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Un esempio di tradizione e innovazione (prima parte)

Non mi stancherò mai di ripeterlo: la crisi attuale, nel mondo del vino (ma non solo), si può combatterla soprattutto facendo leva sulla nostra tradizione, intesa come una preziosa esperienza che non deve mai essere abbandonata, unita alla moderna tecnologia.

Il logo della casa vitivinicola venetaNon mi stancherò mai di ripeterlo: la crisi attuale, nel mondo del vino (ma non solo), si può combatterla soprattutto facendo leva sulla nostra tradizione, intesa come una preziosa esperienza che non deve mai essere abbandonata, unita alla moderna tecnologia, indispensabile per affrontare la spietata concorrenza, a cominciare da quella estera. Nel settore delle nostrane aziende vitivinicole, da alcuni anni c’è una realtà veneta, la Guerrieri Rizzardi di Bardolino, che sta portando avanti la filosofia che ho sopra ricordato, ossia puntando sulla tradizione senza mai disgiungerla dall’innovazione. Lo fa con una mirata e lungimirante politica aziendale, basata sul recupero e l’esaltazione della tradizione familiare e sull’applicazione di questa “saggezza” produttiva attraverso un processo tecnologico sempre attento e mai invadente.

L'azienda di BardolinoSe adesso torno a parlare di questa casa vitivinicola è perché ho avuto modo di assaggiare ultimamente due suoi vini, l’Amarone Villa Rizzardi 2005 e il Castello Guerrieri Rosso 2007. Se l’Amarone è un classico di Guerrieri Rizzardi, contrassegnato da un imbattibile rapporto qualità/prezzo e dal fatto che si tratta di un vino con il quale si può tranquillamente pasteggiare, senza relegarlo nel settore di quelli da meditazione (un’etichetta questa che spesso e volentieri si affibbia a quei vini che non possono essere accostati a piatti, tanto sono elitari e “impossibili”), il Castello Guerrieri Rosso rappresenta un vino che ha una storia e una tradizione (appunto!) che merita di essere narrata.

I vigneti a BardolinoIl Castello Guerrieri Rosso è un igt ottenuto da uve appassite di Corvina, Merlot e Rondinella dei vigneti di Bardolino (che vediamo nella foto), e si tratta di un vino che nacque per volontà di Giuseppina Guerrieri Rizzardi (1873-1967), figura leggendaria d’imprenditrice, la quale desiderava ottenere dai suoi possedimenti un vino degno di occasioni importanti. Solo una minuziosa selezione delle uve e un appassimento di queste, che rendesse più strutturata e corposa la tipica gradevolezza dei vini della regione, avrebbe potuto assicurarle un risultato finale all’altezza. La produzione di questo vino ha preso inizio nel 1985 e, ancora oggi, le uve sono selezionate vigna per vigna e riposte per l’appassimento in piccole cassette di legno per circa tre mesi.

E adesso, nella prossima parte, andiamo a esaminare i due vini in questione.