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Rocca delle Macìe: rispetto per il territorio e per le sue uve - Prima parte

Coniugare una vasta produzione, fatta di quasi venti etichette e di un numero consistente di bottiglie prodotte ogni anno, con una qualità altissima e sempre attenta, è una sfida ardua da affrontare, perché spesso e volentieri la coperta può risultare troppo corta, privilegiando inevitabilmente la quantità a discapito della qualità.

Insegna della casa vitivinicola toscanaConiugare una vasta produzione, fatta di quasi venti etichette e di un numero consistente di bottiglie prodotte ogni anno, con una qualità altissima e sempre attenta, è una sfida ardua da affrontare, perché spesso e volentieri la coperta può risultare troppo corta, privilegiando inevitabilmente la quantità a discapito della qualità. Un rischio, questo, che non si può correre quando si parla dei vini che vengono prodotti da “Rocca delle Macìe”, un’azienda giovane e dinamica che in poco più di un quarto di secolo è riuscita ad affermarsi come una delle realtà più importanti e significative nel panorama della viticoltura toscana. Un’azienda nata appena nel 1973, quando Italo Zingarelli decise di coronare il sogno della sua vita, acquistando la tenuta “Le Macìe”, con circa ottantacinque ettari di cui solo due coltivati a vigneto, per dare vita a un’azienda vitivinicola nel cuore del Chianti Classico.

La famiglia ZingarelliCinque anni dopo ci fu la prima vendemmia immessa sul mercato nazionale ed estero, che ottenne fin da subito un largo consenso tra il pubblico. Fortunatamente, l’amore e la passione per le vigne e le cantine furono tramandate da Italo Zingarelli ai figli Fabio, Sandra e Sergio. Nel 1985, quest’ultimo iniziò dapprima a lavorare con il padre, occupandosi della rete distributiva mondiale e poi, quattro anni più tardi, affiancato dalla moglie Daniela (che vediamo con il marito e i loro figli), assunse la guida dell’azienda. Da quel momento, Sergio Zingarelli ha consolidato e sviluppato l’azienda paterna grazie a vini che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti sia in Italia, sia all’estero.

l'emblema dell'azienda vitivinicolaOggi “Rocca delle Macìe” dispone di circa seicento ettari di cui oltre duecento coltivati a vigneto e ottanta a oliveto, suddivisi tra le sei tenute di proprietà: Le Macìe, Sant’Alfonso, Fizzano e le Tavolelle nella zona del Chianti Classico, Campomaccione e Casamaria in Maremma, nella zona del Morellino di Scansano. La storia di “Rocca delle Macìe” è sempre stata caratterizzata da un solido rapporto con il territorio da un lato e dall’innovazione e dalla ricerca volte al miglioramento della qualità dall’altro. Inoltre, un team di enologi e cantinieri si occupano di tutti i vari aspetti della catena produttiva, partendo dalle vigne fino ad arrivare alle cantine. Queste ultime sono state ampliate e rimodernate nel corso degli anni e oggi sono dotate di avanzate tecniche di fermentazione per il controllo dei mosti e di moderni vasi vinari per la maturazione e l’affinamento. Infine, non si deve dimenticare la vocazione turistica di qualità intrapresa dalla famiglia Zingarelli, che nel 1984 acquistò la fattoria di Fizzano, costituita da un borgo risalente all’XI secolo e da più di sessanta ettari di terreno in piccola parte già vitato e considerato fin da allora particolarmente vocato per la viticoltura. Dagli edifici del borgo è stato ricavato anche uno splendido relais centro dell’ospitalità di “Rocca delle Macìe”.

Ma è tempo, come si vedrà nella prossima parte, di lasciare la parola allo stesso Sergio Zingarelli, che ho avuto modo d’intervistare a proposito di questa interessante realtà vitivinicola toscana.