in modo che
l’enorme massa di turisti che passa in questo territorio si fermi per
goderne arte, cultura e tradizioni.
Mi fa un esempio il Presidente Claudio Prattico, raccontadomi di un
produttore della zona che nei giorni scorsi si era recato a trovarlo
portandogli in omaggio un pezzo di “caso peruto”, un formaggio di
queste zone impreziosito con timo e pepe nero; la bontà e la fraganza
di quest’ultimo erano “da commuovere” a dire del dott. Prattico.
Dal binomio arte e gastronomia può davvero nascere un’esperienza unica
per il turista che sceglie la provincia di Caserta.
L’anfiteatro di Capua, il centro storico di Sessa Aurunca, il mare
devono essere tra i punti di forza dell’offerta turistica in Terra di
Lavoro dove molto si sta facendo anche nella valorizzazione e nella
creazione di proposte culturali di grande interesse come per
l’esperienza di Teatri di Pietra, manifestazione che si svolge negli
anfiteatri romani della provincia di Caserta.
La natura, infine, offre in questo territorio la possibilità di
svolgere attività di trekking ed escursioni piacevolissime: il
comprensorio del Matese, i percorsi naturalistici tra i monti Frascara
e Sant’Antonio nei pressi di Galluccio, l’oasi naturalistica del Lago
di Falciano sono solo esempi di tutto il bello che c’è ancora da vedere
in questa provincia.
Le DOC
Le DOC espresse da questo vasto territorio sono Asprinio, Falerno e Galluccio.
L’Asprinio è un vino unico che parla di sé, Mario Soldati lo definì “il
più secco tra i secchi” e in questa caratteristica deve ritrovare la
forza della sua lunga tradizione.
E’ affettuosamente denominato “il vino più alto d’Italia” per l’usanza
di coltivare la vite sulle cosiddette “alberate aversane” e cioè
abbarbicata fino all’altezza di 15 metri ai pioppi che fanno da tutori.
Del Falerno molto è stato scritto, più degli altri deve il suo successo
ad una sapiente azione di collegamento alla sua storia, ma secondo il
dott. Claudio Prattico deve riscoprire anche un maggiore legame al
territorio, trovando in questo modo ulteriori spinte propulsive per la
sua definitiva affermazione sulle tavole di tutto il mondo come
meriterebbe, facendo forza sulla sua indubbia qualità, senza incorrere
nel rischio di stancare il consumatore con riferimenti di tipo storico.
La DOC Galluccio è la più giovane tra le tre, anche se come zona di
produzione è antica quanto le altre. Le colline del gruppo vulcanico di
Roccamonfina infatti da secoli sono vocate alla produzione di vino, ne
è una prova il Porto di Mola un sito romano risalente al 2 secolo a.c.
sui cui pontili venivano caricate le anfore vinarie. Il Galluccio è
prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso e Rosato e rappresenta bene con
la sua delicatezza e i suoi profumi l’instancabile lavoro delle genti
di queste parti.
La provincia di Caserta è tra le più attive nella riscoperta e nella
promozione di vitigni autoctoni e in questa scelta il Presidente
Claudio Prattico crede molto e riconosce ai produttori il merito di un
ottimo lavoro in questa direzione, senza però per questo tralasciare un
esortazione a fare ancora di più nella ricerca della tipicità.
L’ingresso di enologi di grande prestigio all’interno delle case
vitivinicole di Terra di Lavoro ha da un lato contribuito
all’affermazione sul mercato dei vini del Casertano, dall’altro
ha portato ad ottenere prodotti dal gusto internazionale, discostandosi
in alcuni casi dal discorso sulla tipicità.
Il territorio
Asprinio a sud, Falerno ad ovest e Galluccio all’estremità nord della
provincia di Caserta: questa disposizione ha facilitato il compito di
chi, insieme al dott. Prattico, ha curato la realizzazione dei futuri
percorsi turistici delle Strade del Vino in Terra di Lavoro; la via
Domiziana, l’Appia e la Casilina saranno le principali strade di
collegamento tra le aziende aderenti alle Strade del Vino, da queste
dipartiranno una serie di percorsi secondari che condurranno il turista
nel cuore pulsante della produzione vitivinicola.
Le strade del vino in Terra di Lavoro avranno delle Porte d’ingresso
principali ed ogni DOC avrà una porta d’ingresso a sud ed una a nord
del relativo territorio di competenza.
La cartellonistica dovrebbe essere realizzata entro la prossima estate,
la sede attualmente è presso la Camera di Commercio di Caserta, mentre
per quanto riguarda gli info point il Presidente Claudio Prattico ha
registrato la disponibilità di vari sindaci. In particolare
disponibilità ad ospitare gli info point è stata offerta dalla Comunità
Montana Monte Santa Croce ed il Comune di Rocca d’Evandro ha messo a
disposizione una sala nel castello o in alternativa un locale
all’interno della casa comunale; si spera inoltre che un espositore con
il materiale informativo delle Strade del Vino sia posto all’ingresso
della Reggia di Caserta.
Ha le idee chiare anche sul sito internet delle Strade del Vino in
Terra di Lavoro il dott. Claudio Prattico: partire bene. Raccoglie
l’idea lanciata da Vito Iacono, presidente delle Strade del Vino
dell’Isola d’Ischia, proprio dalle pagine di Obiettivo di creare un
grande portale delle Strade del Vino della Campania dal quale, poi,
navigare nelle pagine delle 10 strade del vino della nostra regione, un
sito internet dai contenuti dinamici che dialoghi con il turista.
Hanno una marcia in più le Strade del Vino in Terra di Lavoro, infatti
esse sono costituite da 45 aziende in prevalenza vitivinicole che
operano nel settore da diversi anni e che quindi hanno imparato a fare
dell’ospitalità una grossa opportunità di marketing del territorio e
dei prodotti aziendali. Un ulteriore sforzo andrebbe fatto, ci dice il
dott. Claudio Prattico, per migliorare la “cultura
dell’ospitalità” degli addetti, gli si deve far comprendere che per il
turista la prima impressione è fondamentale nella formazione del suo
giudizio.
Gastronomia
In un territorio dove la Mozzarella di Bufala rappresenta la punta di
diamante vanno affermandosi altri prodotti quali: la carne di bufala
che più volte è stata presentata dai ristoratori casertani, l’olio
extra vergine d’oliva che sta vivendo una nuova giovinezza, in virtù
anche del lavoro del Prof. Sacchi dell’Università di Portici il quale,
grazie alla collaborazione di aziende quali Badevisco, Marulli ed altri
e alla disponibilità dei frantoiani, ha saputo produrre un olio che
attualmente ha buone speranze di ottenere il marchio DOP dalla Comunita
Europea. Da citare, inoltre, tutti i formaggi caprini dell’alto
casertano e della zona del Falerno che stanno emergendo anche se tra
mille difficoltà di una legislazione pensata per le grandi produzioni,
le castagne di Roccamonfina assieme alle ottime produzioni che da esse
derivano, il miele ed un prodotto nuovo ma originale come le peschiole.

Giusy Mauro-1408








