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Perchè parlare con Dio

Vediamo l'importanza del parlare a Dio nella nostra vita

Cosa facciamo quando parliamo con Dio? Parliamo con la nostra mente e col nostro cuore (anima) a Dio perchè crediamo ci ascolti, ma cosa effettivamente mettiamo in moto?

Un’intenzione che non è da confondere col desiderio che la mente appone alle cose della vita con l’emotività dell’attaccamento egoistico, un’intenzione che altro non è che la fusione del pensiero con l’azione, cioè fermare il lavoro della mente (pensiero, calcolo, razionalità) facendo agire direttamente la parte migliore di noi (il seme divino che nel frattempo avremo curato..) cioè quella forza d’amore che abbiamo, fin lì, costruito in noi.

Quindi per schematizzare, gli elementi del colloquio sono:

pura intenzione

amore

la forza del credere

Un colloquio fatto di pura intenzione e non di desiderio (quello che antepone sempre la soddisfazione del proprio egoismo) è molto produttivo di effetti reali, sia se vertono una richiesta, sia se vertono un ringraziamento, sia se vertono un nostro proposito.

Il nostro colloquio con Dio deve essere chiaro e limpido, con esso dobbiamo esprimere e dimostrare che iniziamo già ad essere ciò che chiediamo o abbiamo intenzione di essere.

Infatti quando chiediamo che il Signore ci aiuti, dobbiamo già attivare (iniziando da quel momento, nell’adesso) una dinamica trasformazione verso ciò che chiediamo, per il fondamentale principio di coerenza a quanto chiediamo, tutto il nostro essere deve realmente operare (intenzione: pensiero ed azione fusi insieme) in base a quanto richiesto e per far ciò deve innanzitutto credere che ciò sia possibile.

Il tutto, per avere un senso, deve essere condito da amore, per cui non possiamo chiedere o esprimere l’intenzione di essere qualsiasi cosa che amor non sia!

Quindi dobbiamo già essere ciò che chiediamo a Dio (considerandola cosa già presente in noi, pur se in embrione) e se percepiamo (intuito, illuminazione) che quella non è conforme alla sua volontà od al suo progetto su di noi, allora chiediamo ancora più luce per poter comprendere come adeguare le nostre richieste ad esso.

Inoltre, ripetere i colloqui ha due importanti azioni:

una è quella di rinnovare ciò che esprimiamo attraverso l’ esercizio delle nostre (buone intenzioni) richieste o dei nostri propositi;

un’ altra, in particolar modo per le richieste, è quella di “affinare” il nostro ascolto (percezione) di Dio circa la sua risposta;
Se, ad esempio, chiediamo una cosa che egli ci sostituirà con un’altra migliore, per poter riuscire a comprender ciò, dobbiamo innanzitutto (parlando con lui come già detto sopra) ripetere il colloquio fino a sentire “dentro” se percepiamo “coerenza” in noi a quel che chiediamo, perchè questo è uno dei segni della risposta di Dio. continua……

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