
Quando si parla dell’anima, ci spostiamo su di un piano diverso da quello consueto del corpo.
Infatti l’errore solito che si fa è quello di pensare che qualsiasi cosa ci riguardi sia solo di ordine materiale, per cui ci resta sempre più difficile comprendere ciò che non lo è.
L’anima ha bisogni diversi dal corpo ma che potremmo chiamar similari, tra questi il nutrimento.
Dobbiamo pensare che se nutriamo il corpo, allo stesso modo bisogna nutrire l’anima..
Questa ha necessità di cibo spirituale. Cosa può nutrire l’anima, facendola crescere, rinforzandone le difese, migliornadone le capacità?
Un cibo che sia buono: l’esercizio della carità!
Questa va intesa bene, nel senso che non va confusa con l’elemosina, con l’essere buoni solo per debolezza, con l’incapacità di entrare in comunione con le altre anime.
Carità è amare Dio presente in ogni creatura da lui creata! Come? Innanzi tutto, se trattasi di creatura umana, dando nutrimento ai suoi bisogni per il corpo e sopratutto alla sua anima.
Inoltre essa ha mille sfaccettature nel pieghe del suo esercizio:
- colloquio d’amore con Dio
- sacrificio per le rinunce del nostro egoismo
- conoscenza dell’amore di Dio
- pazienza, dolcezza e generosità per tutti
- umiltà che agevola ogni benvolenza
L’approviggionamento di tale cibo deve essere quotidiano, come facciamo per il corpo!
Non trascuriamo il corpo quando è affamato perchè siamo abituati agli stimoli che la fame dà, ai languori di stomaco ecc., allora impariamo a riconoscere i languori dell’anima.
L’anima ad un ascolto “raffinato ed attento” fa percepire con segni d’insoffernza, di vuoto interiore e d’inappagamento, che le nostre giornate sono senza valore se le manca il giusto nutrimento.
Se ci dedichiamo al lavoro, alla famiglia, allo studio, alle nostre ambizioni ed alle relazioni sociali, ma facciamo il tutto trascinandoci, con duro sforzo, il motivo va visto nella mancanza d’amore che vi è in queste cose, spesso scarsa è sia la quantità che la qualità dello stesso.
Come è possibile trascurare di cibarsi quotidianamente di una così grande “potenza” come l’amore?
La risposta vi sembrerà banale ma è molto centrata: è possibile perchè da troppo tempo, ormai, la nostra anima è a digiuno, langue senza la forza neanche di riconoscer più che deve nutrirsi.
Quindi prendiamo spunto dall’enorme buco interiore che ci portiamo dentro e che spesso addebitiamo solo al nostro mondo psicologico mentre invece riguarda l’anima. Cominciamo ad amare, cioè a nutrirci con l’amore e vedremo subito come reazione diretta i primi segnali di “appagamento” interiore, questi non li dovremo considerare esaustivi ma solo indicazione che abbiamo invertito la nostra rotta d’indifferenza al nostro mondo spirituale.
Indifferenza che nasce spesso dalla scarsa conoscenza dello stesso.
Un altro forte segnale che stiamo veramente nutrendo l’anima è la pace che sentiremo dentro e dinoltre l’affievolimento del nostro turbamento interiore che invece spesso è continuo, percepiremo una serenità avulsa dalle inumeroveli problematiche che la vita ci pone davanti.
In una parola assaporeremo la “felicità” vera!

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