«Quando gli dei camminavano per strada». Con questa celebre affermazione il filosofo neoplatonico Plotino volle ricordare che un tempo, nel corso della favolosa Età dell’Oro, gli uomini erano dei e gli dei erano uomini, senza alcuna distinzione. Poi, con l’avvento della decadenza e del tramonto dei valori supremi, gli dei si ritirarono nell’Olimpo e agli uomini non rimase altro che rimpiangerli e venerarli. Ma gli dei, ogni tanto, mandavano loro segnali, cenni, fuggevoli prove della loro presenza, affinché gli uomini potessero continuare ad adorarli.
Quando ho deciso di presentare all’interno di questa guida due dei più famosi e osannati vini al mondo prodotti dalla leggendaria Tenuta San Leonardo situata nel territorio di Avio, nel cuore del Trentino, mi è tornata alla mente proprio quella celebre parabola plotiniana, perché parlare del “San Leonardo”, uno straordinario taglio bordolese, e di “Villa Gresti”, ottenuto con uve di Merlot e Carmenere, significa che ogni tanto gli dei dell’Olimpo continuano a donare a noi comuni mortali segni della loro presenza e a omaggiarci con i loro incomparabili doni.
Sì, perché questi due vini, a cominciare dal “San Leonardo”, rappresentano un punto fermo, una pietra miliare della storia dell’enologia e della viticultura, e non solo italiane. È come quando la storia lascia il passo alla leggenda, quando il mito subentra alla quotidianità delle cose. Ebbene, quando si parla di questa tenuta e dei suoi eccelsi prodotti vitivinicoli, la quotidianità e la storia lasciano spazio alla leggenda, al mito. Questa tenuta, che vanta quasi trecento ettari, è di proprietà dei Marchesi Guerrieri Gonzaga, che la possiedono dal XVIII secolo, tramandandosi di generazione in generazione l’onore e l’onere di continuare questa straordinaria tradizione.
Attualmente a capo della prestigiosa azienda familiare ci sono Carlo Guerrieri Gonzaga e il figlio Anselmo (nella foto a fianco), che continuano a garantire una produzione fatta di assoluta eccellenza, a cominciare dai vigneti, che si estendono al sole e che si susseguono alternando le alte e dense pergole, tipiche dell’antica tradizione trentina, con i più bassi filari a Guyot, per continuare nelle cantine della tenuta, dove il vino ottenuto viene lavorato secondo un’antichissima tradizione artigianale, perpetuando una tradizione d’invecchiamento in botti e botticelle di pregiato legno di rovere, seguito da un lungo affinamento in bottiglia, sempre ad una temperatura costantemente controllata.
Ma ora è tempo di lasciare la parola al Marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga, come si vedrà nella prossima parte, che ho avuto modo d’intervistare.

Andrea Bedetti








