Premetto con questo primo articolo che l’argomento “tempo: realtà o illusione” è molto complesso, pur se affascinante, per cui avrete bisogno di molti interventi prima di poter comprender bene cosa esso rappresenta, iniziamo:
Il tempo che si è abituati a considerare è dato dal movimento che viene esercitato nello spazio, sia esterno che interno (nel flusso dei pensieri).
Nel primo caso consideriamo tempo quei minuti od ore che passano per spostarsi da un punto all’altro nello spazio o per far qualsiasi cosa.
Nel secondo caso consideriamo i minuti che passano nel pensare prima ad una cosa, poi ad una seconda cosa, ancora ad una terza cosa ecc., in una progressione lineare.
Quindi il tempo lo crea la mente che per la sua attenzione limitata, passa in rassegna una dopo l’altra le situazioni della vita all’interno dei suoi pensieri (riflessioni, idee, ricordi ecc.), muovendosi tra di loro, appunto il tempo è dato dal movimento impiegato.
Allora alla luce di ciò il movimento non è del tempo ma è della mente che riflette davanti a sè come effetto dello stesso quello che chiamiamo tempo, ma la mente sia per la consapevolezza di tale movimento sia soprattutto per il flusso dei pensieri attua realmente un movimento?
Cioè si muove o muove qualcosa per prender coscienza di quanto ci capita nell’esercizio di ogni momento di vita?
Riflettiamoci un pò……! Quando si percepisce una sensazione fisica (uno dei 5 sensi) sono i limiti della nostra attenzione che ci danno l’impressione che percepiamo una volta un suono, un’altra un odore ed in un’altro momento il contatto della sedia in cui siamo seduti, ma in realtà sappiamo che tuttte queste sensazioni possono avvenire nello stesso istante!
Quindi se la nostra attenzione fosse più ampia non avremmo l’apparente percezione del passare del tempo tra una sensazione e l’altra.
Qualcuno potrebbe dire: “ma tra quanto percepiamo alle ore 16 e quanto percepiamo alle ore 17 passa un’ora, non possiamo affermare che siano avvenute nello stesso istante”.
Invece è così poichè l’ora trascorsa è sempre data da una attenzione limitata che ha bisogno di secondi o minuti per appurare in consapevolezza ogni sensazione, permettendo così la percezione deformata di un tempo che scorre e siccome questo accade per tutti, abbiamo quello che si potrebbe chiamare il tempo esterno.
Inoltre poi, siccome l’attenzione di qualcuno può essere più ampia di qualcun altro, si crea quello che chiamiamo il tempo interno.
Infatti tutto ciò lo potete appurare subito con una semplice tecnica di “attenzione piena” ai 5 sensi, quando la fate visionate l’orario prima e dopo e vi renderete conto come il tempo interno raddoppierà, triplicherà od ancor di più rispetto a quello esterno.
Dopodichè vi sarà più facile comprendere che se la vita scorresse attraverso un’attenzione più ampia, il vostro tempo rallenterebbe, mentre “fuori” continua ad essere lo stesso pur se nel confronto è più veloce.
E’ palese che se il tempo esistesse come crediamo esista non potrebbe rallentare od accelerare, in quanto esso dovrebbe essere unico e cioè solo la divisione di tutto ciò che accade in una scala temporale fatta di tanti secondi (tempo minimo per percepire qualcosa in consapevolezza) durante i quali percepiamo la vita.
In realtà non è il tempo che si muove, esso rimane fermo, ma siamo noi a muoverci, per cui se rallentiamo, il tempo appare accelerato, se aumentiamo la velocità lo stesso appare rallentare.
Infine se noi riuscissimo a non identificarci come “persona” con la mente ma con lo spirito, noteremmo ancor di più l’illusione temporale.
So di non esser stato esauriente ma seguitemi perchè ne parleremo ancora.

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