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L’arte di bere e di mangiare sulla “Perla del Lago di Como” - Prima parte

È arrivato il momento di andare in ferie, di lasciare le città e il lavoro, per riversarsi sulle spiagge, sui monti e anche sulle rive dei nostri laghi, soprattutto quelli lombardi che, di anno in anno, stanno incrementando le presenze di turisti e visitatori, soprattutto quelli stranieri.

La Perla del Lago di ComoÈ arrivato il momento di andare in ferie, di lasciare le città e il lavoro, per riversarsi sulle spiagge, sui monti e anche sulle rive dei nostri laghi, soprattutto quelli lombardi che, di anno in anno, stanno incrementando le presenze di turisti e visitatori, soprattutto quelli stranieri. Un successo che, in un momento di crisi perdurante come quello che stiamo affrontando, dev’essere mantenuto e possibilmente ampliato dalle strutture ricettive, anche grazie all’offerta enogastronomica nei locali che si affacciano sulle rive lacustri. Da qui l’importanza di quei luoghi di ristorazione che, oltre ad offrire un incantevole panorama sul lago, mettono a disposizione di clienti italiani e stranieri una carta di vini e un menu all’altezza della situazione, privilegiando la filosofia della “qualità” delle materie prime, della lavorazione e delle etichette, a quella della “quantità” dei coperti e della “catena di montaggio” enogastronomica.

Lo chef nel ristorante varenneseSul Lago di Como, per esempio, si trova una delle località più belle e incantevoli, Varenna (nella foto sopra), che si trova sulla riva orientale, davanti alla punta di Bellagio e di fronte a Menaggio. Un luogo che a fronte dei suoi ottocento abitanti nel corso del periodo invernale, vede aumentare la sua popolazione perfino a diecimila persone durante la stagione invernale. Una massa di visitatori che, il più delle volte, si accontenta di un turismo “mordi e fuggi” o, nel nostro caso più specifico, “mangia, bevi e fuggi”, anche se non mancano punti di ristorazione che permettono a clienti italiani e stranieri più esigenti di assaporare meglio buoni vini debitamente accostati a piatti della tradizione regionale o nazionale. Come nel caso di due ristoranti, “Il Cavatappi” e “La Vista”, quest’ultimo ospitato all’interno dell’“Albergo Milano”.

Il ristorante di Mario a VarennaCominciamo dal primo. Situato vicino alla piazza principale del piccolo borgo lacustre, “Il Cavatappi”, gestito dallo chef Mario (che vediamo nella foto sopra all’interno del ristorante), è davvero un locale minuscolo, con meno di quindici coperti (quindi bisogna rigorosamente prenotare durante la stagione estiva, soprattutto per la cena), capace in compenso di creare un’atmosfera deliziosamente intima. Per ciò che ci riguarda, la lista dei vini propone, tra l’altro, degli ottimi bianchi, come lo Chardonnay “L’Angelica” del Podere Rocche dei Manzoni (strepitoso, soprattutto se accompagnato con il delicato petto d’anatra all’arancia preparato dal buon Mario), mentre tra i rossi svettano, oltre ai “canonici” “Sassicaia” e barolo “Cannubi Boschis”, etichette interessanti quali uno “Sforzato” (la Valtellina è a un passo) di Sandro Fay e un Pinot Nero di S. Michael Appan, tra i migliori dell’Alto Adige per ciò che riguarda il rapporto qualità/prezzo. Due vini che si sposano a meraviglia con il filetto di maiale in salsa di parmigiano e liquirizia creato da Mario nel suo ristorante (nella foto).

Ed ora, nella prossima parte, andiamo a parlare del ristorante “La Vista”, che si affaccia meravigliosamente sul lago comasco.