Non si cresce senza conoscersi

La conoscenza di se stessi è fondamentale per la crescita interiore, senza restiamo smarriti e confusi

Quanto possiamo dire di conoscerci veramente? Abbastanza? Ne siamo sicuri?

Anche se rispondiamo: “si o quanto basta ecc. ” attenzione perchè non è facile capire quale è la vera conoscenza di noi stessi.

Questa spesso è confusa con la conoscenza fisica, storico-culturale ed intellettuale o con quella psicologica, ma questa non è ancora quella “vera e profonda”.

Quella cioè che deriva da ogni trasformazione che avviene in noi, nell’attimo stesso che riconosciamo che non siamo consoni a quel criterio di perfezione della maturità dell’essere che abbiamo dentro (che non percepiamo bene se non siamo sinceri con noi stessi).

Noi crediamo che conoscersi sia sapere chi siamo, quando siamo nati, dove abitiamo, che lavoro facciamo, che carattere abbiamo, che preferenze abbiamo, ecc. ecc.


Ma vi sarete accorti che questa conoscenza di noi anche gli altri possono averla?

Essa riguarda solo la nostra storia esteriore compreso anche quello che caratterialmente mostriamo ma non è ancora una conoscenza profonda e vera.

Non basta guardarsi solo “dentro” e fare quella che si chiama introspezione poichè con essa spesso vediamo solo un po’ meglio ma sempre quello che però la nostra mente ci vuol far vedere!

Il modo migliore di “autosservarsi” è quello che con il minor intervento possibile della mente ci mostra chi veramente siamo, questo sulle prime può sembrare solo una tecnica ma poi ben presto ci accorgiamo che non lo è perchè se non è già attivo in noi un determinato “modo dell’essere” non riusciamo ad andare lontano nella nostra autosservazione.

Per capire quando questa è davvero in azione dentro di noi, basta rilevare che essa agisce rivelandoci chi, come e cosa veramente siamo nell’attimo stesso che “viviamo” un qualsiasi evento percepibile in consapevolezza.

Indubbiamente ci vuole una super attenzione e bisogna farlo senza un eccessivo intervento della mente, cosa non facile ma possibile, se prima avremo fatto determinati passi preparatori e fondamentali che comportino l’assorbimento in comprensione di verità eterne che iniziano a trasformarci preparando il terreno all’ “autoindagine”.

Quali?


Pace interiore
data da una serenità di fondo che ci dà armonia quando siamo in assenza di grossi conflitti interiori.


Destrutturazione
con progressivo distacco da tutto ciò che non ha valore essenziale (eterno) per il nostro cammino di crescita interiore.


Centratura dell’essere
che significa una buona dose di piena consapevolezza del presente che si vive (essendo sincroni con la realtà e quindi agenti creatori della stessa).


Osservazione intuitiva
e sintonizzazione con la rete sincronica e la corrente magistrale ndella volontà suprema di Dio..

Infine fondamentale sarà l’esercizio costante di tecniche applicative ripetitive in un proprio dinamico rinnovamento di cui bisogna acquisire padronanza, affinchè si attivi ogni volta che eventi importanti (sincronici) che viviamo hanno bisogno della lettura interiore in autoconoscenza.

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